La firma dell'accordo

Tante, a partire da quella del premier Matteo Renzi, le reazioni dopo la firma sull’accordo da parte di azienda, sindacati e governo che chiude la vertenza della Tk-Ast. O, almeno, dovrebbe chiuderla, anche se l’ultima parola spetterà ai lavoratori durante le assemblee.

ACCORDO AL MISE. FOTOGALLERY

Renzi: «Sudato ma ottimo» Soddisfatto il commento del presidente del consiglio, Matteo Renzi, sull’accordo raggiunto al Mise: «La centralità dell’impresa siderurgica è per noi essenziale e non posso che esprimere la soddisfazione del governo e del parlamento per l’accordo raggiunto». Poi aggiunge su Twitter: «Ventinove ore di discussione, ma alla fine questo è l’accordo. Un accordo sudato, un ottimo accordo».

MARINI, DI GIROLAMO E RIOMMI: «VITTORIA DI SQUADRA»

Guidi Protagonista assoluta di queste lunghe giornate e nottate di trattativa è il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi. «L’accordo – afferma – è importante non solo perché Ast è strategica in Umbria ma anche perché la siderurgia è un settore
strategico che stiamo cercando di difendere». Guidi ricorda i «momenti drammatici» della trattativa giunta al termine grazie a «una
collaborazione strettissima tra Governo, sindacati, azienda e istituzioni locali».

Landini (Fiom Cgil) Per il leader della Fiom, Maurizio Landini, «l’accordo raggiunto è frutto della lotta dei lavoratori ed è un buon accordo perchè ha cambiato radicalmente il piano industriale dell’Ast».

Furlan (Cisl) Il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan considera la firma «un segnale positivo per il Paese» di cui «siamo molto contenti». L’intesa, per Furlan «dimostra che solo con il dialogo e la contrattazione si possono trovare soluzioni adeguate tra imprese e sindacati in un quadro di pari responsabilità nelle relazioni industriali».

Bellanova Il sottosegretario al lavoro, Teresa Bellanova, si affida a Twitter: «Ora in senato per il JobsAct dopo aver chiuso accordo su trattativa Ast Terni. È stato faticoso ma ce l’abbiamo fatta. È un bel risultato».

Ghini (Uilm) Per il segretario nazionale della Uilm, Mario Ghini, «il risultato ottenuto apre prospettive diverse rispetto a quelle impostate dal piano presentato da ThyssenKrupp il 17 luglio scorso. Ci impegneremo a monitorare semestralmente presso il Mise l’attuazione del piano e verificheremo il rispetto degli impegni assunti da ThyssenKrupp. Sarà determinante per il successo del rilancio sito ternano, una sana ed attenta politica di approvvigionamento delle materie prime da parte dell’azienda che rappresentano la voce maggiore (l’80%) nel bilancio aziendale».

Venturi (Fiom) Un tweet di Gianni Venturi (Fiom) – uno dei feriti dalle manganellate della polizia a Roma – recita: «Accordo importante, no trionfalismo ma lotta lavoratori paga. Adesso a loro ultima parola».

Senatori umbri del Pd «L’accordo su Ast è un fatto importante e pieno di significato, perchè offre continuità produttiva e certezza industriale a un asset strategico del nostro Paese, anchese siamo consci che in esso sono contenuti sacrifici salariali e sociali, come la revisione del contratto integrativo e le uscite volontarie. Tuttavia ci auguriamo che l’accordo verrà validato dai lavoratori con le forme e i modi che le organizzazioni sindacali riterranno più opportune”. Così i senatori umbri del Partito democratico, Gianluca Rossi, capogruppo in Commissione Finanze e Tesoro, Valeria Cardinali e Nadia Ginetti. I senatori umbri aggiungono che «unitamente all’accordo raggiunto per Piombino, possiamo finalmente cominciare ad affermare che la siderurgia italiana è capace di futuro: questo è reso possibile dall’impegno costante del Governo Renzi, delle Istituzioni locali e dal sacrificio dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali. Ora sarà compito di tutti vigilare e monitorare gli impegni assunti e contenuti nell’accordo, rafforzando la parte di competenza delle istituzioni così come indicato dal Senato qualche settimana fa con una mozione approvata a larga maggioranza». I senatori democratici hanno quindi voluto sottolineare che «abbiamo assistito ad un vero e proprio cambio di passo nelle relazioni tra governo e sindacato: una situazione in cui ognuno ha responsabilmente condotto la propria battaglia, fino al confronto più aspro, conscio del proprio ruolo e della propria responsabilità: speriamo che questo possa essere da esempio a tutti e inaugurare una nuova stagione di relazioni nel reciproco riconoscimento».

