Celestino Tasso, coordinatore Cisl

di Marco Torricelli

Veleno a litri. A farlo scorrere è stata una notizia apparsa su un quotidiano locale: due sindacalisti importanti – da anni in regime di ‘distacco’, ma ancora formalmente dipendenti dall’Ast – avrebbero usufruito del bonus di 80 mila euro, cosa fatta anche da altri, per lasciare definitivamente l’azienda.

Gli ‘accusati’ A finire sul banco degli imputati sono stati Calestino Tasso, coordinatore ternano della Cisl e che per anni ha lavorato al reparto Pix, e Attilio Romanelli, segretario della Cgil di Terni ed ex lavoratore nel reparto Pma.

La polemica Sui social network la cosa è diventata, ovviamente, virale e i commenti, spesso non riferibili, si sono sprecati. Uno, su Facebook, recitava così: «Vigliacchi patentati speriamo che non se li godano. Grazie per i 35 giorni di merda, grazie per avermi fatto fare i salti mortali per i miei figli, grazie per avermi fatto andare fino a Bruxelles in condizioni che manco nel medioevo».

Tasso precisa Il sindacalista della Cisl, a stretto giro e usando anche lui lo strumento del social network, fa sapere «di aver effettivamente usufruito dei benefici previsti dall’accordo sindacale del 4 novembre 2013 e scadente in data 31 dicembre 2014, che prevedeva la messa in mobilità del personale con requisiti tali che al termine del percorso potessero accedere effettivamente alla pensione, finestra per me prevista il 1 Settembre 2016» e «di essere stato posto in mobilità a partire dalla data del 1 dicembre 2014 e di essere quindi regolarmente iscritto nelle liste stesse», ma «di non aver usufruito del ‘bonus Morselli’ pari a 80 mila euro lordi, previsto per coloro che si fossero auto licenziati, perché per questi non è prevista, secondo le leggi attuali, né mobilità e né indennità di disoccupazione e tale mia condizione attuale esclude di fatto l’ipotesi».

Romanelli conferma Attilio Romanelli, invece semplicemente conferma: «Non ho problemi a dire che ho acettato il bonus propostomi dall’azienda, cosa peraltro non certo offerta a me per qualche motivo particolare, ma solo perché prevista dall’accordo sul piano industriale. Ho 60 anni, da tempo sono in ‘distacco’ sindacale, peraltro lo stipendio che percepisco come segretario della Cgil me lo paga il sindacato e non certo l’azienda – dice Romanelli – e quando, da parte di Ast mi è stato posto il problema, ho deciso che fosse giusto accettare, anche per ‘liberare’ un posto in fabbrica».

La conferenza Martedì mattina, alle 11,30, di Tk-Ast – ma non solo – si parlerà in una conferenza che si terrà nella sala consiliare di palazzo Spada e che avrà un tema stimolante: ‘Dall’Umbria alla Cina, sulla nuova via della seta’. E nel corso della quale, spiegano gli organizzatori, «si cercherà di capire quali possono essere le nuove opportunità per Terni, per l’Umbria e per l’Italia».

La Tk-Ast Secondo Giovanni Ceccotti, del comitato promotore della public company per Ast, «la condizione critica in cui versa l’azienda, oggi di proprietà tedesca, richiama a gran voce problemi endemici più vasti: le difficoltà dello Stato nell’elaborazione di un piano strategico industriale concreto e funzionale, l’eccessivo carico fiscale gravante su tante piccole e medie imprese italiane, impossibilitate ad investire nel nostro territorio, e la bassa capacità di attrarre investimenti esteri fondati sulla trasparenza e sul vantaggio reciproco. Le possibilità offerte dalle economie emergenti, o riemergenti, potrebbero però riaccendere una prima, fondamentale speranza, lavorando su un terreno già avviato negli ultimi dieci anni grazie ai numerosi programmi di cooperazione ratificati dal nostro Ministero degli Esteri. Per fare questo, è necessario ripensare completamente il modo di approcciarsi allo scenario globale, alla sua conoscenza e, dunque, all’informazione. La Cina, prossima a diventare la prima potenza economica al mondo, è il più chiaro esempio della trasformazione del pianeta verso un nuovo sistema di equilibri, basato sul multipolarismo».

I partecipanti Alla conferenza, insieme allo stesso Ceccotti, interverranno, Andrea Fais, direttore della rivista ‘Scenari Internazionali’, Bi Jiang Shan, capo ufficio stampa dell’ambasciata della Repubblica Popolare della Cina, il sindaco Leopoldo Di Girolamo e il presidente del consiglio comunale, Giuseppe Mascio.

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