La fiaccolata di solidarietà

di Marco Torricelli

Erano circa le 17 quando quelli che sono stati soprannominati ‘le fere d’acciaio’ – mutuando il nome da quello attribuito normalmente ai calciatori della Ternana e aggiungendovi l’ovvio riferimento a ciò che li ha spinti fino a Bruxelles – hanno fatto ritorno a Terni. Ma non c’è tempo per il riposo, bisogna sostenere i colleghi della Ilserv e pensare alla nuova trasferta, stavolta più breve, di giovedì a Roma.

Ore 21.30 Nonostante la pioggia battente si è svolta la fiaccolata di solidarietà organizzata dal gruppo nato su Facebook ‘Sei di terni se…’: il corteo è partito dalla portineria principale delle acciaierie ed ha raggiunto palazzo Spada.

Ore 20.00 Dalla Prefettura arriva la conferma: lunedì mattina è previsto un incontro in Confindustria nel corso del quale verranno avviate le procedure di cassa integrazione straordinaria per 200 dei 330 dipendenti di Ilserv. Ast ha confermato di non aver intenzione di mantenere in vita i contratti di appalto e, come sempre, a rimetterci sono i lavoratori. Appare confermata anche l’ipotesi che almeno alcune delle lavorazioni fino ad oggi svolte da Ilserv saranno affidate alla Ecoindustria, che potrebbe anche decidere di riassorbire una parte della forza lavoro di Ilserv. Occorrerà verificare quanti lavoratori e a quali condizioni.

Ore 18.40 In una nota, l’amministratore delegato Lucia Morselli, ribadisce che non pagherà gli stipendi finché non termineranno gli scioperi. Questo non è di certo un buon viatico per la riunione di domani al Mise. «L’amministratore delegato di Acciai Speciali Terni, Lucia Morselli, conferma di aver assicurato al ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi, il pagamento degli stipendi del mese di ottobre 2014 alla ripresa della normale operatività aziendale. Ast precisa infatti che allo stato attuale, il protrarsi delle astensioni dal lavoro dei dipendenti – che interessa anche gli uffici interni deputati alla definizione degli emolumenti – rende di fatto impossibile la corresponsione degli stessi. Acciai Speciali Terni assicura quindi che al ristabilimento della necessaria operatività aziendale, l’erogazione delle retribuzioni di ottobre verrà immediatamente effettuata con priorità assoluta».

Ore 17.30 I lavoratori Ilserv sono stati ricevuto da Andrea Grambassi, il vicario del prefetto.

VIDEO: LE PAROLE DI MAX ANGELINI DI RITORNO DA BRUXELLES

Ore 17.10 I pullman da Bruxelles sono appena rientrati a Terni. Per il momento niente risposo per i lavoratori che si sono spostati a piedi dalla stazione per raggiungere gli altri sotto la Prefettura.

Ore 16.15 A scatenare di nuovo la rabbia dei lavoratori, fino a spingerli a richiedere un incontro con il prefetto, è stato  il continuo rimandare – da parte dell’azienda – l’incontro per concordare le procedure di cassa integrazione. Il primo appuntamento era fissato per mercoledì alle 11, poi rimandato alle 14 ed infine rinviato a lunedì prossimo.

Ore 16 Mentre ‘le fere d’acciaio’ percorrono gli ultimi chilometri che li dividono da casa, a Terni è scattata di nuovo la protesta dei lavoratori Ilserv, per la vicenda dei licenziamenti che li vede coinvolti. Il corteo, partito da viale Brin, ha percorso il centro cittadino ed è arrivato in Prefettura. A bloccare il traffico due bidoni della spazzatura in mezzo alla strada.

LA MISSIONE-BRUXELLES: LE FOTO

Il vertice Alle 10 di mattina, al Mise – sette autobus e molte auto private porteranno di nuovo i lavoratori ternani in quelle strade caratterizzate dai drammatici episodi di mercoledì scorso, con le manganellate, le teste rotte, le ossa doloranti e le polemiche ancora non sopite – riprenderà la trattativa per la quale, ha detto il presidente del consiglio, Matteo Renzi, «sto facendo pressione, ne parlo a tutti i livelli, perché l’azienda arrivi a un accordo. ThyssenKrupp deve fare un passo avanti e un accordo si può fare».

LE MANGANELLATE: IL VIDEO E LA PUNTATA DI ‘GAZEBO’

L’accordo Magari non giovedì, ma è chiaro che le parti in causa – Tk-Ast da una parte, sindacati dall’altra e governo che deve giocare il suo ruolo – non possono che andare in quella direzione, anche se il segretario della Uilm, Nicola Pasini è esplicito: «Ovvio che non si possono firmare accordi con i lavoratori in sciopero fuori dalla fabbrica. Il primo segnale che si deve dare è quello di un’apertura che permetta di sospendere o rimodulare le iniziative di lotta e riprendere il lavoro».

LA VERTENZA AST

Le ‘aperture’ Segnali che, secondo Pasini, sono «il pagamento immediato degli stipendi di ottobre, tanto per cominciare; l’annullamento dell’iniziativa di far marciare l’area a caldo con una turnistica ridotta e quindi il ritiro delle liste relative ai lavoratori interessati e l’assurda richiesta del ‘taglio’ del 20% sui contratti con le ditte esterne».