Leonelli (Pd) Per il segretario regionale del Pd, Giacomo Leonelli «oggi è una bellissima giornata per tutta l’Umbria. La più bella da quel 31 luglio quando tutti insieme scongiurammo l’invio di 537 lettere di licenziamento ai lavoratori dell’Ast di Terni. Da quel giorno abbiamo iniziato una trattativa estenuante, per salvare le acciaierie, consapevoli che era in gioco il futuro della città di Terni e la sopravvivenza di tutta l’economia regionale. Abbiamo organizzato assemblee, abbiamo partecipato a manifestazioni anche se “sconsigliati”, abbiamo agevolato l’incontro alla Leopolda tra il nostro Segretario Matteo Renzi e i lavoratori dell’Ast, al quale ho partecipato personalmente; abbiamo passato le notti a consultare siti internet e ad attendere sms con buone notizie da Mise. In poche parole, il Partito democratico dell’Umbria ci ha messo la faccia». Leonelli ringrazia «oltre a sindacati e lavoratori per la loro responsabilità, forza e tenacia, e Governo Renzi per aver lavorato alacremente per la positiva conclusione della vertenza, due persone in particolare, due di noi per l’appunto: Leopoldo Di Girolamo e Catiuscia Marini, che hanno rappresentato l’Umbria a quel tavolo in tutte queste settimane in giornate e nottate estenuanti».

Paparelli «L’accordo firmato oggi al ministero dello Sviluppo economico per l’Acciai speciali Terni e le controllate Aspasiel, Sdf e Tubificio premia l’impegno portato avanti in questi mesi con forza e determinazione da istituzioni, sindacati e lavoratori per il futuro produttivo e occupazionale di un sito industriale fondamentale per l’economia regionale e nazionale, con il sostegno di tutta la comunità umbra». Lo afferma l’assessore regionale Fabio Paparelli, esprimendo soddisfazione per l’intesa raggiunta che «modificando il Piano industriale presentato nei mesi scorsi dall’azienda, recepisce, dopo una lunga mobilitazione e sacrifici da parte dei lavoratori – sottolinea – parti significative delle proposte sostenute da sindacati e istituzioni per impedire il ridimensionamento dell’attività dell’Ast, e fissa alcuni punti fermi sui livelli produttivi e i posti di lavoro per i prossimi quattro anni, a salvaguardia di un sito strategico per l’industria siderurgica nazionale ed europea. Un successo della città di Terni, dell’intera regione, ma anche di tutto il Paese». L’assessore Paparelli si associa nel ringraziamento al Governo «per il ruolo svolto in questi mesi, in stretta collaborazione con istituzioni locali, organizzazioni sindacali e lavoratori. Impegno e collaborazione – conclude – che siamo certi non verrà meno nella fase di gestione dell’accordo».

Vicaro (Ugl) E sempre a Twitter si affida il segretario della Ugl metalmeccanici, Maria Antonietta Vicaro: «Firmato ipotesi accordo. Esodi volontari. No Cigs domani assemblee per ratificare accordo con lavoratori».

