di Ivano Porfiri
Cresce da 16,53 a 20 euro il costo di ogni singola prestazione specialistica e scatta il ticket per fasce di reddito a partire da 36 mila euro annui di Isee sia per le visite che per i farmaci. La giunta regionale ha deciso nel dettaglio chi e come pagherà quella che è stata definita «l’iniqua e odiosa rassa sulla salute».
Ingiusto e iniquo «Se il governo non ce l’avesse imposto, noi non avremmo mai reintrodotto il ticket, ma la legge ci costringe quindi con le regioni Toscana ed Emilia Romagna abbiamo cercato di di rimodularli facendo pagare di più chi ha di più». Spiega così l’assessore alla sanità, Franco Tomassoni, le decisioni prese giovedì insieme ai colleghi delle altre regioni e ratificate venerdì mattina dalla giunta di Palazzo Donini. Assente la presidente, è toccato a lui con la vicepresidente Carla Casciari e l’assessore Stefano Vinti spiegare le ragioni delle decisioni prese.
Le ragioni Tomassoni ha sottolineato i motivi della contrarietà ai ticket: «Primo per il fatto che si scaricano sui cittadini indiscriminatamente i tagli del governo, secondo si rischia di favorire la sanità privata se si aumentano i ticket, terzo perché è una misura antifederalista e centralista, quarto perché mette in crisi il faticoso accordo tra le regioni sul riparto del fondo sanitario nazionale». L’Umbria, con le altre regioni rosse e il Veneto avrebbero voluto aumentare anziché il ticket l’accisa sul tabacco (20 centesimi a pacchetto di sigarette). «Nonostante alcuni ministri fossero favorevoli, come Bossi – ha detto Casciari – il governo ha detto no, limitandosi a impegnarsi a prendere in considerazione la proposta a fine agosto».
Il ricorso Gli assessori umbri hanno spiegato come si stia pensando di fare ricorso alla Corte costituzionale. «Non l’abbiamo escluso – ha spiegato Vinti – perché consideriamo la manovra scellerata, da macelleria sociale, facendo pagare ai cittadini una tassa odiosa senza nemmeno prendere in considerazione una patrimoniale o una tassazione sui delinquenti che hanno operato speculazioni». Le regioni – è stato sottolineato – non si sono potute sottrarre all’imposizione del ticket, sostituendolo con altre entrate, perché il governo ha eliminato la norma del 2007 che cancellava l’obbligo di «co-partecipazione» del cittadino sulle spese sanitarie. Il gettito finale deve essere per l’Umbria di circa 11 milioni di euro l’anno.
Le 4 fasce di reddito In pratica, come illustrato dal dirigente regionale della Sanità, Emilio Duca, gli aumenti interesseranno l’assistenza specialistica e quella farmaceutica, in modi diversi. Fermo restando che chiunque sia già esente per altri motivi (ad esempio, cassintegrati, invalidi…) lo resterà. Le fasce di reddito sono quattro: da 0 a 36 mila euro, da 36 a 70 mila, da 70 a 100 mila e oltre i 100 mila. Per la prima fascia non c’è nessun ticket aggiuntivo.
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Ticket sui farmaci Per ciò che riguarda la spesa farmaceutica funzionerà cosi: ticket di un euro a confezione di medicina in ricetta per la fascia 36-70 (fino a un massimo di 2 euro a ricetta), 2 euro per la fascia 70-100 (con un massimo di 4 euro) e 3 euro per la fascia oltre 100 (fino a 6 euro a ricetta).
Visite specialistiche Per ciò che riguarda le visite specialistiche nessun ticket per ricette sotto i 10 euro (singoli esami di basso costo). Per tutte le prestazioni eccetto Tac e Risonanza magnetica ticket di 5 euro per la fascia 36-70, 10 euro per la fascia 70-100 e 15 euro per la fascia oltre 100. Per Tac e Risonanza magnetica si alza la franchigia a 46,15 euro per la fascia 36-70, 60,15 euro per la fascia 70-100 e 70,15 euro per la fascia oltre 100. Scatta poi l’adeguamento tarifario per tutte le visite specialistiche, a prescindere dal reddito, che costeranno non più 16,53 euro ma 20 euro e altri adeguamenti saranno studiati se non si arriverà al gettito previsto.
Modi e tempi Tutti i ticket dovrebbero essere applicati in base al reddito Isee, e quindi chi non ce l’ha deve farsi calcolare. E comunque si pagherà in base a un’autocertificazione (la Regione sta comunque stipulando un accordo con Asl ed Equitalia per i controlli). Sui tempi, anche se la delibera è immediatamente esecutiva, per applicarla serviranno tempi tecnici: adeguamento del software dei Cup, formazione del personale, accordi con categorie come i farmacisti (martedì è previsto un incontro). Il che significa che gli aumenti scatteranno non prima di fine agosto, inizio settembre.
L’impegno Nonostante l’Umbria sia ai vertici nazionali per rapporto tra qualità e costi della sanità, l’assessore Tomassoni ha promesso ulteriori tagli di sprechi. «Ci sono cose che possono essere fatte – ha detto Tomassoni – e le faremo nel giro di un paio di mesi: doppioni da eliminare, spese da tagliare senza incidere sul servizio. Il che, sia chiaro, non c’entra nulla con la storia dei ticket».


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