Nell’estate drammatica che stanno vivendo le acciaierie di Terni non ci sono solo le gravissime problematiche legate al lavoro.
L’ambiente Il presidente ternano di Italia Nostra, Andrea Liberati; quello regionale del Wwf, Giuseppe Rinaldi e la presidente di Mountain Wilderness Umbria, Maria Cristina Garofalo, parlano apertamente di «disastro ambientale in corso nella Conca», facendo riferimento al rapporto finale prodotto dall’Arpa nel giugno scorso.
Le discariche Nell’indagine conoscitiva sulle discariche di Villavalle, dicono, viene evidenziata «la diffusa contaminazione delle acque sotterranee dell’area delle discariche Tk da metalli pesanti, ma anche da valori molto elevati di azoto ammoniacale, con una miscelazione e un’interazione dei percolati Ast ed ex Rsu, talora con ‘problemi nell’attribuzione della causa di contaminazione’»
La contaminazione Dallo studio, insistono gli ambientalisti, «si evidenzia una massiccia contaminazione da discarica. Si parla a più riprese di ‘apporto esterno, di derivazione antropica’ che eccede le concentrazioni soglia per le acque di contaminazione; di ‘apporto esterno da parte di un fluido’, con riferimento agli alti tassi di antimonio; di ‘apporto esterno al sistema acquifero’, in relazione a quelli di vanadio e molibdeno; né può mancare il cromo esavalente, oltre ad un ‘apporto esterno da parte di un fluido caratterizzato da alti valori di Toc’ e di ‘presenza di fenoli’».
LA STORIA DELLA GALLERIA DEI VELENI
La conferenza dei servizi Non sorprende, dicono Liberati, Rinaldi e Garofalo, «che Arpa chieda l’immediata convocazione della Conferenza dei servizi presso il ministero dell’ambiente. Sorprende invece che le acciaierie, nonostante questo disastro, stiano per gettare altre centinaia di migliaia di tonnellate in quello stesso sito: la ‘diffusa contaminazione’ era, in fondo, un segreto di Pulcinella già da qualche tempo per chi, come noi, osserva certe situazioni in spirito di verità».
La bonifica Per tale motivo, annunciano, «chiederemo con lettera ufficiale a Regione Umbria e ministero di provvedere a individuare risorse urgenti per la bonifica del nostro Sito di interesse nazionale, ma soprattutto a revocare le autorizzazioni concesse a suo tempo da parte della Provincia di Terni, proprio sulla scorta di quanto attestato nel report di Arpa Umbria». Ma non solo.
