di F.T.
Andrea Maurelli sta meglio. L’operaio delle acciaierie, giunto al 23esimo giorno di sciopero della fame per protestare contro il piano di ridimensionamento di Tk-Ast, si trova ancora ricoverato al Santa Maria a causa del lieve malore accusato alla vigilia di Ferragosto. Le terapie attuate dai sanitari, in primis la reidratazione in ragione della forte debilitazione, stanno producendo il loro effetto e a breve potrebbe essere dimesso.
Incontro «Sì, mi sento decisamente meglio – spiega l’operaio -. Ora stiamo aspettando gli esiti delle ultime analisi e in base a quelli i medici decideranno sul da farsi. Vorrei comunque ringraziare i tanti che mi hanno manifestato solidarietà e affetto». Sabato mattina Andrea Maurelli ha ricevuto la visita dell’onorevole Walter Verini che da giorni, oltre a seguire direttamente il caso, si è attivato nei confronti della presidenza del consiglio e del premier Matteo Renzi perché raggiunga Terni al più presto. «La mia richiesta è sempre quella – afferma Maurelli -, ovvero che Renzi venga in città e si interessi direttamente a questo dramma che non è solo ternano. Con l’onorevole Verini ho avuto un confronto sincero e aperto. Mi ha chiesto con forza di sospendere questa protesta per il mio bene. Ci siamo scambiati le nostre idee e gli ho ribadito che smetterò solo quando il presidente del consiglio darà un segnale forte, indicando un periodo o una data precisa. In questo senso, però, sono ottimista».
La Fiom A Ferragosto l’operaio è stato visitato in ospedale dai rappresentanti di Fiom e Cgil: «Ci è sembrato doveroso portare di persona ad Andrea Maurelli la nostra attenzione e altrettanta preoccupazione rispetto alla forma di protesta che sta portando avanti – spiegano dal sindacato in una nota -.Nel riconfermargli tutto i nostro impegno, gli abbiamo chiesto di sospendere la sua protesta individuale, in quanto occorre un’azione collettiva della comunità ternana e umbra nei confronti del governo per tutelare la strategicità del sito ternano». Nel rispetto di quanto l’operaio sta mettendo in atto da 23 giorni, i rappresentanti di Fiom e Cgil si dicono «convinti che bisogna mettere in campo tutte le azioni possibili per difendere la storia industriale di questa città, ma che nessuna di queste azioni debba mettere a repentaglio la salute e la vita di nessuno».
