di Marco Torricelli
Lui si è guadagnato la fama del ‘duro’ e, infatti, Arturo Ferrucci, il responsabile del personale di Ast, si è presentato all’incontro di mercoledì con i rappresentanti delle Rsu fermamente intenzionato a non fare la minima concessione. Anzi.
Niente ferie sugli scioperi La notizia l’aveva anticipata l’azienda con una nota ufficiale: «In merito alle notizie relative alla proposta di coprire le giornate di sciopero fatte durante la vertenza con i giorni di ferie maturati, Acciai Speciali Terni comunica che tale ipotesi è del tutto priva di fondamento» e il responsabile del personale l’ha poi ribadita nel corso dell’incontro. Ma in quell’incontro ci sono stati altri «no» pesanti.
Niente stipendio di dicembre La ‘paga’ di dicembre – peraltro misera, visti i tanti giorni di sciopero – slitta a gennaio, mentre lo stipendio che i lavoratori avrebbero dovuto ricevere il 27 novembre, verrà pagato martedì o mercoledì prossimi. La tredicesima, invece, dovrebbe essere pagata il 27, anche se Ferrucci ha detto che proverà a far anticipare il pagamento a prima di Natale.
Niente ‘premio’ Un altro «no» è stato quello relativo al pagamento di circa 180 euro a lavoratore e relativi ad una tranche di un ‘premio di rendimento’ che, secondo i delegati, avrebbe dovuto essere erogato, ma l’azienda non ha sentito ragioni. Tanto che è già partita una richiesta di incontro con il responsabile del personale da parte delle segreterie territoriali.
Gli esuberi Nel corso dell’incontro, poi, si è anche fatto il punto della situazione relativa agli organici e agli equilibri interni: in Ast – dove sono stati in 275 ad accettare di essere posti in mobilità – adesso l’organico è sceso sotto le 2 mila unità, visto che al 31 dicembre a libro paga ci saranno 1986 persone, contro le 2261 di giugno. L’azienda ha fatto sapere che per gli operai il discorso è chiuso, mentre ci sono ancora 30 impiegati in soprannumero e che per aderire al programma di uscita incentivata ci sarà tempo fino al 3 aprile del 2015. Al Tubificio la situazione adesso è in equilibrio; alla Società delle fucine – dove si sono registrate 11 ‘uscite’ – ci sono ancora 4 esuberi; che diventano 5 ad Aspasiel, dove solo una persona ha deciso di accettare l’incentivo ed uscire.
Nuovo vertice Nel pomeriggio, l’ad Lucia Morselli incontrerà i segretari territoriali ai quali i rappresentanti delle Rsu hanno spiegato la situazione ed hanno, pure, evidenziato che loro, più di tanto, non sono proprio riusciti a cavare dall’incontro con il responsabile del personale. Ci vuole altro.
Ilserv: nuove paure Alle 15,30, invece, in un albergo romano si svolgerà un altro vertice tutto dedicato ad una questione molto delicata. L’invito lo ha mandato Harsco e i destinatari sono i sindacalisti locali. Si parlerà del presente e, soprattutto, del futuro dei lavoratori di Ilserv. Quanto emergerà potrebbe rivelarsi autentica benzina sul fuoco, in vista dell’assemblea alle quale i lavoratori delle ditte esterne – quella di Ilserv potrebbe essere solo una delle situazioni a rischio – hanno intenzione di dar vita sabato pomeriggio.
Tagli in vista La scelta di organizzare la cosa lontano da ‘casa’ – visto che recentemente le cose non sono filate via proprio lisce – fa pensare che nel corso di quell’incontro la multinazionale non abbia intenzione di dare belle notizie: la proroga dei contratti di appalto in Ast fino a settembre del 2015, insomma, potrebbe non significare automaticamente la salvaguardia del posto di lavoro per tutti i dipendenti Ilserv.
La ‘cassa’ La procedura di cassa integrazione aperta nei giorni più acuti della vertenza, insomma, potrebbe restare aperta e quello romano potrebbe rivelarsi un vertice molto amaro: con l’ufficializzazione di numeri dolorosi. Anche perché la cosa confermerebbe per intero tutte le perplessità sulle possibili implicazioni future dell’applicazione dell’accordo su Ast siglato il 3 dicembre scorso al Mise e che da lunedì sarà oggetto di referendum tra i lavoratori.
Lo sciopero In questo contesto si inserisce lo sciopero nazionale di venerdì, proclamato da Cgil e Uil con una manifestazione che si svolgerà in piazza Mascio alle 10 e che sarà conclusa da Fabrizio Solari, della segreteria nazionale della Cgil.
Le motivazioni Gino Venturi e Attilio Romanelli, segretari di Uil e Cgil hanno illustrato le motivazioni in una conferenza stampa congiunta: «Non condividiamo le politiche del governo e abbiamo proposte alternative – hanno detto – perché siamo i primi a ritenere necessarie le riforme, ma il problema è quali e come si fanno. Perché non è con i tagli lineari, che ricadono solo sulle spalle dei lavoratori, ma serve una vera lotta agli sprechi, all’evasione e al malaffare, che continua a imperversare anche sul nostro territorio, come dimostrano i più recenti fatti di cronaca».
