Andrea Maurelli

di Marco Torricelli

Tredici giorni senza cibo. Andrea Maurelli, l’operaio ternano delle acciaierie, che ha scelto questa estrema forma di protesta, non intende demordere. E racconta perché.

«Voglio una data» Aveva annunciato che non avrebbe smesso fino a quando il presidente del consiglio non avesse garantito di venire davvero a Terni e, adesso, lo conferma: «Ci dica una data, fissi un giorno e io tornerò a mangiare. Ma non intendo farlo ‘sulla parola’, perché voglio un impegno preciso. La posta in palio è troppo alta».

La salute Ma in gioco c’è anche la sua salute: «Io non sono un eroe e non voglio certo atteggiarmi a tale – dice Maurelli – anche perché ci sono state persone che, qualche tempo fa, hanno dato vita ad un’iniziativa analoga, sempre per rivendicare la dignità del lavoro e che sono andate avanti per molto più tempo di me e, quindi, la cosa non mi spaventa».

Cinque chili In questi tredici giorni di sciopero della fame ha perso cinque chili, «ma mi sento bene, debolezza a parte – spiega – e venerdì scorso ho fatto delle analisi, mentre l’azienda mi ha fatto visitare da un suo sanitario di fiducia. Sono assolutamente tranquillo».

La famiglia Sua madre «piange di continuo perché è preoccupata – racconta Andrea Maurelli – mentre mia moglie, che è inglese, ha reagito con maggiore serenità e, anzi, la ringrazio per la forza che mi trasmette». Ma entrambe «hanno capito lo spirito con cui ho deciso di affrontare questa prova».

La crisi Al presidente del consiglio, dice «ho fatto sapere che la mia non è una scelta provocatoria, ma solo dettata dalla consapevolezza che solo un intervento deciso della politica ‘alta’ può essere risolutivo per un territorio come il nostro, segnato non solo dalle decisioni relative a Tk-Ast, ma anche dalla profonda crisi del settore chimico e degli altri comparti produttivi».

LA STORIA DI AST

Il contatto A tenere i contatti, tra lui ed il presidente del consiglio è il parlamentare Walter Verini, «con il quale il dialogo è costante – racconta Maurelli – e che, oltre a tenersi costantemente informato sulle mie condizioni di salute, sta lavorando per riuscire a concordare una data definitiva per la visita di Matteo Renzi a Terni. Appena la sapremo, questo sciopero della fame potrà terminare».

La politica C’è chi dice che nelle sue intenzioni c’è anche quella di acquistare visibilità – lui è stato presidente del consiglio provinciale di Terni – in vista delle elezioni regionali: «Dicano pure quello che vogliono – replica deciso – ma chi parla così è perché, forse, questa sarebbe la tattica che userebbe. Io, lo dico senza problemi, non sarò mai più candidato a nulla e non aspiro a nessun incarico».

Le Rsu A Maurelli era arrivata anche la solidarietà dei sindacalisti di base: «In un momento di assoluta difficoltà e delicatezza quale quello attuale, dove si tenta di contrastare la messa in discussione da parte dell’azienda, della prospettiva futura di lavoro, di dignità e di diritti conquistati con anni di sacrifici e dove si prospettano iniziative in costante crescita di rilievo» le Rsu dell’Ast «ritengono doveroso esprimere la massima solidarietà e vicinanza al lavoratore che ha deciso di avviare lo sciopero della fame, un gesto estremo e degno del dovuto rispetto e lo invitano preoccupate del suo stato di salute a sospendere la protesta quanto prima»

La situazione Nel pomeriggio di martedì il sindaco Di Girolamo ha incontrato una delegazione di lavoratori dell’Ast e, spiega, «li ho trovati giustamente molto preoccupati per il loro futuro e delle loro aziende, decisi a una mobilitazione ampia e condivisa con le organizzazioni sindacali e con la città, ma non ho riscontrato allarmismi ingiustificati né tantomeno intenti non rispettosi delle persone né del confronto civile».

