di Marco Torricelli
Il caso del giorno inizia la sera prima. Con quel filmato. Con quell’ordine – «Caricate» – chiaro e preciso. E il caso del giorno rafforza, se ce ne fosse stato bisogno, la convinzione di quei lavoratori delle acciaierie ternane che da due settimane, ininterrottamente, sono in sciopero.
Gazebo Il filmato lo si è visto su Rai3, domenica sera, nel programma ‘Gazebo’ ed è destinato a rinfocolare quelle polemiche, alimentate da altre ricostruzioni, che hanno fatto seguito alla carica della polizia sul corteo dei lavoratori.
Il sindacato Per il segretario della Cgil di Terni, Attilio Romanelli, «la trasmissione ha ricostruito quanto accaduto a Roma sotto l’ambasciata tedesca – scrive su Facebook – offrendo una lettura dei fatti attraverso il filmato che stronca ogni tentativo di trasferire la responsabilità degli incidenti ai lavoratori Ast. Come già scritto la Cgil chiede che vengano individuate le responsabilità di chi ha dato ordini sbagliati e vengano presi provvedimenti, perché così lo Stato democratico dimostra di essere autorevole e garantista. Lo chiedono soprattutto i lavoratori e i rappresentanti sindacali feriti ingiustamente».
I lavoratori Sui social parlano, oviamente, anche i lavoratori: «A tutti i detrattori, a chi ci infanga con menzogne e cattiverie, a chi ci dipinge come delinquenti, facinorosi o teste calde; a chi ‘e ci ringraziassero perché non li abbiamo denunciati’ – scrive uno di loro si Facebook – a chi ha detto che dopo un video in cui parte un cazzotto alla cieca avremmo dovuto chiedere scusa alla polizia, a tutti quelli che ci remano contro vorrei dire solo una cosa: sciacquatevi la bocca prima di parlare degli operai delle acciaierie di Terni e soprattutto ora chiedete scusa voi».
Altre voci E c’è chi aggiunge: «Noi eravamo lì, noi sappiamo. La verità c’è, ora lasciamoli sguazzare nel tritacarne mediatico. Noi andiamo avanti, a testa alta e col cuore in mano. Fiero di essere ternano, orgoglioso di avere il fianco coperto. Avanti tutta!!». E chi recrimina: «Provano ad infangarci, ma i video parlano chiaro. Siamo stati manganellati da un Stato che deve tutelarci». E chi torna indietro con la memoria e chiede: «Alfano hai capito il colpevole o è colpa dell’ombrello?», ripensando a quando fu colpito il sindaco.
Alfano Ma il ministro dell’interno, Angelino Alfano, intervistato da Canale5, replica così: «Piuttosto che continuare a litigare partirei dal consenso arrivato alle mie proposte da parte dell’Associazione funzionari di polizia, così come da Maurizio Landini e da Susanna Camusso. Il governo sa distinguere tra manifestazione e manifestazione: per quelle che nascono da problemi occupazionali ho lanciato la proposta di costituire insieme ai sindacati e alle forze dell’ordine un tavolo permanente per fare in modo che non scappi di mano la situazione».
Renzi E il presidente del consiglio, Matteo Renzi, intervenendo all’assemblea degli industriali a Brescia, ha detto che «se si vuole attaccare il governo non e’ il caso di sfruttare il dolore dei cassintegrati e dei disoccupati, perché il mio cuore è con loro: l’unico modo di vincere la disoccupazione èquello di creare posti di lavoro, di far dimagrire i politici e la politica».
«Qui si fa la storia» Oggi, intanto, partono gli autobus che porteranno una delegazione ternana fino a Bruxelles: martedì mattina la protesta si sposterà infatti sotto il parlamento europeo: sono in corso anche i lavori preparatori per alcuni incontri che la delegazione ternana potrà avere con alcuni parlamentari europei. «Noi, qui – dice Claudio Cipolla della Fiom – non stiamo solo facendo uno sciopero, qui stiamo scrivendo una pagina importante della storia di questa città e di questa fabbrica. E questa consapevolezza ci deve dare forza e convinzione». Lo sciopero e presìdi, ovviamente, vanno avanti.

Ho vissuto a Terni per un anno, nei primi anni 70, e mi sono affezionato alla Città; allora l’Acciaieria era un fiore all’occhiello della siderurgia europea, ci andavo per i collaudi dei grossi fucinati, erano tra i pochi che li sapevano fare; oggi TK la vuole chiudere; CHIUDERE, non vendere. Perchè? AST è invendibile? Non ci sono acquirenti? Non vale più nulla? Oppure è il sistema Paese che non funziona (politica, legislazione, tasse, giustizia, unions, burocrazia…), e nessuno vuol più acquistare una acciaieria in Italia? Sono domande che mi si pongono, e a cui non riesco a trovare risposte sulla stampa nazionale.