Sereni (Pd) La vice presidente della Camera, Marina Sereni dice: «Finalmente la notizia che in tanti, a Terni, in Umbria e in Italia, aspettavamo: con il contributo e la firma di tutte le parti si è raggiunto un accordo positivo, che evita i licenziamenti e che raggiunge un equilibrio soddisfacente tra i sacrifici chiesti ai lavoratori e gli impegni chiesti all’azienda in termini di investimenti e di garanzie per il futuro produttivo dell’impianto. Dobbiamo ringraziare i lavoratori e i sindacati per aver condotto una vertenza dura e difficile, dobbiamo ringraziare l’intera comunità di Terni e della Regione che ha manifestato in questi mesi solidarietà e sostegno. Dobbiamo riconoscere e apprezzare il ruolo attivo e determinante delle istituzioni locali e del governo nazionale che – anche raccogliendo le sollecitazioni venute dai parlamentari umbri – hanno mantenuto gli impegni mettendo in campo un’azione di mediazione e proposte concrete per rendere possibile e migliorare l’accordo tra le parti».

Bentivogli Un Tweet anche dal segretario della Fim Cisl, Marco Bentivogli: «Vertenza durissima, finale positivo e importante. Firmata ipotesi accordo dopo 25 ore di no-stop e 4 mesi di vertenza. No licenziamenti e Cigs».

Sassoli (Pd) Per l’europarlamentare David Sassoli «L’accordo rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro dell’industria. Una bella notizia che ci conforta nel segno del rilancio di un settore decisivo per il paese come è il siderurgico. Domani i lavoratori voteranno in assemblea il nuovo accordo. Saranno loro, che in questi mesi hanno lottato per la difesa del lavoro e della produzione ternana, ad aprire una nuova pagina per le acciaierie».

Barone (Cgil) «Si è conclusa una vertenza tra le più dure e complesse della storia sindacale italiana. Con l’accordo si riapre una prospettiva per un’azienda strategica dell’industria italiana. Un risultato reso possibile dalla determinazione dei lavoratori che, a costo di enormi sacrifici, hanno lottato per costringere la multinazionale tedesca ad un profondo ripensamento del piano industriale». Ad affermarlo è il responsabile Industria della Cgil nazionale, Salvatore Barone.

Capone (Ugl) «L’ipotesi di accordo sull’Ast è una notizia importante per i lavoratori, per i sindacati i quali attraverso una lunga ed estenuante trattativa stanno dimostrando nei fatti la loro funzione, nonché per un intero settore il quale, pur strategico, sta attraversando un periodo di crisi». Lo dichiara il segretario generale dell’Ugl, Paolo Capone.

Taddei (Pd) «Il salvataggio dell’Ast di Terni è un’ottima notizia e premia lo sforzo compiuto in questi mesi da Governo e parti sociali per scongiurare la chiusura difendendo l’occupazione e rilanciare la produzione. E’ peraltro una grande soddisfazione personale anche in virtù degli impegni assunti dopo la mia visita agli impianti nelle settimane passate”. Lo afferma Filippo Taddei, responsabile economia del Pd.

Lucidi (M5s) Il M5s va controcorrente. «Riteniamo politicamente ridicolo – scrive il senatore Stefano Lucidi – l’accordo sottoscritto dalle parti oggi. Sopratutto alla luce del fatto che sono solo ed esclusivamente condizioni e richieste che arrivano dall’azienda tedesca. I 290 e oltre licenziamenti agevolati imposti dalla commissaria Morselli, e i 400 cassa integrati dei prossimi due anni sono il bottino di guerra che portano a casa il PD ternano, regionale e i sindacati. Che sono circa il 30% sul totale di 2303 addetti diretti. Dal lato industriale 1.000.000 di tonnellate di caldo e linea 5 fredda da Torino (che però cambierà nome – e meno male direbbe qualcuno sennò chissà cosa sarebbe successo!). Mentre Regione e Governo per il rilancio della Lucchini hanno messo 400milioni di €, per Ast la Marini ne ha messi 5! Nessun accenno alle compensazioni ambientali della cascata per decine di milioni di €. Al momento l’unica prospettiva certa è una sperabile ripresa dell’azienda per arrivare alla vendita nel giro di due anni. Nessun accenno alla questione ambientale! Complimenti a tutti. Magari se qualcuno spiegasse la differenza con il piano del 17 luglio 2014 capiremmo anche perché abbiamo perso tutto questo tempo».

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