È favorevole con osservazioni il parere della 9° commissione del Senato Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare sul decreto legge recante misure urgenti in materia di Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti
rinnovabili. È in questo contesto che, nei giorni scorsi, sono emerse divergenze politiche significative.
Proprio sulla base di una specifica interpretazione del decreto Transizione 5.0, è arrivato recentemente lo stop del ministro Fratin alla Legge regionale umbra sulle aree idonee. Nel corso dell’ultima seduta di commissione Industria, in sede consultiva, diverse le perplessità espresse dai senatori presenti. Franceschielli del Pd, dopo aver sostenuto che la decarbonizzazione va senz’altro compiuta, ha manifestato il proprio disappunto per l’assenza di autonomia degli enti locali rispetto a obiettivi energetici assegnati a livello nazionale. «Sarebbe stato inoltre necessario – ha sottolineato – tener conto di quanta energia ciascuna Regione già produce, dato che molte amministrazioni regionali si sono già mosse per tempo in campo energetico». Lo stesso, annunciando astensione, si è soffermato altresì sull’autoconsumo, sottolineando che l’installazione di impianti agrivoltaici deve essere accompagnata da regole definite a livello locale. «Attraverso la pianificazione – ha spiegato – i territori sono in grado di assicurare alle aziende la possibilità di crescere e di essere autosufficienti sul piano energetico. Occorre dunque scongiurare che nelle aree interne si compiano interventi in assenza di programmazione».
La senatrice Sabrina del M5S, allo stesso modo, registra le difficoltà che il provvedimento determina in alcuni contesti territoriali: «La Regione rappresenta l’istituzione che meglio conosce le specificità del territorio e che è più adatta a pianificare; errato stabilire regole uguali per tutti». Da parte sua presentati emendamenti volti a ridefinire le aree idonee in base alle specificità di determinate zone, che la pianificazione regionale ritiene di salvaguardare».
Nell’ambito dei lavori della 9° commissione inoltre, accolta la proposta del presidente De Carlo di richiedere alla Presidenza del Senato l’assegnazione di un affare sulle principali aree di crisi industriale complessa in Italia, volto ad approfondire la normativa vigente sul tema e a valutare le soluzioni più adeguate per le situazioni eventualmente in stallo. La questione riguarda anche l’area Antonio Merloni S.p.A. e Terni-Narni.
