di Fabio Toni
Il consorzio di bonifica Tevere – Nera, la cui tassa è da anni sotto attacco da parte di comitati civici e mondo politico, dice la sua su alcune questioni all’ordine del giorno. In attesa che l’imminente riforma endoregionale faccia emergere una linea condivisa sul destino dei consorzi stessi.
La tassa ha un senso Uno dei «must» negli attacchi rivolti al consorzio Tevere – Nera è che la tassa omonima vada abolita perché già compresa (dal punto di vista della tutela idrogeologica del territorio) nei tributi della fiscalità generale. Il punto è che i soldi statali tardano ad arrivare (o forse non arriveranno proprio). «Lo dimostra – spiegano dal consorzio – il fatto che l’assessore comunale Ricci, contestualmente alla firma del protocollo sulla tutela idrogeologica, abbia ammesso che non ci siano soldi sufficienti per contrastare i rischi idraulici. La fiscalità generale e gli stessi enti locali non sono in grado di sostenere gli interventi necessari».
Attacco alla Provincia Da qualche tempo i rapporti fra consorzio e provincia di Terni non sono dei migliori, nonostante esista un protocollo fra i due organismi che il Tevere – Nera sostiene di «rispettare correttamente, mantenendo un invidiabile equilibrio di bilancio». Nel mirino del consorzio è finito anche il presidente della provincia Feliciano Polli che «da un lato disconosce il prezioso contributo del consorzio, salvo poi richiederne silenziosamente l’aiuto per l’esecuzione degli interventi, consapevole della propria ridotta capacità di spesa».
La difesa A sostegno delle tesi circa la propria sopravvivenza, il consorzio Tevere – Nera snocciola anche i dati sugli interventi realizzati dall’inizio dell’anno. Dalla sistemazione idraulica del fiume Nera (tuttora in corso) fino alle opere di prevenzione sulle aree adiacenti i torrenti Naja, Rio Grande e molto altro ancora. «Tutte opere – dicono – volte alla tutela idrogeologica del territorio». Il consorzio rivendica anche interventi nell’ambito formativo, indirizzati a volontari e studenti.
Riforma in vista A breve verrà varata la riforma endoregionale e il consorzio Tevere – Nera si dice «perplesso» per alcune ipotesi avanzate, come quella di dare vita ad un unico ente consortile con competenza soltanto nell’irrigazione. Le altre mansioni verrebbero affidate all’Agenzia forestale che nascerà dalla soppressione delle comunità montane. In realtà la partita è aperta e più che sul numero dei consorzi, si giocherà proprio sulle competenze da attribuire ai vari organismi.

