di G.O.
Dopo aver preso in carico le proposte di Udu – Sinistra universitaria e valutati i risultati dell’ex servizio Gimo, l’Agenzia per il diritto allo studio universitario dell’Umbria implementerà a partire da inizio giugno il progetto Adibus, con un nuovo servizio di mobilità pubblica notturna.
L’ex Gimo Il percorso della mobilità notturna a Perugia parte con la sperimentazione di Gimo, «Giovani in movimento», un servizio che l’amministrazione comunale ha reso disponibile dal 2016 ad agosto 2018. La proposta era nata già nel 2008, ma è approdata in consiglio comunale solamente nel 2015, per poi concludersi in un «silenzio colpevole da parte dell’amministrazione», spiega Lorenzo Mazzola di Udu. Nonostante l’esperienza di Gimo avesse prodotto ottimi frutti, superando anche la percentuale di utilizzo delle diurne, il servizio non è stato rinnovato. Recentemente è stato l’ente per il diritto allo studio a intercettare il bisogno da parte della popolazione studentesca di un servizio di mobilità notturna. L’Agenzia ha preso la decisione, quindi, di implementare il servizio di Adibus, che nasce come collegamento tra le residenze universitarie, con delle tratte notturne.
Le novità Le nuove tratte partiranno, quindi, da giugno e saranno in fase di sperimentazione fino a ottobre; il servizio sarà però sospeso ad agosto, in considerazione della pausa didattica e della carenza di studenti universitari. I percorsi, per quanto riguarda Perugia, non saranno ampi come quelli di Gimo, non collegheranno infatti tutti i punti nevralgici della città ma ricalcheranno piuttosto le tratte del servizio Adibus diurno. Le linee saranno attive il venerdì e il sabato sera, a partire dalle 21 fino alle 02.25. Novità assoluta è l’approdo della mobilità notturna a Terni e Narni: l’ente per il diritto allo studio ha deciso, infatti, di estendere il servizio ai due poli universitari distaccati, anche grazie ai finanziamenti della Fondazione cassa di risparmio di Perugia e della Fondazione di Terni. Rimane esclusa però Assisi, dove nonostante siano presenti delle facoltà dell’ateneo degli studi di Perugia, non è prevista per ora l’estensione notturna di Adibus. «La decisione dell’ente è comprensibile, soprattutto considerando che non è l’Agenzia per il diritto allo studio che dovrebbe occuparsi di mobilità notturna, la misura, infatti, dovrebbe essere inserita nell’agenda politica regionale per garantire un servizio di welfare ai giovani», commenta Mazzola in merito. A partire da giugno, quindi, il servizio notturno sarà disponibile in maniera gratuita per tutti gli studenti universitari, e con l’acquisto di un biglietto urbano, per chiunque voglia accedervi, obiettivo dell’Udu è inserire il servizio nell’abbonamento unico regionale a prezzo calmierato.
Studenti medi Si è aperta però la polemica da parte degli studenti medi: «Crediamo che anche gli studenti delle scuole superiori – dice Anna Pierucci, coordinatrice di Altrascuola – rete degli studenti medi Perugia – debbano accedere gratuitamente alla mobilità notturna, per questo continueremo a sollecitare le istituzioni affinché anche il diritto allo studio della nostra categoria di studenti sia garantito». Anche Udu non si tira indietro di fronte alla possibilità di estendere la gratuità del servizio agli studenti delle scuole superiori, misura però inattuabile finché sarà l’Agenzia per il diritto allo studio universitario a portare avanti l’attività. Come ribadisce Margherita Esposito, coordinatrice del sindacato studentesco universitario, «crediamo fortemente che la mobilità notturna sia una misura in grado di integrare un servizio alla comunità studentesca, e non solo, con politiche ambientali, di sicurezza e di diritto allo studio».
