I presìdi notturni alle portinerie di Ast

di Marco Torricelli

Ultim’ora La notizia arriva alle 21,54 di una giornata convulsa: il ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi ha convocato l’amministratore delegato dell’Ast , Lucia Morselli, per mercoledì 29 ottobre, alle 10.

La rottura Era nell’aria. Da quando è apparso chiaro che la ThyssenKrupp avrebbe approfittato – o avrebbe tentato di farlo – di una posizione del governo che, ora dopo ora, dichiarazione dopo dichiarazione, era sembrata sempre più morbida nei confronti della multinazionale.

LA VERTENZA AST

Nuovi scioperi E così, quando il responsabile del personale di Ast, Arturo Ferrucci, ha ufficializzato ai rappresentanti delle Rsu aziendali che si voleva ridurre sensibilmente il numero dei turni e della produzione nell’area ‘a caldo’ delle acciaierie ternane, la risposta è stata immediata: «Sciopero. Perché quella che volete fare è un’applicazione strisciante del piano del 17 luglio e che noi abbiamo giudicato irricevibile».

L’ANNUNCIO DELLO SCIOPERO: IL VIDEO

Fabbrica bloccata Usciti dalla stanza, ai delegati delle Rsu è bastato un cenno – chi stava lì fuori era già pronto al peggio – e la catena di comunicazione ha fatto il resto: «Si mettono in sicurezza tutti gli impianti, terminando le lavorazioni in corso – spiega un delegato – senza fare il minimo danno e poi si ferma tutto. Si esce dallo stabilimento e si decide, tutti insieme, cosa fare nelle prossime ore e nei prossimi giorni».

Nuovi blocchi Una delle prime iniziative è la ripresa dei blocchi ‘a tempo’ lungo viale Brin. Con il traffico che viene fermato ad intervalli di tempo variabili e in maniera estemporanea dai lavoratori che stanno presidiando la portineria principale.

GUARDA LE FOTO

Sospendere l’attività I lavoratori hanno chiesto un confronto con il sindaco Di Girolamo e gli hanno chiesto di sospendere tutta l’attività amministrativa del Comune.

Attività comunale bloccata Il sindaco ha assicurato ai lavoratori che l’attività comunale ordinaria verrà bloccata, tranne quella per atti di giunta che potrebbero creare gravi problematiche.

«Boicottare Thyssen» Il passaggio che ha suscitato i maggiori consensi fra i lavoratori presenti in aula, è quello in cui il sindaco ha fatto riferimento ad un possibile «boicottaggio dei prodotti Thyssen»  che vengono commercializzati in Italia:  «Di fronte a un atteggiamento come quello tenuto dall’azienda – ha detto Di Girolamo – non si deve escludere il ricorso a misure drastiche».

GUARDA L’INTERVISTA A LEOPOLDO DI GIROLAMO

Il sindaco «La comunicazione di oggi che l’azienda ha esternato ai rappresentanti delle Rsu dei lavoratori Ast – dichiara il sindaco Leopoldo di Girolamo – è totalmente immotivata e inaccettabile. Si tratta infatti di decisioni assunte dalla multinazionale ancora una volta in modo unilaterale, che ripropongono parti di un piano di ristrutturazione aziendale che i lavoratori, le organizzazioni sindacali e tutte le istituzioni hanno già respinto in maniera netta e indignata. Ritengo che le iniziative assunte dalla multinazionale siano autoritarie e scriteriate e che costituiscano un serio pericolo per la tenuta dell’ordine pubblico, a fronte di una città che anche nell’ultima, grandissima, manifestazione del 17 ottobre, ha tenuto responsabilità, senso civico, orgoglio e dignità.

Ora basta «Esprimo, come ho sempre fatto in questi mesi – aggiunge il sindaco – il pieno sostegno ai lavoratori in lotta e comunico, inoltre, la decisione di partecipare a tutte le iniziative di mobilitazione che i lavoratori e i sindacati decideranno di intraprendere con il coinvolgimento delle istituzioni locali». «Ora basta. Chi può agisca, si adoperi per risolvere definitivamente e positivamente questa vertenza per Terni e l’Umbria. Il Governo faccia fino in fondo la sua parte – sottolinea Di Girolamo – e si decida a riattivare immediatamente il confronto con la proprietà della Tk. Non siamo più disponibile ad attendere che qualcosa accada, il vaso è colmo».

Renzi rassicura Nella mattinata di mercoledì, intanto, il presidente del consiglio è tornato a ripetere le parole ormai classiche: «Siamo molto preoccupati per le acciaierie di Terni – ha detto ad una scolaresca di Narni, incrociata in piazza Colonna a Roma – ma stiamo lavorando»

Mobilitazione ignorata La straordinaria manifestazione di venerdì scorso – le migliaia di persone che hanno sfilato per la città – sembrano non aver minimamente scosso la multinazionale tedesca: «Ma a noi – dicono i lavoratori fuori dai cancelli – hanno dato invece una nuova forza ed è con questa che i tedeschi dovranno fare i conti. E, se servirà, non solo loro».

LO SCIOPERO CITTADINO: LE FOTO

Le iniziative Una delle prime ‘mete’ sarà, quasi sicuramente, di nuovo palazzo Spada. Il Comune, insomma, come la portineria principale e quella ‘Serra, finirà di nuovo sotto’presidio’, ma stavolta toccherà anche alla Prefettura e i presidi andranno avanti, almeno fino,a venerdì, 24 ore su 24. Poi toccherà, solo il tempo di organizzare la cosa, ad un altro ‘palazzo’: «Adesso basta con le mezze promesse e le mezze minacce – dice deciso un altro delegato di base – perché stavolta Matteo Renzi deve sapere che stiamo andando noi da lui. E che farà bene a farsi trovare».