PARLANO I LAVORATORI: IL VIDEO

Dignità e rispetto Secondo il sindaco «incontrarmi e mettermi a disposizione di chi rivendica un futuro di lavoro e laboriosità è un mio dovere e questo ho fatto e questo sto facendo in questi giorni molto intensi e duri. Ho avuto modo di relazionarmi con lavoratori capaci di dare a chiunque lezioni di dignità e rispetto».

Gli allarmismi In questa vicenda, insiste Di Girolamo, «serve la compattezza della città, delle istituzioni e delle forze politiche. Gli allarmismi gratuiti (il riferimento al comunicato di Paolo Crescimbeni appare evidente; ndr) , paventare azioni eclatanti e molto pericolose non serve a sostenere la battaglia che i lavoratori con grande capacità stanno portando avanti, serve solo a cercare un po’ di visibilità e a creare un clima di tensione pericolosa. È grave che questo atteggiamento arrivi da soggetti politici che dovrebbero avere ben altro senso di responsabilità e di partecipazione alla vita della città e del mondo del lavoro ternano. Atteggiamenti e prese di posizione che forse si giustificano solo per la non conoscenza delle vicende dei siti produttivi ternani, della siderurgia, delle lotte per il lavoro. Una non conoscenza dovuta forse alla lontananza che questi consiglieri hanno avuto in questi anni da Terni, attratti piuttosto da ben altri incarichi, salvo poi ricordarsi della loro città alla vigilia delle elezioni».

La replica Paolo Crescimbeni non accetta critiche: «Speravo che il sindaco – dice il consigliere comunale di Forza Italia – avrebbe avuto il buon gusto di non riprendere le notizie ‘allarmanti’ di ieri, poi rientrate, sulle quali non dirò più una parola. Quanto alla mia lontananza per anni da Terni e dalle vicende della città, mi domando, ma se il sindaco, come lascia intendere, sapeva e capiva tutto meglio di me e, dato il ruolo, di chiunque altro, e se questi sono i risultati ai quali siamo arrivati, Dio ci salvi da questi ‘capiscioni’, come diciamo noi ternani di poco conto, e dalle loro nefaste conoscenze dei problemi».

Le polemiche Perché il problema, secondo Crescimbeni, «è tutto qui; tutto era sotto gli occhi di tutti, tutto era prevedibile, opposizioni e commentatori politici lo dicevano a chiare note, ma il sindaco che sa tutto, il conducator, preso da altri problemi, non lo aveva capito. Oppure lo aveva capito e taceva e allora la cosa diventa molto più grave. Ma non è di queste polemiche che Terni ha ora bisogno, il primo cittadino non si rinchiuda nei palazzi, parli con la gente come faccio io tutto il giorno, non attacchi l’opposizione che si sta battendo per il nostro polo siderurgico, e da neo-renziano quale ora è, imponga il problema acciaio italiano alla agenda di governo. Se così fa saremo tutti al suo fianco».

Il volantinaggio Nella giornata di mercoledì, intanto, i lavoratori hanno proseguito le azioni di volantinaggio – al mercatino settimanale al mattino ed in centro nel pomeriggio – senza che si registrassero gli episodi spiacevoli del giorno prima.

Galgan-De Vincenti Si muove anche la parlamentare di Scelta Civica, Adriana Galgani: «Dobbiamo assicurare un futuro ad Ast attraverso un piano industriale che ne garantisca il rilancio e il mantenimento dell’occupazione», ha scritto in una interrogazione a risposta immediata al ministero dello sviluppo economico». Il viceministro Claudio De Vincenti, rispondendo, ha ribadito che «il piano Thyssenkrupp per Ast dovrà cambiare in maniera significativa per garantire il futuro dell’azienda e che di questo si discuterà il prossimo 4 settembre al Mise dove le parti convocate dal ministro Guidi saranno invitate ad avviare il confronto sugli interventi necessari per riportare lo stabilimento ternano a quei livelli di competitività che costituiscono la premessa per il rilancio».

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