di Marco Torricelli
Se c’era qualcuno che sperava che i lavoratori perdessero la testa, dovrà rassegnarsi. Quello che è successo nella notte tra venerdì e sabato ha spazzato via ogni dubbio. Loro, i lavoratori, la testa la tengono ben salda sulle spalle. E tengono alta la «tensione positiva», come la definisce uno di loro: «I cancelli sono presidiati a tempo pieno» e ogni tanto il traffico in viale Brin si deve fermare: «Se ogni tanto ci raduniamo in mezzo alla strada è solo per permettere a chi è di passaggio di prendersi una breve sosta e, magari, venire a conoscenza del motivo per cui siamo qui». Perché il concetto è chiaro: «Nessuno deve dimenticarsi che esistiamo».
Lo sciopero Dalle 22 di venerdì sera le acciaierie sono ferme. Lo sciopero, che durerà fino alle 6 di lunedì mattina, è stato proclamato, spiega la Rsu, «dopo tutti gli episodi provocatori, come le minacce di denuncia ai lavoratori presenti sulle portinerie e i ripetuti rifiuti di annullare i provvedimenti di sospensione nei confronti di alcuni lavoratori, nonostante le modifiche approntate in relazione all’organizzazione dello sciopero a ‘scacchiera’. Difronte a questa ennesima provocazione, non restava altro da fare che dare una risposta chiara».
Il sindaco ai cancelli Intorno alle 23 di venersì, ai cancelli delle acciaierie è arrivato il sindaco. Leopoldo Di Girolamo ha parlato brevemente con i sindacalisti presenti e poi si è rivolto ai lavoratori: nessun comizio e nessuna promessa ‘strappa applausi’, ma la conferma che da parte delle istituzioni locali c’è la volontà di alzare la posta nei confronti della multinazionale.
L’invasione Da chi sia partita non si sa, ma è stato un attimo: «Andiamo in centro». E sono partiti. Circa 500 lavoratori si sono messi in marcia da viale Brin in corteo dirigendosi, appunto, verso il centro della città. Una protesta colorita e rumorosa – con gli operai che hanno ‘invaso’ pacificamente, vie, vicoli e piazze del centro – controllata comunque a vista dalle forze dell’ordine. Ad ogni incrocio una sorpresa, con la testa del corteo che decideva all’ultimo momento che direzione prendere.
IL CORTEO NOTTURNO DEI LAVORATORI – VIDEO
«Se chiudiamo noi, chiudete pure voi» Con le vie della ‘movida’ che hanno vissuto una nottata decisamente diversa dal solito, con il corteo che sfilava tra i tavolini all’aperto – la serata si prestava – lanciando uno slogan significativo: «Se chiudiamo noi, chiudete pure voi», per ricordare le possibili ricadute negative che la crisi dell’Ast potrebbe inevitabilmente avere per l’intera economia cittadina. Alle 2,30, poi, i lavoratori hanno ripreso la via che porta alla fabbrica. Per continuare il presidio delle portinerie. Senza aver creato il minimo problema di ordine pubblico. Rumore a parte. Ma i residenti del centro, si spera, avranno compreso.
Venerdì sciopero generale Lo sciopero generale di 8 ore, proclamato a Terni e provincia in difesa delle acciaierie Ast e dell’occupazione, originariamente era previsto per giovedì, ma è sorto un problema logistico e, allora, alla faccia della superstizione, si svolgerà venerdì 17. I dettagli sulla manifestazione che accompagnerà la protesta sono ancora in fase di preparazione, ma si sapranno presto.
I sindacati Cgil, Cisl eUil dell’Umbria, intanto, hanno già annunciato la volontà di darle un respiro regionale: «Sosteniamo questa mobilitazione perché il futuro dell’AST è il futuro dell’Umbria. La presidenza del consiglio – dicono Mario Bravi, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini – deve riaprire il tavolo su una base radicalmente diversa da quella del lodo Guidi. Non è accettabile alcun taglio occupazionale in una fase critica come questa, né la cancellazione della contrattazione integrativa. Va garantita l’integrità del sito ternano, la sua proiezione internazionale ed un piano industriale vero. L’Umbria riparte se viene garantito il lavoro all’Ast e a tutte le imprese per le quali 165 vertenze sono aperte nella nostra regione. Pertanto invitiamo tutti i delegati aziendali dell’Umbria ad essere presenti in massa alla grande manifestazione cittadina che si svolgerà a Terni il 17 ottobre».
