di M. To.
Un consiglio comunale straordinario, proprio alla vigilia del vertice in programma venerdì al ministero dello sviluppo economico, dedicato alla Tk-Ast. Si svolgerà giovedì 18, alle 9.
Il consiglio In quella nuova seduta ‘dedicata’ sarà discusso un ‘atto di indirizzo’ dei gruppi di maggioranza, presentato dal capogruppo del Pd, Andrea Cavicchioli al termine di della conferenza dei presidenti dei gruppi che, in mattinata, aveva ricevuto le organizzazioni sindacali.
IL TESTO DELL’ATTO DI INDIRIZZO
L’analisi Nel documento si sottolinea che «nelle posizioni dell’azienda emergono oggettive carenze per le politiche commerciali inerenti gli acquisti, in quanto non si individua una programmazione specifica per ciò che riguarda le fonti di approvvigionamento, le capacità operative e finanziarie nei confronti dei fornitori e le operazioni di copertura del rischio di fluttuazioni delle quotazioni con particolare riferimento al nichel».
Le carenze Analoghe carenze «si riscontrano nelle politiche commerciali di vendita per l’allontanamento dei processi decisionali dalla produzione, con una sottovalutazione di tutte le implicazioni derivanti dalla richiesta di prodotti non standard per volumi/mix produzione. È evidente che lo spostamento di attenzione sugli utilizzatori finali, per quanto riguarda la collocazione del prodotto comporterà l’esasperazione della competitività con gli operatori presenti sul mercato che necessariamente tenderanno a spostare gli acquisti su produttori esteri, causando pesanti perdite di volumi con evidenti ripercussioni negative per l’ottimizzazione della capacità produttiva e con l’aumento dei costi fissi».
Il forno Per quanto riguarda l’ipotesi di chiusura di un forno si fa osservare che «il fermo determinerebbe inoltre un pesante sfasamento della produzione del treno di laminazione a caldo rispetto a quello dell’acciaieria, una insaturazione del treno a caldo che sarebbe impegnato per solo metà mese, l’aumento delle utilities e ovviamente la diminuzione del personale impiegato direttamente nei servizi. È altrettanto evidente che la riduzione di 400.000 tonnellate di prodotto finito determinerebbe la mancata fornitura ai tubisti, che rappresentano l’unico punto di utilizzo del prodotto con problemi qualitativi e comporterebbe criticità sostanziali per il mantenimento della produzione dei fucinati».
Le proposte Nel documento sono poi indicate quelle che, invece, dovrebbero essere le misure alternative da studiare e che il sindaco dovrà inviare «con immediatezza al presidente del consiglio, al ministro per lo sviluppo economico, al presidente della giunta regionale dell’Umbria, al presidente della provincia di Terni, ai parlamentari umbri, ai parlamentari europei della circoscrizione».
Fondo di solidarietà L’atto, poi, impegna il Sindaco ad attivarsi per la costituzione di un fondo – a lanciare la proposta era stato il consigliere comunale del Pd, Renato Bartolini, al quale poi si erano uniti altri – a sostegno dei lavoratori e alimentato anche da contributi dei parlamentari e dei rappresentanti istituzionali ai vari livelli, con le forme che saranno stabilite e con le modalità operative che dovranno prevedere obiettivi e forme di gestione condivisi, come segno tangibile di solidarietà e di supporto.
Mangialardi insiste Molto probabile che si parli anche della proposta di public company per l’Ast, lanciata da Franco Mangialardi, con l’associazione ‘Alleanza e rinascita’ e la lista civica ‘Progetto Terni’: «il progetto di NewCo è pronto – conferma Giovanni Ceccotti – e così pure lo stastuto, Noi siamo certi che questa proposta debba, almeno, essere valutata». Indiscrezioni parlano di possibili investitori, legati al mercato del rottame, pronti a mettere sul tavolo un bel mucchietto di quattrini.
La politica Sempre giovedì, ma a Roma, la presidente della Regione, Catiuscia Marini, dovrebbe incontrarsi con i parlamentari umbri ed europei: obiettivo del confronto sarà quello di concordare una linea comune proprio in vista dell’incontro di venerdì, nel corso del quale alla multinazionale dovranno essere date delle risposte su questioni che Tk-Ast considera dirimenti: costi dell’energia e infrastrutture, tanto per citarne due e che non sono certo nella ‘disponibilità’ delle istituzioni locali.
