Lucia Morselli

di Marco Torricelli

Vuole stravincere, Lucia Morselli. E non si è accontentata di trattare con la fabbrica parzialmente riaperta. Lei, se proprio si dovrà raggiungere un’intesa, vuole farlo con tutti gli operai dentro i reparti.

LA VERTENZA AST

Il rinvio E così, all’alba, il ministro Federica Guidi e i sindacalisti – quelli nazionali che hanno sempre tenuto i contatti con lei, visto che quelli locali, il sindaco Di Girolamo e l’assessore regionale Riommi l’hanno potuta appena intravvedere – hanno dovuto prendere atto che non c’era verso. E accettare di sospendere. di nuovo, tutto e rinviare la trattativa. Si farà un tentativo venerdì mattina, ma è molto probabile che si tratti solo di un passaggio: il vertice ‘buono’ potrebbe essere quello di martedì prossimo. A fabbrica piena, appunto.

I reparti Quadri e impiegati, Aus, Centro di finitura, Aspasiel, mensa e cassa mutua sono infatti già al lavoro da mercoledì; oggi riprende l’attività al Tubificio; venerdì alla Società delle fucine; sabato a Pix1 e Titania; domenica a Pix2; lunedì infine all’Acciaieria e al Treno al caldo. Ed ecco spiegato questo ulteriore rinvio. Ma una motivazione sta anche nella nota diramata dai sindacati locali e nella quale si legge che «per quanto riguarda i lavoratori di Ilserv, l’azienda ha informato la delegazione sindacale che è in corso una trattativa tra la ThyssenKrupp e Harsco a Essen». E l’esito di questa trattativa non è di secondaria importanza.

Stessa lingua L’impressione la si era già avuta. Ma i commenti che hanno fatto seguito all’ennesimo rinvio nella trattativa per l’Ast suonano come conferme clamorose. Governo e azienda sembrano parlare una lingua identica. O almeno molto simile. Pure troppo.

Il ministro Secondo Federica Guidi, il ministro, «il negoziato sulla vertenza Ast prosegue ad oltranza dopo gli ulteriori significativi passi in avanti registrati nel tavolo tra governo, azienda e sindacati terminato nelle prime ore della mattina. Nel corso della riunione si è deciso di approfondire ulteriormente tutti gli aspetti della trattativa negli incontri già fissati per domani alle ore 9,30 e martedì alle 15».

L’azienda E Acciai Speciali Terni conferma che «l’incontro di ieri si è svolto in un clima positivo e, riconoscendo l’impegno delle parti, ribadisce che le negoziazioni vanno avanti a oltranza. Acciai Speciali Terni rileva che si sta lavorando intensamente per raggiungere un accordo e pertanto conferma la propria adesione ai prossimi appuntamenti già calendarizzati per domani e martedì prossimo presso il ministero dello sviluppo economico, ribadendo il proprio impegno fattivo e collaborativo per la ricerca di soluzioni condivise».

Gli esodi Poi arriva l’invito: «In concomitanza con il rientro delle maestranze al lavoro, Acciai Speciali Terni ricorda che tutti coloro che fossero interessati – su base volontaria e a fronte di un incentivo all’esodo di euro 80 mila lordi – ad aderire alla procedura di mobilità attivata con lettere del 9 ottobre 2014, possono comunicare la propria adesione alla direzione del personale».

Landini Diversi e articolati, invece, i commenti sindacali. Secondo il segretario della Fiom, Maurizio Landini, «non è stato ancora possibile trovare un accordo. Prosegue il negoziato domani e proseguirà in modo quasi conclusivo martedì. Rimangono ancora delle distanze nonostante alcuni passi avanti, ma soprattutto l’azienda vorrebbe che noi firmassimo licenziamenti e questa cosa non esiste, né alla Thyssen né da nessun’altra parte li firmeremo mai. C’è ancora l’idea di abbassare i salari. Non abbiamo intenzione di firmare cose di questa natura, proseguirà la trattativa e prosegue anche la mobilitazione dei lavoratori».

Vicaro Per Maria Antonietta Vicaro, segretario della Ugl metalmeccanici, «la trattativa è servita a registrare delle parziali convergenze sull’integrativo e sulla questione degli esodi. L’atteggiamento dell’azienda è stato dialogante, ma non si può ancora dire di aver trovato un punto di incontro definitivo. Per quanto riguarda le ditte terze, attendiamo l’esito dell’incontro tra Ilserv, Harsco e ThyssenKrupp per ulteriori aggiornamenti. L’obiettivo che va perseguito con tenacia è quello di trovare una soluzione che garantisca tutti, e che non preveda licenziamenti».

Ghini-Bentivogli Il segretario della Uilm, Mario Ghini, in due messaggi si Twitter, spiega: «Riscontrate condizioni per proseguire il confronto» e che la «trattativa è agli sgoccioli»; mentre Marco Bentivogli, segretario della Fim, sempre su Twitter sentenzia: «Trattativa prosegue, altri passi avanti».

