di Marco Torricelli

Una giornata campale. Di solito si definiscono così quelle tipo questo mercoledì: iniziato con la rabbia, proseguito con il cuore in gola e che, dopo quattro ore passate in mezzo all’autostrada, ha portato i lavoratori delle acciaierie di Terni a segnare un punto a proprio favore.

IL BLOCCO –  VIDEO

LA VERTENZA AST

FOTOGALLERY: IL BLOCCO DELL’AUTOSTRADA 

VIDEO – TENTATIVO DI FORZARE IL BLOCCO

VIDEO – OPERAIO: «POLIZIA SI è ACCORTA DI AVER SBAGLIATO»

Ore 18.45 La vicenda delle acciaierie di Terni «e l’atteggiamento della ThyssenKrupp, che rasenta la provocazione nei confronti dei lavoratori e dell’Umbria intera – dice l’assessore regionale Stefano Vinti – non solo denunciano l’assenza di politiche industriali serie nel nostro Paese, ma testimoniano lo strapotere delle multinazionali che sfruttano i nostri territori esclusivamente ad uso e consumo dei propri profitti. E’ fondamentale superare la precarietà e bloccare i licenziamenti attraverso il ricorso a strumenti come i contratti di solidarietà».

Ore 18.42 L’occupazione dell’autostrada A1 da parte dei lavoratori dell’Ast  «è un simbolo di quelle rigidità contrapposte che bisogna evitare». Lo ha detto in aula al Senato il viceministro dello sviluppo economico, Claudio De Vincenti: «Tutte le parti – ha spiegato – devono essere richiamate alla responsabilità per il bene dei lavoratori, del Paese, dell’Ast e del territorio di Terni».

Ore 18.30 Secondo il segretario generale dell’Ugl metalmeccanici, Maria Antonietta Vicaro, e il segretario nazionale dell’Ugl metalmeccanici con delega alla siderurgia, Daniele Francescangeli, «non ci si può attendere che dal tavolo di domani emergano garanzie concrete. Le tensioni a cui abbiamo assistito oggi, al fianco dei lavoratori, sono il segnale allarmante e evidente di un’esasperazione che deve trovare risposte certe e rapide. Ben venga che il ministero dello sviluppo abbia anticipato il tavolo a domani, come anche richiesto dal nostro segretario generale, Paolo Capone, ma adesso governo e azienda devono assumere un atteggiamento quanto mai serio e responsabile e produrre risultati concreti per dare un futuro e delle certezze a migliaia di famiglie».

Ore 18.05 L’azione di oggi, dice il segretario nazionale della Fiom Cgil, Rosario Rappa, «è servita a riprendere il negoziato, il merito lo verificheremo domani. I lavoratori hanno imposto al Mise di programmare l’incontro e questo è un risultato positivo».

Ore 18.00 Per Nichi Vendola «c’è la crisi a Terni, c’è la crisi a Piombino, Trieste e anche Taranto rischia lo schianto. Ma non esiste un tavolo per discutere di siderurgia in Italia» e Giorgio Airaudo richiama il governo a rispettare gli impegni presi con i lavoratori di Terni: «Sono due volte che il governo promette di intervenire e due volte che manca l’impegno. Non si può giocare sulla pelle dei lavoratori pensando di risolvere i problemi con i tweet e le battute. Se il governo ha ottenuto un impegno da parte della multinazionale ne esiga il rispetto, agisca, senza escludere azioni che possono passare anche per l’intervento pubblico».

17.36 Bellanova, no prove muscolari «Dopo l’incontro di ieri, bisogna continuare nel confronto; non è con prove muscolari che si risolverà la situazione». Lo ha detto il sottosegretario al lavoro, Teresa Bellanova, a margine dei lavori sul Jobs act della commissione bilancio della Camera.

17.32 Federacciai: cambio strategia ThyssenKrupp, il gruppo tedesco che gestisce anche le acciaierie di Terni Ast, sta ripensando al fatto di abbandonare il settore. Lo ha affermato il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, durante un’audizione al Senato, esprimendo ottimismo per le sorti dello stabilimento umbro. «Ho parlato recentemente con l’ad Lucia Morselli che mi ha trasmesso la convinzione che non avevo e che considero un fatto nuovo e positivo: la scelta dei tedeschi di abbandonare il settore dell’acciaio è in corso di revisione». La partita europea «sull’acciaio inossidabile infatti tende a riaprirsi in una situazione in cui il principale competitor sta uscendo» dal settore.

17.00 Rimosso blocco Ora l’autostrada risulta liberata su entrambi le corsie. Blocco dalle 13 circa fino alle 17.oo. Riprende lentamente il flusso dei veicoli sull’autostrada del Sole. Registrate code fino a 9 chilometri in direzione nord e fino a 5 chilometri in direzione sud.

