Silvia Quaranta e Carlo Carlini

di C.F.
Twitter @chilodice

«Quando abbiamo presentato il progetto di rilancio della Sala Frau non c’era nessuno interessato, con la Curia si fece un ragionamento che andava ben oltre il 31 marzo 2015 segnato nell’accordo, poi evidentemente qualcosa è cambiato e un mese fa ci è stata richiesta un’offerta in busta chiusa da presentare entro il 4 marzo che però noi non volevamo presentare, perché giudicavamo offensiva la richiesta, alla fine a un giorno dalla scadenza abbiamo proposto 400 euro mensili e abbiamo perso».

Sala Frau di Spoleto Così Carlo Carlini e Silvia Quaranta, di fronte al bancone del Caffè Letterario di Palazzo Mauri, che si sono aggiudicati con gara a evidenza pubblica del Comune, hanno riassunto quanto accaduto negli ultimi mesi intorno alla Sala Frau. Sullo sfondo l’amarezza profondissima che i due attuali gestori del piccolo cinema di vicolo San Filippo si portano sulle spalle, insieme ai due anni spesi per far rinascere la Sala Frau che ora dovranno lasciare per fare accomodare Immaginazione, che già gestisce la Sala Pegasus, sempre della Curia.

Carlini e Quaranta Nel mezzo, raccontano Carlini e Quaranta, c’è la «difficoltà di essere ricevuti in Archidiocesi, negli ultimi mesi particolarmente sfuggente ed evasiva, fino a quando a metà febbraio siamo riusciti a incontrare don Sam Fioretti, Maria Antonella Proietti, Filippo Pupella e Stefania Lucentini che ci hanno comunicato di aver ricevuto un’offerta per la Sala Frau e quindi ci invitavano a fare lo stesso, tranquillizzandoci sulla bontà del nostro operato». Da qui la proposta di 400 euro mensili «tarata così perché alcuni soggetti che orbitano in Curia – dicono Carlini e Quaranta – ci avevano spinto a offrire una somma che almeno coprisse i 4 mila euro che costa il cinema alle casse della Archidiocesi». Immaginazione ne ha offerte mille al mese più il 5% degli incassi e si è presa la sala, «noi invece – scandiscono – perdiamo un progetto per il centro storico che avrebbe coinvolto anche il Caffè letterario».

Archidiocesi Tempo quattro ore e alla conferenza stampa di Carlini e Quaranta segue quella della Curia con Proietti e don Sam. Qui viene mostrata la scrittura privata tra Archidiocesi ed ente autonomo per la Sala Frau: «C’è scritto chiaramente che al 31 marzo l’accordo era da considerarsi disdetto automaticamente, salvo proroghe da concordare e un confronto con le parti che c’è stato quindi – dice Proietti – non c’è nulla di personale, abbiamo scelto la migliore offerta sia economica che tecnica, comprendiamo l’amarezza e siamo dispiaciuti, ma è tutto regolare». E dubbi, in questo senso non ce ne sono mai stati, del resto non ne hanno sollevati neanche i due attuali gestori, che si sono riconosciuti nella partita anche una buona dose d’ingenuità. Evidentemente non concessa in certe partite.

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