di Marco Torricelli
A lanciare l’allarme – diciamolo – esagerato, era stato l’avvocato Paolo Crescimbeni, già candidato a sindaco attuale consigliere comunale di minoranza, con Forza Italia.
L’annuncio Crescimbeni aveva ‘allertato’ le redazioni: «Ai dipendenti del Tubificio, società controllata da Ast (era la Società delle fucine; ndr), è stato improvvisamente inibito l’accesso in fabbrica. La reazione dei lavoratori è stata durissima in quanto gli stessi si sono recati subito in Comune con catene e latte di benzina dichiarandosi pronti a compiere gesti estremi». Una specie di ‘al lupo, al lupo’.
I lavoratori Gli stessi lavoratori, infatti, avevano ridimensionato: «Abbiamo solo chiesto un incontro al sindaco Di Girolamo, che ce lo ha accordato», tanto che nel tardo pomeriggio di martedì sono entrati nell’ufficio del sindaco, per un confronto diretto. Nel corso del quale «abbiamo illustrato a Di Girolamo le incongruenze che registriamo nell’atteggiamento dell’amministratore delegato, Lucia Morselli, che ha deciso di non permetterci di completare delle lavorazioni, mettendo l’azienda nell’impossibilità di consegnare dei manufatti ai clienti, esponendosi al concreto rischio di dover pagare delle pesanti penali».
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Il ‘giallo’ Calderini Non a caso, in questi giorni, è montato il caso relativo a Massimo Calderini, che dal 2004 è amministratore delegato della Società delle fucine di Terni e che da giugno scorso è stato chiamato alla guida della sezione ‘meccanica’ di Confindustria Umbria. Calderini viene dato in Cina, «in missione di lavoro», ma secondo voci di corridoio la sua assenza, in questo momento topico e nel quale altri dirigenti capaci sono stati messi da parte, potrebbe significare altro.
Pd Il Partito democratico ternano, in una propria nota, auspica che «tutta la città si stringa a sostegno dei lavoratori coinvolti nella vicenda Ast. Non si può rimanere indifferenti. Se Terni dovesse perdere la sua attuale capacità produttiva e la possibilità di costruire uno sviluppo più avanzato, sostenibile, ad alta tecnologia nessuno potrà più sognare una qualità della vita ed un livello di benessere diffuso non solo per il nostro territorio, ma per l’intera Regione. Non sono solo in gioco la nostra storia ed il nostro orgoglio, ma le nostre speranze. La nostra fame di futuro. Siamo e saremo una comunità solida e solidale che ritrova se stessa, oggi più che mai, nei valori della dignità del lavoro, dell’impegno e della partecipazione. Una comunità del lavoro appunto che alimenta lo spirito fondativo del partito democratico. Il Pd ternano e provinciale mettono a disposizione i propri circoli e le proprie strutture a supporto di qualsiasi iniziativa dei lavoratori».
Actl I soci lavoratori e lavoratrici delle cooperative sociali Actl e Alis, oltre a quelli delle altre consociate, hanno deciso che «per manifestare concretamente vicinanza e solidarietà alla lotta dei lavoratori delle acciaierie, saranno con loro nelle azioni di volantinaggio che si terranno mercoledì alle 9, al mercatino settimanale dello stadio, e giovedì dalle 17 nelle vie e nei quartieri della città, ed infine sabato e domenica saranno assicurati volantinaggi alla cascata delle Marmore ed a Carsulae». Per il presidente di Actl, Sandro Corsi, «Ciò che avviene all’Ast, e più complessivamente la crisi degli insediamenti industriali locali, riguarda tutti noi e la comunità ternana ed umbra».
Sel Giorgio Airaudo, responsabile nazionale lavoro di Sel e il senatore Antonio Placido, hanno depositato un’interrogazione a risposta immediata in commissione lavoro, rivolta al ministro del lavoro e delle politiche sociali, per conoscere «quali iniziative ha intrapreso o intenda intraprendere al fine di scongiurare la perdita di posti di lavoro diretti e nell’indotto presso la Ast di Terni». All’interrogazione sarà data risposta nel question-time di mercoledì in commissione lavoro.

Crescimbeni fa già abbastanza danni di suo , per cui la smettesse di usare gli operai ast solo per ottenere visibilità gratis