I disabili, nella sola Europa, sono oltre 127 milioni. Uomini e donne in carrozzina, non vedenti, con disagi psichici. Tra le libertà loro negate c’è spesso quella di decidere dove e come trascorrere le vacanze. Sovente sono loro a condizionare la meta di villeggiatura, in senso negativo, escludendo se stessi e i propri accompagnatori dai luoghi impervi o non attrezzati. Più spesso c’è chi decide per loro, perpetuando nel disabile il nefasto ruolo di malato a carico dell’altro. Non è difficile calcolare quanto faccia 127 milioni per gli 800 euro che di media vengono spesi in vacanza pro capite. Sono fatturati miliardari ai quali pochi prestano attenzione (così come sono trascurati i diritti dei disabili, ancora oggi estromessi da tante funzioni quotidiane). Una platea alla quale va aggiunto l’esercito sempre più numeroso di anziani con difficoltà deambulatorie, sempre in cerca di mete turistiche adeguate alle loro condizioni.

Ideal tour Per tutto questo è nato Ideal tour, ovvero come rendere il Trasimeno accessibile a tutti, negli alberghi, nelle banchine, nei traghetti, nelle isole e nei borghi che lo popolano, progetto finanziato dall’Unione europea con un assegno complessivo di 240 mila euro. A dividerseli saranno il Comune di Castiglione del Lago, capofila del progetto, la semidefunta Comunità montana del Trasimeno, incredibile a dirsi tra le realtà umbre più attive nella programmazione europea (e ad ogni progetto aumenta la credibilità nel ranking delle partnership, tanto che in una precedente pianificazione il Trasimeno fu individuato come capofila di tutti i laghi europei), quindi l’Aism (Associazione italiana sclerosi multipla), il Consorzio Urat (Unione ristoratori e albergatori del Trasimeno), l’Università di Bournemouth nel Dorset, in Inghilterra, e Neumann Consult, agenzia di consulenza sui temi dell’accessibilità, del turismo e dello sviluppo urbano e regionale.

La presentazione Il progetto, presentato a Palazzo Cesaroni dalla collaudata coppia Louis Montagnoli e Massimo Canalicchio, rispettivamente coordinatore e project manager di Idealtour, ha visto la partecipazione anche di Romeo Pippi, vicesindaco di Castiglione, Dimitrios Buhalis (Bournemouth University), Sonia Carpinelli (Neumann Consultant), Silvia Cresti (Urat), Marco Pizzio (Aism) e Maria Elisabetta Locchi, della Direzione generale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Prima fase Idealtour ha già mosso i primi passi con un’indagine a campione sulla qualità dei servizi e sulla soddisfazione degli utenti rispetto l’accessibilità da concludere entro il prossimo febbraio. Partirà quindi un corso di otto mesi pilotato dall’Aism, da febbraio a settembre 2016, per formare personale sull’accessibilità e l’ospitalità verso i disabili, con lezioni in Italia, Germania e Inghilterra. Altri sei mesi (giugno-novembre 2016) saranno destinate alle importantissime soluzioni di design da applicare per una piena accessibilità, tutto questo per partecipare ai due strategici appuntamenti internazionali sul turismo accessibile, ovvero il World travel market a Londra e Gitando.all a Vicenza, primo salone in Europa dedicato al turismo accessibile. Tutto questo in vista della Fiera del turismo accessibile da tenersi nel marzo del 2017 a Castiglione del Lago, che sancirà definitivamente l’entrata del Lago Trasimeno tra le destinazioni più indicate per qualsiasi disabilità, con un’offerta di servizi turistici senza limitazioni per handicap di qualsiasi genere.

Panichi promoter Per promuovere l’iniziativa sul fronte della comunicazione si è infine preso contatto con Luca Panichi, magionese di nascita e ormai celebre testimonial per le sue straordinarie scalate in carrozzina al seguito del Giro d’Italia e non solo, con l’idea di organizzare manifestazioni agonistiche aperte ai paratleti, da tenersi negli angusti borghi storici intorno al Lago, troppo spesso inaccessibili alle carrozzine o alle persone con difficoltà motorie. Se si pensa che l’arroccatissimo Stato di San Marino si è guadagnato il titolo di luogo accessibile per antonomasia a livello internazionale, è facile capire come le barriere architettoniche siano più che altro forme d’indolenza mentale, la risultanza di un’arretratezza che si pone il problema della disabilità a lavori ultimati e non in fase di progettazione. Peccati imperdonabili al giorno d’oggi. Non è la disabilità ma l’inettitudine il vero problema.