LA STORIA DI AST

Nessuna concessione Che la multinazionale non avesse la minima intenzione di fare concessioni, del resto, era apparso chiaro quando – attraverso la agenzia AdnKronos – aveva «confermato il sostegno alla linea fin qui sostenuta dal management dell’Ast, che ha aperto una procedura di mobilità per 537 lavoratori dopo il fallimento del negoziato con governo e sindacati».

103 se ne vanno La direzione dell’Ast ha anche ufficializzato ai sindacati il numero delle persone che hanno già raggiunto un accordo in base al quale lasceranno il lavoro: sono 103 ad aver firmato i documenti con i quali si ‘chiamano fuori’.

PARLA CHI SE NE VA:  IL VIDEO

Le agevolazioni contestate E sì che – a renderlo noto è stata, con una durissima presa di posizione, la presidente della Regione, Catiuscia Marini – ThyssenKrupp «grazie alle norme contenute nella legge di stabilità beneficerà di quasi 7 milioni di euro grazie all’operazione sull’Irap». Alla proprietà delle acciaierie di Terni «che in queste ore stanno licenziando 550 persone – dice la presidente Marini – qualche paletto in più per dire ‘io aiuto gli imprenditori che hanno però anche responsabilità sociale’, il mio governo del Partito democratico e di centro sinistra lo deve mettere».

I sindacati Fim, Fiom, Uilm nazionali, intanto, fanno sapere di ritenere «indispensabile che nei prossimi giorni si riconvochi il tavolo di confronto sulla vertenza Ast. Non possiamo pensare che mentre si degrada la capacità produttiva del Polo siderurgico ternano il governo nazionale resti silente. Fim, Fiom, Uilm nazionali ritengono necessario che il governo e le istituzioni locali e regionali prendano una posizione netta, a tutela di un’azienda che è strategica per il tessuto industriale del Paese, non si può accettare passivamente la riduzione dell’occupazione, la riduzione dei salari e della capacità produttiva da una multinazionale che in questo caso ragiona con mere logiche di cassa, facendo trapelare costantemente la volontà di uscire dal settore».

«Governo deve essere protagonista» Se oggi Ast si trova in una situazione di difficoltà, dicono i sindacati, «lo si deve proprio al fatto che è stata lasciata da ThyssenKrupp, per anni, senza prospettive di sviluppo in un settore strategico e competitivo. Per questo chiediamo al governo nazionale di non essere spettatore o arbitro ma di essere attore protagonista e di passare dalle parole ai fatti difendendo una parte importante dell’industria nazionale».

Coordinamento sindacale Per queste ragioni Fim, Fiom, Uilm nazionali «hanno programmato a Terni per martedì 28 ottobre una riunione del coordinamento delle Rsu di Ast e di tutte le aziende ternane coinvolte nella vertenza per decidere le ulteriori iniziative, anche a livello europeo, da mettere in campo, convinti che il Polo siderurgico ternano debba essere salvaguardato dalla volontà della multinazionale di ridimensionarlo e dall’atteggiamento attendista e neutrale da parte del governo nazionale».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

One reply on “Tk-Ast, la fabbrica bloccata: sciopero ad oltranza. Ministro Guidi convoca l’azienda per il 29”

  1. Sono addolorato per la situazione in cui versa l’azienda, senz’altro conseguenza delle politiche dell’azionista tedesco volte a massimizzare il proprio profitto. Tuttavia è proprio questo il compito di un azionista il quale negli anni ha esclusivamente fatto il proprio interesse. Vorrei invece ricordare a tutti voi che, mentre venivano messe in atto queste politiche, tutta la cittadinanza di Terni, le istituzioni ed in particolare i sindacati assistevano silenti: infatti, nel disinteresse generale, sono state trasferite da Terni produzioni ad alto valore aggiunto (magnetico e titanio) compensate da investimenti sul segmento inossidabile il quale era già da tempo in difficoltà.
    Qualcuno obietterà circa scioperi che negli anni hanno avuto luogo: anche in questo caso la politica locale e sindacale è stata miope in quanto l’interesse è sempre e solo stato rivolto a mantenere la base occupazionale senza alcuna capacità di comprendere quanto questa base occupazionale potesse davvero reggere nel tempo.
    I signori che oggi agitano bandiere sono gli stessi che negli ultimi 10 anni hanno avuto rapporti idilliaci con il vertice aziendale e solo oggi si accorgono (oppure fanno finta?) delle conseguenze dei propri comportamenti.
    Voglio esprimere la mia più sincera vicinanza a tutti i lavoratori ed a tutte le famiglie interessate da questa vertenza. Il clima di contrapposizione è inutile: l’azienda ha problemi oggettivi ed i lavoratori e le istituzioni devono poter discutere con l’azienda queste difficoltà assistiti da professionisti che possano davvero portare avanti un confronto.
    Finchè, mossi da logiche di contrapposizione, si sceglierà di approcciare il problema alla vecchia maniera (che poi è proprio quella che ha condotto fin qua!) il futuro dell’azienda, già seriamente compromesso, lo sarà in maniera irrevocabile.

Comments are closed.