di Fabio Toni
Andrea Maurelli, l’operaio delle acciaierie giunto al 21° giorno di sciopero della fame, si trova ricoverato al Santa Maria di Terni. La decisione è stata presa dai sanitari nella mattinata di giovedì, dopo alcune verifiche a cui l’operaio 40enne si era sottoposto a causa dello stato di particolare debolezza accusato.
Parla l’operaio «Non mangiando e bevendo poco – spiega Andrea Maurelli – i valori della pressione sono diminuiti, ma a preoccupare i medici sono stati soprattutto quelli relativi ai reni, giudicati al limite. Mi hanno ricoverato e ora mi stanno praticando delle flebo».
La protesta «Da parte mia – spiega – c’è tutta la determinazione ad andare avanti, finché il premier Renzi non indicherà con precisione la data o il periodo in cui verrà a Terni, per toccare con mano il dramma che la città sta vivendo». A fargli cambiare idea potrebbero però essere i medici, anche se spiega: «Mi fermerò solo se mi diranno che la mia vita è a rischio. Perché a questi (riferito alla proprietà Tk-Ast, ndR) la mia vita non intendo regalargliela. In genere i problemi più seri, quando si digiuna, subentrano dopo quattro settimane e io sono arrivato alla terza».
I media Il Tg1 lunedì scorso ha mandato in onda un servizio sulla questione-acciaierie, a una settimana dall’ultima manifestazione clamorosa: «Ci avevano detto che sarebbe andato in onda la sera dopo, invece al posto del nostro c’era un servizio sugli orti sociali di Milano – attacca Andrea Maurelli dal suo letto d’ospedale -. Mi rendo conto che di proteste e vertenze, in questa fase in Italia, ce ne siano tantissime. Il punto è che ognuno vive la propria come un dramma, perché tale è. E vorremmo più attenzione rispetto a quanto non ce ne sia stata data finora, anche perché il territorio è segnato da crisi pesantissime su più fronti, basti pensare allo stallo della chimica, dove gli ammortizzatori sociali si stanno esaurendo, e alla situazione della Sgl Carbon. Con tutto ciò che ne deriva anche in termini di indotto».
La battaglia di Andrea Maurelli va avanti da venerdì 25 luglio, da quando ha iniziato a rifiutare il cibo per portare l’attenzione del presidente del consiglio Matteo Renzi sulla vicenda drammatica delle acciaierie di Terni. L’operaio ha sempre ribadito che smetterà la protesta quando il premier giungerà in città per occuparsi in prima persona della delicata vicenda che coinvolge centinaia di famiglie e l’intero sistema produttivo locale e nazionale. In queste ore sono state decine le testimonianze di solidarietà da parte del mondo delle istituzioni, sindacale e del lavoro.
L’ospedale Nel pomeriggio la direzione medica del Santa Maria ha diramato una nota in cui si dice che «dai primi accertamenti effettuati in urgenza, è risultato un quadro clinico caratterizzato da disidratazione, astenia, lieve ipotensione, calo ponderale di cira 7 chilogrammi L’iniziale sindrome da malnutrizione calorico-proteica risulta evidentemente dovuta al digiuno prolungato da oltre 20 giorni». Dal nosocomio fanno comunque sapere che «il paziente è stato tempestivamente ricoverato in un reparto internistico dove ha iniziato idonea terapia di supporto, con infusione di liquidi per via endovenosa, con l’obiettivo di fornirgli i principi nutritivi di cui ha bisogno».
La lettera Intanto Adriana Galgano (Scelta Civica), che nei giorni scorsi aveva incontrato l’operaio in sciopero della fame, ha inviato una lettera a Matteo Renzi chiedendogli di venire a Terni entro il mese di agosto: «La vertenza Ast – scrive – non è una ‘semplice’ vertenza aziendale, ma un passaggio fondamentale nella costruzione del futuro industriale del nostro paese e dell’Europa. Industria è infatti soprattutto acciaio e, se l’Italia condivide l’obiettivo europeo del 20% di pil prodotto dall’industria entro il 2020, deve inserire le aziende che producono acciaio in una visione strategica di rinascita industriale. Questa visione – prosegue la lettera – deve partire dal governo, esattamente come accade negli altri paesi europei. Altrimenti le nostre aziende saranno sempre destinate a perdere, perché non possono vincere contro concorrenti che hanno alle spalle governi molto concentrati a supportarle». La deputata di Scelta Civica invita il premier ad andare a Terni ad agosto «per dimostrare all’Italia e all’Europa che l’industria è una priorità e che non è più possibile che nella disattenzione generale si disarticolino realtà produttive strategiche».
