di F.T.
Un carico. L’ennesimo, nell’ormai annosa partita che giocano il consorzio Tevere-Nera e il comitato che si oppone al pagamento della tassa che ne porta il nome. Nel mirino del comitato, stavolta, è finita l’ultima ondata di cartelle inviate ai cittadini. Ma non solo. Perché le contestazioni riguardano anche due assunzioni a tempo indeterminato effettuate dall’ente. Ed è scattato un esposto alla Procura della Repubblica di Terni.
L’escamotage «Una legge regionale del 2012 vieta l’invio di cartelle esattoriali inferiori ai 17 euro – dicono i rappresentanti del comitato – e il consorzio ha modificato la destinazione dell’importo richiesto, pari a 10 euro e 80 centesimi, da ‘costo di gestione’ a ‘beneficio di tutela idraulica’, ma si tratta di un escamotage che non tiene», contro il quale sono pronti a dare battaglia. «Soprattutto perché agli ‘avvisi bonari’ che il consorzio ha inviato, agli occhi dei cittadini rappresentano una vera e propria richiesta di tributo e quindi impugnabile di fronte alla giurisprudenza».
LA PROTESTA DEL COMITATO IN REGIONE. IL VIDEO
Polemica infinita Già nei giorni scorsi la polemica era tornata a divampare, dopo che il consorzio – che in precedenza aveva deliberato la sua sospensione – era tornato a chiedere il pagamento del tributo per l’anno 2007, citando le sentenze favorevoli («4.500 ricorsi vinti nei vari gradi di giudizio») e l’assenza di risposte da parte della regione Umbria in relazione ad una sua proposta: nessuna riscossione e tentativo di chiudere il contenzioso recuperando gli 800 mila euro mancanti all’appello con risparmi interni (300 mila euro) e contributi regionali (500 mila). Un’idea avallata anche dagli altri due consorzi regionali. «Purtroppo, però – aveva spiegato l’ente – non abbiamo ricevuto alcuna risposta dalla Regione».
FOTOGALLERY. LA PROTESTA A PERUGIA DEL COMITATO
Le assunzioni In merito alle due assunzioni a tempo indeterminato, che poi sarebbero le trasformazioni di contratti già esistenti, ma a tempo determinato, il comitato chiede di verificare che queste siano «indispensabili e funzionali all’attività», visto che «c’è una legge che vieterebbe qualsiasi tipo di assunzione, ci chiediamo e chiediamo di verificare se è vero che in Italia le leggi sono uguali per tutti, oppure no». E visto il putiferio che, sul tema, si è scatenato, nei giorni scorsi, con la vicenda che ha interessato la Provincia di Terni, è facile immaginare il tipo di battaglia che su questo caso si scatenerà.
Atto dovuto L’esposto inviato alla Procura, secondo gli abolizionisti, è un«atto dovuto, considerata l’assenza di risposte da parte del consorzio di bonifica alle tante questioni sollevate e che interessano migliaia di cittadini». E alzano pure il tiro, perché chiedono che «venga verificato l’operato, non solo del consorzio, ma anche della regione, sia per quanto riguarda gli organi politici che amministrativi».
