di Ivano Porfiri
«La tragedia di Lampedusa impone a tutta l’Europa una riflessione politica sul fenomeno dell’immigrazione e sulle responsabilità. Nessuno può voltarsi dall’altra parte». Un minuto di silenzio e di vergogna quello con cui la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha aperto la riunione del gruppo del Pse al Comitato delle regioni, di cui è in corso la seduta plenaria per discutere su come ripartire i Fondi europei per il prossimo settennio negli stessi giorni degli Open Days, la tre giorni che mette a confronto le buone pratiche delle 300 regioni d’Europa.
Non riguarda solo l’Italia «Sono già oltre 18 mila – ha ricordato Marini – le persone che hanno perso la vita attraversando il Mediterraneo. Un numero impressionante che obbliga tutti noi, e l’Europa prima di tutti, ad una riflessione seria sul rapporto tra l’Africa e il nostro continente. Non si può, infatti, ritenere che questo sia un tema che riguarda solo l’Italia. Il nostro Paese, in molti casi, è solo il Paese di transito di questi flussi di immigrazione che si dirigono verso tutti i paesi europei».
Europa si svegli Marini ha dichiarato di condividere le parole del presidente del Parlamento europeo, Martin Schultz, «che – ha detto – ha voluto richiamare con forza il ruolo dell’Unione europea su questo fenomeno, esprimendo un giudizio severissimo nei confronti dell’Unione per aver lasciato sola l’Italia nel far fronte a questo fenomeno. La presenza domani (mercoledì, ndr) a Lampedusa del presidente della commissione europea Manuel Barroso sarà importante e rappresenta un segnale concreto di attenzione. L’Europa, però – ha concluso Marini – deve svolgere un ruolo adeguato e positivo, che deve andare oltre il momento dell’emozione che una tragedia come quella di Lampedusa suscita in tutti noi”»
Ue divisa Tuttavia l’Europa, al momento esprime una posizione tutt’altro che unitaria, con i paesi del Nord non intenzionati a sobbarcarsi un problema che vede l’Italia e le sue regioni (l’Umbria ha già dichiarato di essere pronta a fare la sua parte dal punto di vista dell’accoglienza) in prima linea. Qualcosa, però, sembra muoversi. Un portavoce di Barroso, alla vigilia del viaggio a Lampedusa ha sottolineato come «l’Europa deve fare qualcosa, assicurandosi che i Paesi sotto pressione ricevano la solidarietà di tutta la Ue». Parallelamente, la commissaria agli Affari Interni, Cecilia Malmstrom, ha chiesto che l’Unione assicuri «il sostegno politico e le risorse necessarie per una grande operazione Frontex di salvataggio sicuro che coinvolga tutti i Paesi europei del Mediterraneo, da Cipro alla Spagna»