Il sindaco In una vicenda complessa e molto articolata, dice Leopoldo Di Girolamo, «non si può sostenere che il lavoro di confronto, sensibilizzazione e richiesta portato avanti dai lavoratori, le organizzazioni sindacali e le istituzioni locali a Bruxelles nella giornata di ieri sia stato risolutivo, ma sicuramente si è trattata di un’azione positiva, portata laddove c’è un ruolo importantissimo da giocare da parte dell’Unione europea. Non è un caso infatti che la situazione delle acciaierie di Terni si è ingarbugliata dal momento in cui sono andati a vuoto i passaggi di proprietà per l’intervento dell’antitrust europeo».

Pari dignità Da parte di tutti gli interlocutori, dice ancora il sindaco, «è stata dimostrata grandissima attenzione, ma soprattutto da parte nostra è stata avanzata con nettezza la richiesta che emerga un trattamento equanime nei confronti dello stabilimento di Terni, al pari degli altri siti industriali di proprietà della ThyssenKrupp, quelli presenti in Germania, dove le difficoltà della siderurgia europea sono state affrontate con interventi a tutela dei lavoratori, ad iniziare dall’attivazione dei contratti di solidarietà. Per quanto riguarda l’incontro la commissione antitrust, si è puntato sulla necessità di rivedere il pronunciamento dell’Ue, perché è ormai assodato che il diktat a suo tempo sancito dalla Commissione non solo ha cerato gravi incertezze sugli assetti proprietari, e tutt’ora impedisce soluzioni alternative, ma è anacronistico in un contesto di globalizzazione spinta, dove peraltro le grandi concentrazioni di produzione dell’acciaio si trovano ormai tutte fuori dall’Europa».

«Prima i lavoratori» Sul tasto ‘stipendi’ battono invece i senatori del Pd, Gianluca Rossi, Valeria Cardinali, Nadia Ginetti e Miguel Gotor: «Ci si occupi una volta per tutte del pagamento del loro salario di ottobre, che non è stato ancora inspiegabilmente versato. Questo è il gesto di rottura più brutto con la fabbrica e con la città di Terni, perché lesivo di diritti e dignità delle persone: 3000 famiglie ingiustamente private del proprio reddito. Questo il nostro appello al governo e a ThyssenKrupp, che domani si incontreranno nuovamente per discutere delle sorti dell’acciaieria insieme ai sindacati: si cerchi un’intesa sulle prospettive industriali del sito di Terni, ma prima si salvaguardino i diritti dei lavoratori e delle loro famiglie».

La solidarietà E proprio per aiutare i lavoratori e le loro famiglie si è attivata l’associazione di promozione sociale ‘Bethel’, che ha organizzato una raccolta e distribuzione di prodotti alimentari – ‘Aiutaci ad aiutare’ e il motto – a beneficio di chi davvero è ormai allo stremo: «L’associazione opera in città da circa un anno – spiega Danilo Lisci – e ci occupiamo già di 34 famiglie, ma non potevamo restare indifferenti rispetto a quanto stanno patendo i lavoratori di Ast ed abbiamo pensato che, per cominciare, dovevamo dar fondo alle scorte che avevamo pronte in magazzino e poi organizzare nuove raccolte».

I ‘pacchi-cibo’ Dal primo pomeriggio di mercoledì, spiega Lisci, «In una stanza che il Comune ci ha messo a disposizione, al pianterreno, sono disponibili dei prodotti che potranno essere distribuiti in ‘pacchi’ personalizzabili in base alle esigenze delle famiglie, in quanto potremo distribuire pasta, pelati ed altri prodotti di prima necessità, ma anche latte e omogeneizzati per chi ha dei bambini piccoli».

La raccolta Sabato prossimo, poi, l’associazione Bethel organizzerà una doppia raccolta di altri generi alimentari «all’esterno di tre grandi supermercati cittadini – spiega Lisci – i nostri incaricati chiederanno un gesto di solidarietà a chi andrà a fare la spesa e subito dopo i prodotti verranno fatti convergere nel luogo di distribuzione».

LA STORIA DI AST IN UN MINUTO

Rilancio public company I promotori del progetto di public company – Tas-Terni Acciai Speciali e Fucinati – intanto rilanciano l’idea e annunciano che «nel corso del mese di novembre andremo a lanciare la pubblica sottoscrizione delle azioni della Tas, che avrà un capitale sociale ammontante ad un milione di euro e risulterà suddiviso in duemila zioni ordinarie del valore nominale di 500 euro ciascuna; al momento della sottoscrizione dovranno essere versati 125 euro per ogni azione sottoscritta. Il versamento del capitale sottoscritto dovrà essere effettuato presso il notaio Clericò di Terni. E’ questa la nostra proposta per fare uscire l’AST definitivamente dal gioco di ping-pong delle multinazionali».

Gli obiettivi Secondo i promotori, «la public company è la risposta che un intero territorio vuol dare al governo mettendosi nuovamente in gioco e investendo non solo a difesa della ‘propria fabbrica’, ma di un intero settore industriale strategico per l’intero Paese. Vuole essere anche una sfida alla stessa ThyssenKrupp sul versante di un’assunzione di responsabilità nel definire insieme tutte le azioni tese a rilanciare e consolidare il ruolo produttivo dell’Ast nei mercati mondiali. Di fatto, poi, la public company, società a base privata, può consentire al governo di attivare l’intervento del Fondo strategico italiano con le forme compatibili alle normative europee».

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One reply on “Tk-Ast, Lucia Morselli: «Stipendi ancora bloccati». Ilserv, lunedì scatta la cassa integrazione”

  1. ma ilserv la vogliono fare fuori ? e se si , a favore di ecoindustria ?
    MA ECOINDUSTRIA NON E’ L’AZIENDA DOVE C’E’ DI MEZZO , COME PROPRIETARIO , FERRUCCI TRAMITE IL COGNATO ?

    se sbaglio correggetemi

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