L'ad Morselli (foto archivio Troccoli)

«Azioni di tirannia ottocentesca». Così la Fiom-Cgil di Terni bolla l’atteggiamento della direzione di TK-Ast negli ultimi mesi a partire dal varo unilaterale della nuova organizzazione del lavoro, quando insomma dopo l’armistizio siglato al Mise il 3 dicembre, le tensioni sono tornate a salire.

TUTTO SULLA VERTENZA AST
AST IN UN MINUTO

Accordo per ex Titania appreso dai giornali In un lungo intervento il sindacato dei metalmeccanici di fatto si dice preoccupato per la «pericolosità di relazioni sindacali e industriali che escludono le organizzazioni e quindi i lavoratori dalla partecipazione attiva al processo di trasformazione aziendale in corso». Nel dettaglio alla Fiom di Terni, ma non solo, le modalità con cui è stato annunciato l’accordo commerciale con Loterius del gruppo Timet per le produzioni dei semilavorati (lamiere) in titanio, per esempio, non sono piaciuto molto, perché il giorno precedente le parti si erano sedute al tavolo anche per ex Titania soltanto per discutere le due settimane di fermata. Tanto che un paio di giorni fa i sindacati compattamente hanno chiesto un nuovo tavolo.

PERCIAVALLE: «NO NUOVI INCENTIVI ALL’ESODO»

Fiom-Cgil: «Non comprendiamo» E anche in questo senso, nella nota dalla Fiom di legge: «Non comprendiamo perché a fronte di azioni aziendali, che sembra stiano apportando risultati positivi, si escluda volutamente il sindacato non fornendo allo stesso queste informazioni». Ma chiaramente al di là delle buone nuove, i metalmeccanici della Cgil non dimenticano le criticità emerse all’indomani della riorganizzazione del sito siderurgico di Terni, né tanto meno «l’atteggiamento di minimizzazione di fronte a problemi ancora esistenti, ma liquidati con affermazioni banali contro gli stessi sindacati additati di essere vecchi e conservatori».

Sindacati all’angolo Insomma la Fiom non fatica a ribadire, come peraltro emerso già nel corso degli ultimi mesi dagli interventi delle segreterie delle altre sigle, come dopo lo sciopero i vertici di Tk-Ast abbiamo messo progressivamente all’angolo i sindacati, specie i segretari, meno la Rsu, stringendoli in una morsa relazionale da cui per il momento non sembra aria di liberarsi. «Riteniamo – prosegue la nota dei metalmeccanici Cgil – bisognerebbe coinvolgere le organizzazioni, trasferirgli i risultati positivi ottenuti, discutere delle criticità e insieme trovare le soluzioni per accelerare il processo di qualificazione, consolidamento e rilancio di questa impresa, ma farlo non significa essere retrogradi o legati a vecchi sistemi di relazioni, quanto piuttosto dimostrare una reale volontà delle parti sociali e dei lavoratori di partecipare attivamente alla vita aziendale con spirito innovativo, propositivo e costruttivo».

«Così è tirannia ottocentesca» E poi: «Non comprendiamo come ThyssenKrupp, molto attenta alla tempestiva informazione e al coinvolgimento continuo delle parti sociali in Germania, adotti metodi e modalità relazionali profondamente diverse in Italia, ma più in generale come movimento sindacale ternano, pensiamo di essere molto più moderni e democratici di una multinazionale come ThyssenKrupp e dei suoi dirigenti aziendali che si professano europeisti e democratici a parole, ma nei fatti compiono quotidianamente azioni di tirannia ottocentesche».

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