I numeri dei tagli In alcuni colloqui informali Lucia Morselli avrebbe lasciato intendere che l’avvio delle procedure di mobilità – 537 lettere in tutto, 473 in Ast, 381 operai e 92 impiegati e quadri; 45 alla Società delle fucine, 30 operai e 15 impiegati e quadri; 7 al Tubificio di Terni, 2 operai e 5 impiegati; 12 ad Aspasiel, impiegati e quadri – sono solo l’avvio di una nuova fase di confronto che, però, secondo lei deve cambiare sede: non il ministero dello sviluppo economico, ma quello del lavoro. Se ne saprà di più quando l’ad tornerà dalla Germania, visto che è in partenza per il quartier generale di ThyssenKrupp per, presumibilmente, fare rapporto e prendere nuovi ordini.
Consiglio comunale straordinario Lunedì mattina, invece, si terrà una seduta straordinaria del consiglio comunale, dedicata proprio alla questione di Tk-Ast: è stata convocata per le 10, nella sala convegni del Centro Multimediale, in piazzale Bosco. Sarà una seduta, spiega una nota di palazzo Spada, «con funzione di stati generali della città, alla quale sono stati invitati a partecipare le forze economiche e sociali e i rappresentanti delle istituzioni locali, regionali, nazionali ed europee. Il consiglio comunale, a partire da questa iniziativa, intende affrontare la straordinarietà della situazione della città considerandosi convocato in maniera permanente per fornire il proprio contributo a livello di interlocuzione e di confronto e affrontare nel modo più produttivo ed efficace la situazione nel suo continuo evolversi». Chissà se almeno lunedì si riuscirà a votare un documento unico, visto che l’ultima volta furono tre?
Crescimbeni contrario «La indizione di un consiglio comunale straordinario non trova la mia personale condivisione – dice il consigliere comunale Paolo Crescimbeni (Gm) perché ritengo che si sia concluso il tempo delle chiacchiere, degli ordini del giorno, degli atti di indirizzo», mentre «il consiglio comunale permanente, di cui qualcuno parla, andrà fatto dinanzi a palazzo Chigi, se non al suo interno, fino a che il governo non abbia qualificato espressamente la vicenda Ast».
Il consiglio regionale In una lettera inviata al presidente del consiglio regionale Eros Brega, la presidente della Regione, Catiuscia Matini, ha richiesto invece l’iscrizione nell’ordine del giorno della prossima seduta consiliare, di martedì 14 prossimo, del punto riguardante «comunicazioni del presidente della Giunta regionale sull’andamento delle trattative connesse alla vicenda Ast di Terni».

Sarei curioso di sapere quanti di questi lavoratori hanno votato Renzi???
Mi raccomando alle prossime elezioni rivotate tutti Renzie !!!
il problema non è Renzi
concentriamoci tutti sulla Morselli, il problema è lei adesso,
costringiamo i tedeschi a rimuoverla ( gli costa 1.580.000 € tra ll’altro )
gli sta distruggendo la fabbrica e c’è il rischio che gli faccia ritrovare in mano un cerino bruciato
dobbiamo avere reazioni che lei non si aspetta, non lo sciopero,
ad esempio ammaliamoci a giro, tre giorni per reparto,
così non gli regaliamo neanche i soldi dello sciopero,
non voglio bruciare altre possibili iniziative,
chiediamo ai manager delle altre aziende cosa gli farebbe più male come manifestazioni di protesta
vi assicuro che non è lo sciopero, specie se gli ordini sono pochi
Sono proprio loro che hanno chiesto alla tagliatrice di teste di distruggere la nostra fabbrica… Svegliamoci…
Il problema è che nessuno ha votato Renzie,ma è stato messo lì da altri,ma quando lo capirete che la chiave di tutto è la sovranità nazionale e monetaria,e che queste aziende devono essere patrimonio dello Stato?
contro tutti i politici locali e nazionali .
contro i dirigenti italiani e TERNANI di ast.
contro i tedeschi
Il problema è che ormai l’italia in generale ed i comunisti in particolare si sono venduti tutto !!!!!!!! Io sono un operaio dell’ast ..ma non per questo non so’ fare 2 conti ……
Il problema sono i sindacati che ormai da molti anni non fanno più gli interessi dei lavoratori ma il propio , per carriera , pensioni integrative , ecc…
Loro l’accordo con TK AST già lo hanno firmato ma è troppo presto per dirlo ai lavoratori…meglio attendere lo snervamento , la rassegnazione di chi ogni giorno con lo sciopero perde soldi e tempo inutili ..meglio attendere che sia il lavoratore stesso a chiedere di poter rientrare in fabbrica per far mangiare moglie e figli ..meglio attendere che il lavoratore esaurisca anche quel poco di dignità che ogni giorno già governo , istituzioni varie e datore di lavoro gli tolgono ………….