di Marco Torricelli
L’accordo ormai è lì, ad un passo. Del resto erano tornati, nel brutto palazzo di via Veneto sede del Mise, per dare un’altra limatina alle parole. L’accordo lo vogliono tutti – governo, azienda e sindacati nazionali – ma ognuno vuole far sì che ci sia ‘quella’ formulazione’ che metta in risalto il ruolo svolto.
Incontro tecnico Quello che si è concluso intorno alle 13,30 veniva infatti definito un ‘incontro tecnico’ – tanto che non era prevista la presenza dei rappresentanti delle istituzioni, e pure la delegazione dei sindacalisti locali era sottodimensionata – nel quale si è discusso di numeri e di dettagli. Sì, perché l’impianto complessivo dell’intesa c’è: ma a metterla ancora in discussione erano proprio i dettagli. Che, secondo governo, azienda e sindacati nazionali, stanno andando al loro posto.
Ast alza la voce L’ad Lucia Morselli non perde tempo e alza subito la voce: dopo aver ricordato che «Acciai Speciali Terni ha comunicato di aver registrato ulteriori adesioni al piano di mobilità volontaria incentivata, alle quali è plausibile possano aggiungersene altre nei prossimi giorni» e di aver confermato «che sono state estese tutte le convenzioni con l’azienda ILSERV», passa alle richieste.
La richiesta Ast, infatti «rileva che ad oggi perdurano la chiusura dell’area a caldo dei forni e l’impossibilità della movimentazione merci sia in ingresso che in uscita verso i clienti, neutralizzando di fatto l’operatività industriale. A fronte di questa situazione non più sostenibile, l’azienda richiede che venga ristabilita immediatamente la piena operatività del sito, al fine di consentire la consegna dei prodotti e il rispetto delle commesse».
«Accordo quasi fatto» Il neo segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, ospite degli ‘Incontri Adnkronos’, è stato categorico: «L’accordo è quasi fatto, noi stiamo cercando di concordare meno esuberi possibili». E Romagna Manoja, portavoce del ministro, Federica Guidi conferma: «Nuovi passi avanti nella trattativa di oggi davanti al ministro Guidi. Appuntamento decisivo martedì».
Proroga Ilserv Un elemento importante, peraltro, non è uscito dal Mise: dalla Germania, infatti, è arrivata la conferma che Ast prolungherà per un anno gli appalti ad Ilserv. Mettendo fine – per un anno, appunto – alle polemiche che hanno caratterizzato la vertenza. La collaborazione Tk-Ast e Harsco-Ilserv andrà avanti fino a settembre 2015, ma a marzo 2015 verrà indetta una gara per la riassegnazione degli appalti. Alla quale Iserv potrà partecipare. Ora si attende che a questa dichiarazione venga fatta seguire la revoca della richiesta di cassa integrazione per i lavoratori.
L’annuncio Una lettera, inviata ai dipendenti, conferma che Harsco-Ilserv azzera tutto: «La sfida in cui tutti siamo coinvolti – scrivono i dirigenti Harsco – è quella di trasformare quanto accaduto in un’opportunità, comprendendo anche e soprattutto gli errori fatti e prendendo la giusta direzione». Ai lavoratori stano arrivando le telefonate dei capi reparto che li avvisano della ripresa dell’attività per lunedì prossimo.
Esuberi La fila per accettare gli 80 mila euro di buonuscita era lunga sul serio: in 251 hanno messo la loro firma sui documenti che attestano la loro volontà di accettare la somma ed uscire dalla fabbrica: restano 39 lavoratori da sistemare, ma rompere su un numero così irrisorio appare davvero difficile.
Ghini-Bentivogli Il segretario nazionale della Uilm, Mario Ghini, si dice ottimista e parla di «importanti passi avanti per Ilserv e eccedenze. Si stanno prefigurando le condizioni per ricercare l’accordo martedì»; mentre il segretario nazionale della Fim, Marco Bentivogli, spiega che «si è ad un passo dalla cancellazione della clausola sui licenziamenti. Buone notizie per lavoratori Ilserv. Le prossime ore saranno decisive per il negoziato finale».