16.48 Incontro al Mise, liberato blocco E’ giunta notizia ai sindacati e agli operai che l’incontro fissato per martedì prossimo al Mise (il rinvio che è all’origine del presidio della scorsa notte e del blocco autostradale di oggi) è stato anticipato a domani – giovedì –  alle ore 16. Appreso l’aggiornamento gli operai hanno iniziato a liberare l’autostrada. La comunicazione è giunta dal ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi.

16.07 Caschetto sulla madonnina I lavoratori hanno apposto un caschetto blu, simbolo dei metalmeccanici, sulla mano della statua della madonnina all’uscita autostradale di Orte (Vedi fotogallery). Dal blocco vengono confermate le pressanti richieste di abbandonare il presidio che sta bloccando l’autostrada del Sole da parte delle forze dell’ordine, come viene confermata anche la ferma volontà dei lavoratori a rimanere sul posto.

15.03 Probabile invito del governo Una funzionaria della Digos avrebbe rivelato (è quanto trapela dai lavoratori in presidio) una possibile convocazione da parte di un rappresentante del governo agli esponenti nazionali dei sindacati di categoria presenti al blocco. Questi interpellati da Umbria24 hanno risposto: «Non ci risulta nessuna comunicazione formale, se arriva siamo pronti ad andare a Roma a incontrare il governo».

ore 14.46 Traffico in tilt Un chilometro di coda sull’autostrada del Sole con obbligo di uscita da entrambi le direzioni. Per chi viaggia dall’Umbria in direzione Orte, obbligo di uscita ad Attigliano.

ore 14.21 Rischio tensione Una funzionaria di polizia ha avvicinato i lavoratori intimando di abbandonare l’autostrada evitando così il ricorso a misure più incisive finalizzate a liberare l’autostrada del Sole. I lavoratori hanno risposto: «Con tutta la gentilezza che possiamo riservare a una signora, noi da qui non ce ne andiamo».

ORE 13.58 Ilserv licenzia Si registra un pericoloso irrigidimento anche da parte di Ilserv, l’azienda la cui storia è strettamente intrecciata a quella di Ast: dopo gli incidenti di lunedì in Confindustria sarebbe intenzionata a licenziare almeno due lavoratori.

Ore 13.30 La pioggia Si intensificano le pressioni da parte dei funzionari di polizia verso i rappresentanti sindacali. Vogliono che i lavoratori sgombrino l’autostrada. La sensazione, però, è che i lavoratori non ne abbiano nessuna intenzione, nonostante abbia appena iniziato a piovere.

Ore 13.15: Le emergenze Sono in corso al momento alcune trattative tra i funzionari di polizia e i rappresentanti sindacali, per permettere il passaggio di quei veicoli con situazioni di emergenza. Sono già state fatte passare due auto dirette all’ospedale. Per quanto riguarda il resto non c’è volontà, da parte dei lavoratori, di consentire la riapertura del traffico, nemmeno in una sola corsia.

FOTOGALLERY: IL BLOCCO DELL’AUTOSTRADA 

BRAVI (CGIL). IL VIDEO

Ore 12.50: Blocco dell’autostrada Alcune centinaia di lavoratori hanno attraversato il casello di Orte dirigendosi verso l’autostrada, bloccandola in entrambe le direzioni. Sul volto dei lavoratori traspare più disperazione che rabbia, mentre le forze dell’ordine, in ranghi molto ridotti, assistono da lontano. Fino ad ora non è stato riscontrato nessun problema di ordine pubblico.

Ore 12.25: Orte Al casello autostradale di Orte stanno cominciando ad affluire le forze dell’ordine e le prime auto dei lavoratori.

Ore 11.45: Si va ad Orte Dopo una serie di interventi polemici da parte dei lavoratori, si è deciso: «Andiamo a Orte subito», ha detto Claudio Cipolla (Fiom). Ora non resta che capire dove saranno diretti, ma soprattutto quanti saranno i lavoratori che seguiranno questa iniziativa, in quella che sembra ormai essere diventata una sfida tra operai e sindacati.

Ore 11.30: Manifestazione Rosario Rappa, segretario nazionale della Fiom, ha annunciato la possibilità di organizzare per giovedì 13 una una nuova manifestazione a Orte. I lavoratori non ci stanno. Vogliono andarci ora.

Ore 11: La Fiom La percezione, al momento, è che non ci sia una visione strategica per il futuro. Claudio Cipolla (Fiom): «Il Governo parteggia per l’azienda e vuol farci credere cose non vere» e aggiunge che «gli scioperi e i presidi andranno avanti. Alzeremo il tiro con iniziative nuove e diverse».

