di Chia.Fa.

Città della Pieve è pronta ad accogliere e esporre il tesoro etrusco sequestrato a due tombaroli di zona lo scorso novembre. Il sindaco Fausto Risini punta infatti all’assegnazione in favore del museo civico diocesano del patrimonio archeologico dal valore di circa 8 milioni di euro recuperato nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Procura di Perugia.

VIDEO: IL TESORO SEQUESTRATO AI TOMBAROLI

La volontà del territorio è stata esplicitata dal primo cittadino con una lettera indirizzata al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che ha poi incontrato martedì scorso a San Casciano nell’ambito della presentazione dei nuovi reperti etruschi. In questa sede, Risini ha quindi «ribadito la nostra piena disponibilità a collaborare all’indagine archeologica preliminare nell’area di interesse e chiesto che i reperti di questo ultimo ritrovamento vengano assegnati al più presto, una volta dissequestrati, al nostro Comune e ricongiunti al loro contesto funerario di provenienza, quello della gens Pulfna, ritrovato nel 2015 e già presente a Città della Pieve all’interno del Museo civico diocesano di Santa Maria dei Servi».

In questo quadro, il sindaco ha evidenziato che «il nostro museo è di assoluta bellezza e pregio, oltreché adatto a ospitare tutti i reperti, perché adeguato dalla nostra amministrazione alle più recenti normative in materia di sicurezza, conservazione e valorizzazione. L’edificio custodisce altresì, al piano superiore, la Deposizione della croce realizzata da Pietro Vannucci detto il Perugino nel 1517 ed è già meta di molti visitatori, ma con questi ulteriori reperti etruschi, che andrebbero ad arricchire la narrazione della storia del nostro territorio, avremmo sicuramente un’aggiuntiva incidenza positiva sugli arrivi e le presenze, permettendo un ulteriore canale di sviluppo turistico, vitale per questa città e questa area di confine, cerniera tra Umbria e Toscana». 

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