di Marco Torricelli
Il prefetto Gianfelice Bellesini ci ha provato. Ma il vertice non c’è stato. Nel pomeriggio a salire le scale del palazzo del governo sono stati solo i sindacalisti. Lucia Morselli no, lei non c’era. Anche perché il tam-tam aveva fatto sì che arrivasse qualche centinaio di lavoratori e, allora, si è deciso di soprassedere.
I lavoratori Un’occasione che i lavoratori – il lungo sciopero non li ha fiaccati – non potevano lasciarsi sfuggire e, infatti, dagli altri presìdi (alle portinerie e in Comune), in molti sono arrivati a rinforzare quello che è in corso proprio sotto la Prefettura. Tanto per ricordare che loro sono sempre lì.
Incontri separati Sindacati e azienda, alla fine, incontrano il prefetto separatamente. Il primo colloquio, quello con i sindacati, è finito intorno alle 18,30: «Il prefetto è preoccupato per l’ordine pubblico e noi gli abbiamo ricordato – hanno detto i segretari territoriali e i rappresentanti delle Rsu – che ci sono tre questioni molto delicate che solo l’amministratore delegato può risolvere e che permetterebbero di riportare un po’ di tranquillità. Il pagamento degli stipendi, ancora in sospeso; la riduzione della turnistica nell’area a caldo e la proroga del contratto Ilserv, che se non verrà attuata non permetterà comunque di far ripartire gli impianti anche in caso di interruzione dello sciopero. Il prefetto ne parlerà con Lucia Morselli e poi si vedrà».
Il prefetto si sposta? Dove e quando, il prefetto ne parlerà con Lucia Morselli, però, non si sa. Molto probabilmente, però, il colloquio non si svolgerà in Prefettura. Non è escluso, anzi, che sia Gianfelice Bellesini a spostarsi per raggiungere – fuori città – l’amministratore delegato. Per poi mettersi in contatto con i sindacalisti e dar conto delle risposte ottenute.
Si spengono i forni Da parte di Ast, peraltro, si starebbe mettendo in pratica una nuova iniziativa destinata a far discutere. I forni di ricottura, quelli presenti sulle linee di trattamento dell’area ‘a freddo’ – quella cioè che non produce direttamente acciaio, ma lo rilavora – sarebbero tutti in fase di spegnimento. Normalmente, quando gli impianti sono fermi – come nel caso attuale, visto che lo stabilimento è bloccato dallo sciopero – i forni restano accesi, ma tenuti ad una temperatura ‘di stand-by’ tale da poter essere riportati in fretta a quella ideale per il trattamento del materiale. Tra domenica e lunedì, però, si starebbe provvedendo allo spegnimento totale dei forni. Un evento che produrrà un doppio effetto: meno persone addette alla così detta ‘salvaguardia impianti’ e tempi più lunghi per la successiva ripartenza degli impianti stessi.
Martedì I segretari nazionali dei sindacati di categoria saranno a Terni «per fare il punto, con le organizzazioni territoriali e le Rsu di Ast, sull’andamento della vertenza. decidere le nuove forme di mobilitazione (resta sempre aperta l’opzione relativa a far diventare la protesta ‘da esportazione’, portandola fin sotto le finestre della ThyssenKrupp ad Essen; ndr) e mettere a punto un coordinamento più stretto». La riunione è prevista per le 9,30 nella sede della Cisl.
Mercoledì Il ministro Federica Guidi riferirà alla Camera sulle iniziative che sta attuando, poi sarà di nuovo di fronte all’ad di Ast, Lucia Morselli: visti gli impegni presi dal presidente del consiglio dovrà chiedere che venga immediatamente ritirato il provvedimento che prevede la diminuzione dei turni nell’area a caldo dello stabilimento ternano e che è stato l’origine del nuovo sciopero ad oltranza che attualmente è in corso. I lavoratori, invece, andranno «all’ambasciata tedesca, perché le rappresentanze diplomatiche di quel Paese devono sapere dalla viva voce di chi li vive, quali sono i problemi che una loro azienda sta determinando». Alle 7,30, dieci autobus partiranno alla volta della Capitale.
Venerdì Nuova trasferta romana, per lavoratori e sindacalisti, visto che andranno a Montecitorio per incontrare la presidente della Camera, Laura Boldrini, che manterrà la promessa fatta ad Assisi e li riceverà alle 11,30. Venerdì, peraltro, è anche il giorno in cui dovrebbe scadere la proroga dei contratti con le ditte esterne: se non si registreranno novità e i contratti – o almeno alcuni – dovessero essere annulati, lo stabilimento rischia di essere nelle condizioni di non poter essere rimesso in marcia anche nel caso in cui i lavoratori di Ast decidessero di interrompere lo sciopero.
L’esempio Germania Mentre ThyssenKrupp, a Terni, fino ad oggi ha puntato sugli incentivi all’esodo – 61 mila euro netti a chi se ne va, che Lucia Morselli sembra intenzionata ad incrementare fino, quasi, ad una novantina e che hanno già fatto registrare circa 130 ‘firme’ di accettazione – in Germania ha firmato un accordo che, a Duisburg, prevede una riduzione dell’orario lavorativo a 31 ore settimanali, ai lavoratori ne verrebbero pagate 32, per evitare licenziamenti in uno stabilimento che occupa 4.500 addetti. Lavoreranno tutti di meno e guadagneranno di meno. Sulla base di quel ‘contratto di solidarietà’ del quale, fino ad oggi, a Terni sembra inapplicabile. Fino ad oggi.
Il conto corrente Nella giornata di lunedì le segreterie provinciali dei metalmeccanici hanno dato vita ad un comitato denominato ‘Solidarietà vertenza Ast’, ovviamente senza scopo di lucro, al fine di aprire un conto corrente bancario nel quale poter raccogliere fondi volontari per sostenere le diverse iniziative relative alla vertenza in atto. Il conto è stato aperto presso la filiale di Unipol Banca di via Tre monumenti, che ha contribuito con un primo versamento. Chi vorrà effettuare dei versamento dovrà indicare l’Iban IT80 F031 2714 4000 0000 0005 100, indicando come casuale ‘Solidarietà vertenza Ast’.
Cecconi Dopo quello di Forza Italia, arriva anche il ‘distinguo’ di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale sulla spedizione alla Leopolda: «Gli aspetti surreali di questa stranissima domenica sono troppi: e i più gravi non sono tanto nel fatto che, contrariamente agli impegni, sia stato impedito a tutte le rappresentanze politiche del consiglio comunale di essere presenti all’incontro. In fondo, questo – con il bisogno spasmodico del PD e di Di Girolamo di recuperare terreno – per quanto spregevole, ce l’aspettavamo persino. L’aspetto più grave è che si sia dovuto aspettare il 26 ottobre e ci si sia dovuti umiliare presentandosi davanti ai cancelli di una riunione di corrente di partito».

Il conto corrente Nella giornata di lunedì le segreterie provinciali dei metalmeccanici hanno dato vita ad un comitato denominato ‘Solidarietà vertenza Ast’, ovviamente senza scopo di lucro, al fine di aprire un conto corrente bancario nel quale poter raccogliere fondi volontari per sostenere le diverse iniziative relative alla vertenza in atto. Il conto è stato aperto presso la filiale di Unipol Banca di via Tre monumenti, che ha contribuito con un primo versamento. Chi vorrà effettuare dei versamento dovrà indicare l’Iban IT80 F031 2714 4000 0000 0005 100, indicando come casuale ‘Solidarietà vertenza Ast’.