Il sindaco Luciano Bacchetta

di Barbara Maccari

Il secondo round in commissione programmazione su ‘Tela Umbra’ si è tenuto giovedì sera (mercoledì il primo confronto). Il presidente Luciano Neri ha replicato alle accuse sulle spese con la carta di credito aziendale giustificandole come promozionali alla cooperativa, mentre il sindaco Luciano Bacchetta ha più volte chiesto spiegazioni in merito al mancato pagamento degli stipendi delle socie.

Due fazioni Il clima era già teso mercoledì, giovedì l’aria si è notevolmente appesantita, i toni si sono fatti più duri e il botta e risposta si è trasformato più volte in rissa verbale. Al centro di tutto la vicenda Tela Umbra: da una parte 4 delle 6 socie della cooperativa spalleggiate dal sindaco Luciano Bacchetta, dall’altra le altre due socie e il presidente Luciano Neri. Le divisioni su Tela Umbra sono in primo luogo all’interno dell’azienda, dove si è creata una frattura tra le ‘vecchie’ socie e quelle ‘nuove’.

No gestione negativa Alle accuse rivolte a Neri da parte della Giulietti ha replicato Marzia Castellani, che ha difeso l’operato dell’amministrazione Neri: «Sono in questa azienda da cinque anni ed il doppio ruolo di socia/dipendente non è affatto facile, è un equilibrio difficile da mantenere. Sono enormemente dispiaciuta di questa situazione e vorrei sottolineare il fatto che il nostro presidente ci ha sempre dato la possibilità di partecipare alla gestione della cooperativa. Non voglio entrare nei tecnicismi e nelle pieghe dei bilanci, vivo Tela Umbra tutti i giorni e capisco che la situazione non è delle migliori ma in questi ultimi cinque anni si è cercato di tenere i debiti sotto controllo ed i conti in regola mantenendo lo stesso livello occupazionale, certo si poteva e doveva fare di più. Spero che il prossimo consiglio di amministrazione riesca ad aumentare i ricavi e risollevare le sorti di Tela Umbra».

Chiamato in causa Il sindaco Luciano Bacchetta ha ricordato a tutti il motivo del suo interessamento alla vicenda: «Ribadisco per l’ennesima volta che sono intervenuto su questa vicenda perché queste quattro donne, disperate, si sono rivolte a me, era mio dovere farlo. Non era mio scopo creare tensioni inutili, la mia linea, come nelle altre partecipate, era quella di rinviare tutto a dopo le elezioni e far nominare il nuovo Cda al prossimo sindaco. La mia unica colpa è stata quella di essere intervenuto tardi».

Spese aziendali Le domande del sindaco e delle quattro socie si sono fatte sempre più incalzanti ed accusatorie: «Il contributo che arriva a Tela Umbra da parte della Regione non sarà disponibile prima di giugno, nel frattempo, visto che le casse sono completamente vuote, chi li paga gli stipendi? L’altra annosa questione riguarda le spese che il presidente Neri ha sostenuto con la carta aziendale. Faccio una premessa: mai nessuno nella storia di questa cooperativa aveva avuto a disposizione questo strumento, questa è la prima volta. Ho qui davanti a me delle fatture che mi hanno mostrato le socie e che documentano il fatto che Neri ha effettuato spese con carta aziendale non per promozione di Tela Umbra, ma per fini personali, come ad esempio l’evento di giugno 2015: un incontro per disegnare un quadro chiaro su cosa stava accadendo in Grecia, con annessa presentazione del libro ‘La sfida di Atene – Alexis Tsipras contro l’Europa dell’austerità’, alla quale aveva partecipato anche l’autore, Dimitri Deliolanes, il cui soggiorno è stato pagato con i soldi di Tela Umbra. Stessa cosa è stata fatta con la delegazione degli Emirati Arabi. Cosa c’entra tutto ciò con la cooperativa? E questi sono solo due esempi, ce ne sono molti altri».

Soggiorni La replica a stretto giro è arrivata da Neri: «La carta di credito è uno strumento tracciabile, mi stupisco solo che nelle precedenti gestioni si faceva tutto col contante e senza trasparenza, è uno strumento indispensabile all’interno di una società. Sono andato in giro in tutta Italia e nel mondo per promuovere Tela Umbra, senza mai chiedere nulla, gli unici rimborsi sono stati quelli chilometrici in sei anni, 900 euro. Se far visitare e scoprire la nostra cooperativa ad una delegazione degli Emirati Arabi non è promozione, allora ditemi che altro è, ovviamente il soggiorno lo abbiamo pagato noi (165 euro) come il pranzo lo pagò il Comune».