di Marco Torricelli
Si sono ritrovati di nuovo di fronte, giovedì mattina, l’ad di Ast, Lucia Morselli e i rappresentanti dei sindacati. Ma stavolta con tanto di avvocati.
In tribunale Perché non c’era da parlare di esuberi o di tonnellate di acciaio. Ma della richiesta di pronunciamento del tribunale, da parte dai sindacati, dopo lo show notturno davanti ai cancelli delle acciaierie al quale aveva dato vita la stessa Lucia Morselli, che si era presentata ad uno dei presìdi a cui stavano dando vita i lavoratori.
«Comportamento antisindacale» Quello, è l’accusa che muovono i sindacati, sarebbe stato «un classico caso di comportamento antisindacale, visto che nel corso di una vertenza non è certo possibile che un rappresentante dell’azienda si metta ad interloquire direttamente con i lavoratori scavalcando chi è da loro delegato a svolgere le trattative». L’avvocato di Ast, ovviamente, ha detto che non sussistono le motivazioni e il giudice ha aggiornato l’udienza al 20 gennaio prossimo.
Marini La presidente della Regione, Catiuscia Marini, intanto, è intervenuta sull’esito del referendum che ha dato il via libera al piano industriale: «È un risultato particolarmente importante e significativo quello che ha visto quasi l’80 per cento dei lavoratori dell’Ast approvare, con una altissima partecipazione al voto, l’accordo raggiunto al Ministero dello sviluppo economico lo scorso 3 dicembre», dice la presidente della Regione, secondo la quale «i lavoratori e le organizzazioni sindacali hanno gestito con competenza e responsabilità una lunga vertenza in difesa non soltanto dei loro importanti diritti e del posto di lavoro, ma soprattutto dell’industria di Terni e del suo futuro».
I sacrifici I lavoratori, ha proseguito Catiuscia Marini, «hanno affrontato questa vertenza con profondi sacrifici personali, sia sul piano economico in un momento non certo facile per la loro vita e quella delle famiglie, sia sul piano di una mobilitazione anche fisica straordinaria. L’Umbria tutta deve essere grata a questi lavoratori ed alle organizzazioni sindacali che hanno permesso di incidere in maniera sostanziale sui contenuti del piano industriale presentato lo scorso mese di luglio dall’azienda, salvaguardando così il futuro produttivo delle acciaierie e la prospettiva industriale della regione. Anche per questo – ha concluso la presidente – la giunta regionale ha affiancato e sostenuto convintamente queste ragioni, nella definizione dei contenuti dell’accordo sottoscritto al Mise».
Altro referendum Fino a venerdì alle 17 i lavoratori delle ditte esterne che operano all’interno di Ast potranno votare per il referendum indetto dai sindacati confederali su un documento che prevede l’apertura di un confronto con l’azienda «per iniziare una vera e propria contrattazione di sito» a partire, ovviamente, «dai cambi di appalto e dal un rifiuto incondizionato alla politica del massimo ribasso».