Ore 10.40: Le proposte Il Governo ha proposto all’azienda di partecipare al progetto Interconnector, con un investimento di 30 milioni di euro, per acquistare elettricità dall’estero a prezzi vantaggiosi. L’azienda ha comunicato ai sindacati che ci saranno 140 milioni di investimenti, compreso il trasferimento della linea 5 da Torino e che saranno confermati gli 80 mila e i 50 mila euro di incentivi. Per l’azienda rimangono circa 290 gli esuberi, anche se 140 sono i lavoratori già usciti con gli incentivi. Per quanto riguarda i forni è previsto 1 milione di fuso entro il 2016, poi bisognerà verificare. I risparmi sul costo del lavoro che l’azienda vuole fare, passano da 12 a 14 milioni. Il contratto integrativo, di fatto, per Ast non esiste e non esisterà più.

Ore 10: Inizia l’assemblea In viale Brin ci sono già circa un migliaio di persone in attesa dell’inizio dell’assemblea e molte ne stanno ancora arrivando, per partecipare a questo importante appuntamento.

Notte di fuoco Quella appena trascorsa non è stata una notte di fuoco tanto per dire. Con l’azienda che, tanto per cambiare, ci ha messo del suo per far salire una tensione che, dopo la notizia dell’ennesimo rinvio della trattativa al Mise – un rinvio di una settimana, con i lavoratori in sciopero ormai da 21 giorni – che è stato considerato un’autentica e beffarda sfida da parte di un governo che, in viale Brin, viene sempre considerato più lontano. E le fiamme si sono levate sul serio, dalla porta di una delle palazzine che ospitano gli uffici. Poi ci hanno pensato i vigili del fuoco a spegnerle.

Cancello saldato Nella serata, infatti, quando in viale Brin qualche centinaio di lavoratori si erano radunati dopo l’arrivo delle notizie dal Mise, l’azienda ha dato ordine che si saldassero delle staffe metalliche sul cancello di accesso principale: precauzione del tutto inutile – a ben vedere – perché il cancello non terrebbe comunque di fronte ad un’eventuale tentativo di sfondamento, ma proprio per questo la misura è stata interpretata come una provocazione e la reazione è stata immediata. Alcune telecamere di sorveglianza sono state divelte, parecchi vetri delle finestre sono stati spaccati e, appunto, una porta data alle fiamme.

Assemblea volante I rappresentanti delle segreterie territoriali dei sindaci e quelli delle Rsu aziendali hanno dovuto affrontare per primi, in una sorta di assemblea volante organizzata dopo la mezzanotte, la rabbia e il senso di frustrazione – che sono sfociati anche in pericolosi scontri fratricidi tra singoli lavoratori – di gente al limite della crisi di nervi e che non sa più quale sia la verità a cui credere.

Le contestazioni Le spiegazioni date – l’azienda che si è di nuovo chiusa a riccio, il governo che non ha fatto nulla di concreto – non hanno convinto i lavoratori, che hanno sfogato – verbalmente – la loro delusione proprio sui sindacalisti locali, promettendo di conservare il resto per quelli nazionali. Che, quindi, faranno bene a non aspettarsi applausi. Anzi.

Il giudizio sul confronto Al termine dell’incontro di martedì i sindacati avevano espresso un parere «complessivamente negativo, con elementi di novità ritenuti insufficienti per esprimere giudizi diversi rispetto a quanto sostenuto fino ad oggi. A questo va aggiunto un atteggiamento del governo non coerente rispetto alle dichiarazioni sostenute nei giorni scorsi». Ma ai lavoratori questo non basta e avrebbero voluto una presa di posizione ben più netta.

LA VICENDA DI AST IN UN MINUTO

Il dilemma Soprattutto a fronte dell’imbarazzante nota del Mise, secondo la quale «nel corso della riunione, l’amministratore delegato di Ast, Lucia Morselli ha illustrato le nuove linee guida del piano industriale relativo all’impianto di Terni. Il tavolo si è chiuso per proseguire il confronto in occasione della nuova riunione fissata per martedì prossimo, 18 novembre, alle ore 10». Che adesso mette di fronte ad una scelta drammatica: proseguire con un’altra settimana di sciopero o prendere altre decisioni. Quali, lo si scoprirà solo oggi.

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2 replies on “Tk-Ast, anticipato a giovedì incontro al Mise: liberata l’autostrada del Sole”

  1. la notizia di questo incontro è stata solo x farci liberare l’autostrada e noi siamo abboccati . domani senza l’azienda , che non è convocata , che concludono i sindacati e la guidi ? qui molti sindacalisti pensano di prenderci per il sedere.

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