di Marco Torricelli
La scena doveva essere tutta sua, ma gliel’hanno rubata in 207. Maurizio Landini arriva a Terni per incontrare gli iscritti alla Fiom e fare il punto – leggi ‘serrare le fila’ – dopo la decisione delle Rsu di Ast di rimodulare lo sciopero, ma arriva una conferma che sposta decisamente l’attenzione: dal 13 novembre scorso 207 lavoratori di Ilserv sono stati posti in cassa integrazione straordinaria – «Resta inteso – è scritto nella lettera che hanno ricevuto – che la cassa integrazione troverà effettiva applicazione immediatamente dalla data successiva al periodo di utilizzo delle ferie residue» – fino a data da destinarsi. Sarà interessante capire, a questo punto, come farà Ast a far ripartire gli impianti.
Landini Mentre si metteva in viaggio alla volta di Terni, Landini aveva spiegato che «mercoledì siamo pronti ad articolare la mobilitazione e crediamo si possa sostanzialmente andare verso un accordo. Ma non si può fare un accordo a tutti i costi, deve essere un accordo che al suo interno ha una scelta precisa di politiche industriali. La Thyssen non vende e si continua a produrre acciaio; no ai licenziamenti e sì a tutele che riguardino le condizioni di lavoro delle persone».
Delrio Il sottosegretario Graziano Delrio era partito subito con la replica: «Le parole di Landini preoccupano il governo. Pensiamo sia un momento di responsabilità per tutti. L’obiettivo del governo è stato, per settimane, di garantire la difesa del sito industriale, l’apertura dei due forni e il mantenimento delle attività produttive, oltre al trasferimento della linea di Torino. Parliamo di un accordo che potrà permettere di salvaguardare i posti di lavoro e di evitare gli oltre cinquecento licenziamenti previsti. A fronte dell’accordo in campo, che si unisce anche alle scelte del Governo di abbattere l’Irap per le imprese, crediamo che la stragrande maggioranza degli operai di Terni apprezzi il lavoro svolto e capisca che è il tempo di fare ripartire l’azienda su basi nuove, insieme, come in altre vertenze dove i sindacati hanno aiutato a difendere il lavoro. Nessuno vuole interferire con le scelte del sindacato e dei lavoratori – dice ancora Delrio – ma crediamo che, dopo aver raggiunto tutti gli obiettivi di questa trattativa, sarebbe sorprendente continuare ad assumere atteggiamenti che danneggiano il futuro di Terni, dei lavoratori e delle loro famiglie».
Il Pd Marco Di Maio, parlamentare del Pd, dice: «Dire che un accordo all’Ast di Terni non lo si può fare a tutti i costi, come dice Landini, può sembrare un’ovvietà, ma in una situazione delicata e vicini al raggiungimento dell’obiettivo diventa un’affermazione non utile. L’obiettivo del sindacato è quello di tutelare i lavoratori e chiudere gli accordi non quello di usare strumentalmente la sua posizione per analizzare in modo approssimativo il voto alle regionali». E Alessia Rotta, componente della segretaria del Pd, rincara: «Landini, che si esercita in analisi elettorali, peraltro non esattissime, farebbe bene a svolgere con equilibrio il suo ruolo di sindacalista. Invece di mettere in dubbio il raggiungimento di accordo alla Ast di Terni si impegni per creare le condizioni giuste per arrivarci. Altrimenti viene il dubbio che si voglia far politica sulla pelle dei lavoratori».
L’assemblea Nel corso dell’incontro con gli iscritti Fiom, il segretario nazionale ha difeso la decisione presa domenica dalle Rsu di Ast ed ha ribadito quelle che sono le condizioni considerate irrinunciabili per il sindacato – il piano industriale, la difesa del posto di lavoro anche per i lavoratori delle ditte esterne e il contratto integrativo, per il quale verrà presentata una proposta specifica – mandando anche un messaggio diretto a Graziano Delrio.
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Martedì tocca alla Fim e Uilm E dopo la Fiom Cgil, martedì sarà la volta della Fim Cisl e della Uilm Uil. La prima ha convocato la Rsu «per analizzare la questione relativa all’Ast». La riunione è confermata dalle 9 alle 12 presso la sala conferenze dell’Hotel Michelangelo Palace e sarà aperta a tutti gli iscritti della Fim-Cisl. Interverranno Marco Bentivogli, segretario generale nazionale Fim-Cisl e Sandro Pasotti, coordinatore nazionale della siderurgia. E proprio Bentivogli stuzzica il leader Fiom su Twitter: «Per Renzi non conta l’astensionismo ma anche per Landini non conta la scarsa adesione agli scioperi. La partecipazione o l’audience?». La seconda, invece, alle 15.30 ha in programma un direttivo della segreteria, al quale prenderà parte il segretario nazionale Mario Ghini.
Le date Mercoledì, comunque, all’Ast riprenderà l’attività di quadri e impiegati; di Aus; del Centro di finitura; di Aspasiel; della mensa e della cassa mutua. Giovedì toccherà al Tubificio; venerdì alla Società delle fucine; sabato a Pix1 e Titania; domenica a Pix2; lunedì infine all’Acciaieria e al Treno al caldo. Per ogni reparto, ovviamente, è prevista la ripresa delle attività anche delle ditte sterne collegate.