Il Mise Una nota del ministero «auspica che nei contatti che proseguiranno nelle prossime ore si possano creare le condizioni per arrivare, sui punti ancora aperti, alla conclusione dell’accordo definitivo nell’incontro già fissato per martedì 2 dicembre alle 15. Durante la riunione di oggi sono stati acquisiti elementi di novità, in particolare riguardo al numero degli esodi volontari che l’azienda sta consuntivando e che potrebbero arrivare nella giornata di martedì al numero previsto e quindi potrebbe decadere la clausola originariamente richiesta dall’azienda sull’esigibilità dei licenziamenti. Ast ha confermato l’avvenuta firma dell’accordo di collaborazione tra Ast e Ilserv che stabilisce le condizioni per la prosecuzione del contratto».
Il giudizio dei ‘locali’ Tanto che i sindacati locali dicono che «si sono registrati degli importanti passi in avanti per il proseguo del negoziato in merito ai numeri acquisiti di volontari usciti ad oggi che ci consentono di poter affermare che a martedì presumibilmente si potrà raggiungere l’obiettivo prefissato dall’azienda, superando in tal modo la clausola sugli esuberi; ci è stato comunicato che alla Ilserv è stato confermato il mantenimento degli appalti in essere, con decorrenza retroattiva dal primo ottobre 2014; per quanto riguarda l’incontro di martedì è stata manifestata la disponibilità ad affrontare i punti rimanenti per quanto riguarda clausola sociale inerente il piano industriale, sistema degli appalti e integrativo. Valutando in maniera positiva l’incontro di oggi, le organizzazioni sindacali riconfermano l’importanza e la decisività di quello del 2 dicembre, che si terrà al ministero dello sviluppo economico».
La forzatura Ma da parte di Ast c’è stato, nella serata di giovedì, anche dell’altro. Il tentativo di far uscire dallo stabilimento – nonostante il blocco delle portinerie fosse stato confermato dai sindacati – un treno carico di rotoli di acciaio destinato a Mantova. Inutile dire com’è finita la storia: quel treno ha fatto marcia indietro ed è tornato sul binario morto dal quale si era mosso.
Sciopero ridisegnato Tanto più che proprio nel pomeriggio di giovedì, le Rsu di Ast avevano deciso – quasi a voler far presente che, insomma, in questa trattativa ci sarebbero pure loro – di stilare un nuovo calendario di scioperi, per prolungare le fermate fino a giovedì della prossima settimana. Quasi una risposta all’ad che, trascinando la trattativa fino alla giornata di martedì prossimo – è già previsto per le 15 di quel giorno un nuovo incontro, che farà seguito a quello di oggi – aveva, invece, mandato il chiaro messaggio relativo alla volontà di arrivare alla definizione di un possibile accordo solo a sciopero finito.
Le date Quadri e impiegati, Aus, Centro di finitura, Aspasiel, mensa e cassa mutua sono tornati al lavoro da mercoledì; giovedì è ripresa l’attività al Tubificio; oggi lo stesso avverrà alla Società delle fucine; sabato a Pix1 e Titania; domenica a Pix2; lunedì infine all’Acciaieria e al Treno al caldo. Ma nello tesso giorno di lunedì torneranno a fermarsi Centro di finitura e Tubificio; martedì lo stop sarà per Aspasiel, Società delle fucine, impiegati, quadri e amministrativi; mercoledì sciopereranno Pix1 e Titania; giovedì Pix. In tutti i casi, a quello dei reparti, sarà collegato lo sciopero degli enti e staff collegati, dei servizi e delle ditte correlate.
Federmeccanica Sempre nella giornata di giovedì è arrivato anche il grido di allarme del presidente di Federmeccanica, Fabio Storchi, che commentando l’ennesimo calo della produzione meccanica italiana – nel terzo trimestre è calata dell’1,5%, dopo la scivolata del 2% del secondo trimestre: rispetto all’anno precedente il calo è dell’1,9% – ha detto che «noi guardiamo con estrema preoccupazione situazioni di crisi che riguardano molte aziende del comparto siderurgico. Credo sia opportuno che governo e forze sociali del Paese ci si metta intorno a un tavolo per considerare quanto può essere fatto per il rilancio di un comparto strategico che aveva raggiunto livelli di grande prestigio sia in Europa sia nel mondo. C’è una perdita di occupazione pesantissima, se consideriamo l’Ilva di Taranto, la Ast di Terni, la Lucchini di Piombino e tante altre situazioni di crisi, parliamo di migliaia e migliaia di lavoratori che hanno perso il loro posto e oggi sono assistiti da strumenti di integrazione salariale come i dati sulla Cig segnalano».
