di Elle Bi.
«Non c’è spazio per piantare una tenda, devi montarla vicino alla costa. Devi proteggere i tuoi figli dagli insetti, dal caldo, e non c’è acqua pulita, né servizi igienici, il tutto mentre i bombardamenti non cessano mai. Ti senti come se fossi un subumano qui». Le parole di Mohammed, 42 anni, padre di tre figli, sfollato da Rafah a Deir al-Balah, non sono solo una testimonianza. Sono il titolo – terribile, urgente – del nuovo rapporto che Amnesty International dedica alla situazione nella Striscia di Gaza.
Il documento sarà presentato sabato 29 giugno alle 17 a Perugia, al Cinema Méliès in via della Viola 1, in un incontro pubblico organizzato da Amnesty International Perugia. A illustrare le conclusioni del rapporto sarà Riccardo Noury, portavoce nazionale dell’organizzazione, introdotto da Letizia Lare Lantone e Lorenzo Gimona, rispettivamente vice-responsabile e attivista del gruppo locale.

Il titolo del rapporto, “Ti senti come se fossi un subumano: il genocidio di Israele contro la popolazione palestinese a Gaza”, non è solo una citazione: è un’accusa. Amnesty denuncia che Israele ha commesso – e continua a commettere – atti configurabili come genocidio contro la popolazione palestinese di Gaza, in violazione della Convenzione internazionale sul genocidio del 1948. Nel dossier, frutto di indagini condotte sul campo e raccolte di testimonianze, Amnesty documenta uccisioni di massa, danni fisici e mentali gravi, e la deliberata imposizione di condizioni di vita insostenibili, con l’obiettivo, si legge nel rapporto, di «distruggere fisicamente la popolazione palestinese nella Striscia».
«Israele ha trattato la popolazione di Gaza come un gruppo subumano, non meritevole di diritti umani e dignità» dice la segretaria generale di Amnesty, Agnès Callamard, sottolineando la necessità di fermare questa spirale distruttiva, agita nella totale impunità.
Alle 19:30, al termine della presentazione, ci si sposterà per un presidio in piazza della Repubblica (non in piazza Italia come precedentemente comunicato dall’associazione), promosso dal gruppo perugino di Amnesty per chiedere lo stop immediato al genocidio. All’appello hanno risposto numerose realtà sociali, culturali e studentesche del territorio, come il Centro ricerca intervento sociale, Libera, Legambiente, Sinistra universitaria – Udu, AltraScuola – Rete degli studenti medi, circolo Arci ‘Il Porco Rosso’, Fondazione Perugia-Assisi, Ponte solidale, Le donne in nero, Una Regione per restare, Uds, Link, All eyes on Palestine e Emergency.
