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Si rimuove il blocco delle portinerie

di Marco Torricelli

Il precedente c’è. E potrebbe essere stata la chiave di volta per trovare quella via di uscita onorevole che in queste ore veniva considerata come l’unica possibilità in vista della giornata di martedì al Mise, decisiva per la sigla dell’accordo finale. E la via di uscita onorevole è stata individuata nella, per ora parziale e solo per lunedì mattina, apertura delle portinerie, permettendo ad un carico di uscire dallo stabilimento ternano ed avviarsi verso la sua destinazione.

LA VERTENZA AST

La mediazione Perché i sindacati locali si trovavano, di nuovo, ad un bivio: tenere il punto e confermare, insieme al programma di scioperi articolati, il blocco delle merci in uscita dalle acciaierie fino a giovedì; oppure inviare l’ennesimo segnale distensivo all’azienda, consentendo la partenza di qualche convoglio. Ma senza dare l’impressione di aver ceduto al diktat dell’ad, Lucia Morselli, che aveva chiesto che fosse «ristabilita immediatamente la piena operatività del sito, al fine di consentire la consegna dei prodotti e il rispetto delle commesse».

Il carico bloccato Sta partendo, infatti, quel treno bloccato nella tarda serata di giovedì ai cancelli dell’Ast e destinato ad uno stabilimento Marcegaglia: ora la versione è che se quel treno non fosse arrivato a destinazione in fretta, l’azienda destinataria delle merci sarebbe stata costretta a fermare gli impianti e spedire i lavoratori in cassa integrazione. Ed ecco, allora, che potrebbe essere stato trovato l’escamotage: la solidarietà operaia.

La motivazione Questo atto, dicono i sindacati, «dimostra la buona volontà dei lavoratori, finalizzata a valorizzare l’attaccamento al sito ternano, e potrà essere ripetuto, anche per altre merci, in relazione allo stato di avanzamento del negoziato».

Il precedente Un anno fa, quando a Narni infuriava la vertenza Sgl Carbon e i cancelli dell’azienda erano bloccati e presidiati, i sindacati ed i lavoratori avevano preso una decisione importante: tre carichi, per un totale di 80 tonnellate di elettrodi, destinati ad altrettante acciaierie del gruppo Riva, che ne erano rimaste a corto e rischiavano di doversi fermare, erano stati autorizzati a partire e con ciascuno di essi, era partita anche una lettera, destinata a quei lavoratori che, grazie a quella decisione, non avrebbero rischiato di essere spediti a casa.

LA STORIA DI AST IN UN MINUTO 

Grana stipendi Della cosa, tra i sindacalisti ternani, si è discusso con grande cautela – e anche con posizioni molto diversificate – ma alla fine si è trovata la forma migliore con la quale presentare la cosa ad una ‘base’ che, tra l’altro, non ha ancora ricevuto gli stipendi di novembre – che risentiranno pesantemente degli scioperi attuati ad ottobre: si parla di buste paga da meno di mille euro a testa – e che potrebbero essere pagati solo alla fine della prima decade di dicembre.

La contropartita Nel frattempo si comincia già a ragionare in prospettiva e c’è stato chi ha proposto ai sindacati di inserire, ovviamente in maniera informale, tra gli argomenti in discussione anche una possibile contropartita: a trattativa concluda ed accordo firmato – questa è l’idea – si potrebbe ‘coprire’ almeno la gran parte delle giornate di sciopero di novembre – e da parte di chi ne ha disponibili – con le ferie. Una soluzione che potrebbe non essere considerata impraticabile dall’azienda.