I lavoratori E loro, i diretti interessati? Ecco, qui la situazione sembra un po’ diversa: «Eccoci qua – scrive Alberto su Facebook – dopo il 36° giorno di sciopero non-stop, di presidi, di manifestazioni, di riunioni, siamo rientrati al lavoro. Atmosfera strana, umori incerti come la situazione che stiamo vivendo, qualche speranza, alcune sorprese. Molti colleghi hanno fatto la scelta di firmare per ‘l’esodo volontario’ e andarsene e tenteranno la fortuna fuori di qui, dove ormai la fortuna non c’è più. Una frase di un collega mi ha colpito “Non so se ho più palle io ad andarmene o se ne avete più voi a rimanere”. Vorrei avere anche io le palle che ha avuto lui. Poi mi ritrovo a pensare ad una famiglia, ad una casa, a un futuro che, pur essendo di merda, ancora c’è. E allora abbassiamo la testa e aspettiamo l’ennesimo incontro al Mise di domani con la speranza che non ci tolgano quel briciolo di dignità che ancora ci rimane».

Forenza La capodelegazione dell’Altra Europa con Tsipras/gruppo Gue/Ngl al parlamento europeo garantisce che «arriveremo a una risoluzione per chiedere di mantenere la produzione in Italia e evitare la delocalizzazione: noi stiamo con i lavoratori senza se e senza ma. Siamo soddisfatti dell’incontro di ieri con Rsu e consiglieri perché è servito a creare le condizioni per arrivare, nella prossima sessione a Strasburgo dal 15 al 18 dicembre, a una risoluzione, nella quale noi chiediamo di adottare misure atte a permettere agli Stati membri di mantenere le produzioni più rilevanti di acciaio e di ferro, produzioni essenziali e strategiche di qualsiasi politica industriale avanzata. Inoltre – conclude – chiederemo di preservare le qualificate specializzazioni e i migliori know how in tutti gli Stati membri, evitando ogni tentazione di permettere devastanti delocalizzazioni».

LA VERTENZA AST

Il vertice Lo schema che si  è seguito, al Mise, è stato quello ormai consueto: ad un pre-vertice caratterizzato dal confronto diretto tra governo e azienda, ha fatto seguito l’incontro con i rappresentanti nazionali dei sindacati. Che ogni tanto facevano un riassuntino agli altri e poi tornavano nel ‘piano nobile’ del palazzone di via Veneto.

Posizioni cristallizzate La faccenda, di fatto, non ha mai dato l’impressione di poter prendere un verso favorevole: l’ad di Ast non ha intenzione di cedere su una questione che era stata dichiarata dirimente come quella dei licenziamenti, cui intende fare ricorso in caso di necessità e questo – oltre alle questioni legate agli investimenti, ai rapporti con le ditte esterne e all’integrativo, altre cose sulle quali ha fatto poche aperture concrete – ha provocato il nuovo rinvio.

Gli esuberi Uno dei punti sui quali il dibattito si è incentrato è stato quelli degli esuberi: ormai sarebbero ridotti a una sessantina (sui 290 considerati indispensabili da Ast), perché la ‘lista di attesa’ – le persone che hanno dato la propria disponibilità a pendere in considerazione l’incentivo all’esodo – ormai è diventata lunga come una quaresima. Ast, però, dice che se non ci saranno altri volontari, sceglierà lei chi mandare in mobilità, ma i sindacati non ci stanno.

Bellanova Fanno sorridere, amaramente, quasi 24 ore dopo, le dichiarazioni di mercoledì mattina del sottosegretario al lavoro Teresa Bellanova: «Credo ci siano le condizioni – aveva annunciato – perché si possa fare un accordo che non preveda alcun licenziamento. Spero che il confronto si possa chiudere con una buona intesa. Credo ci siano le premesse perché nessuno sia licenziato». Forse non era stata messa al corrente di tutto.

L’AST IN UN MINUTO

Gli impegni delle istituzioni locali La presidente della Regione, Catiuscia Marini, lo aveva garantito nel corso dell’ultimo incontro al Mise: tra le iniziative che le istituzioni locali erano pronte a finanziare c’è la realizzazione della bretella stradale che collegherà l’Ast alla superstra Terni-Rieti. E mercoledì mattina l’assessore comunale Stefano Bucari ha confermato che la Regione è impegnata nel finanziamento dell’intera opera – due milioni e 800 mila euro – la cui progettazione sarà affidata all’ingegner Donati. Entro 15 giorni la giunta comunale approverà il documento preliminare. Per realizzare i 500 metri circa di tracciato ci vorranno un paio di anni. Forse un po’ di più.

Taranto e Piombino Intanto, dopo che per l’acciaieria Lucchini di Piombino sembra averla spuntata il gruppo algerino Cevital; ArcelorMittal e il gruppo Marcegaglia hanno confermato di aver presentato un’offerta non vincolante congiunta per gli impianti dell’Ilva di Taranto: «Abbiamo sottoposto un’offerta non vincolante per acquistare tutte l’operazioni dell’Ilva e siamo in attesa di proseguire con il commissario Gnudi la discussione riguardo la nostra proposta».

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