L’ingresso di palazzo Murena a Perugia, sede del Rettorato
L’ingresso di palazzo Murena a Perugia, sede del Rettorato

di Iv. Por.

Sembra essere improvvisamente finita, per i laureandi svogliati, la pacchia del copia-incolla. L’ università di Perugia, insieme a molti altri Atenei italiani, ha intenzione di scatenare una vera e propria caccia senza sconti al “plagiatore” di tesi altrui. Come spiega il prorettore Antonio Pieretti al Sole 24 Ore Centronord.

Stop alle lauree «Cari studenti, oggi niente laurea: le vostre tesi sono copiate». Come già riportato da Umbria24.it se lo sono sentiti dire due studenti di Scienze della comunicazione di Perugia quando, a pochi minuti dalla discussione, con tanto di parenti e amici al seguito, hanno visto avvicinarsi il controrelatore per dir loro che potevano dimenticarsi di laurearsi quel giorno: se ne riparla nella sessione di novembre con una tesi tutta da rivedere. Stesso episodio, pochi giorni dopo, sempre a Perugia, ma a Scienze politiche.

Più responsabilità ai docenti Niente strumenti multimediali, come usano ad esempio le università di Fireze, Bologna e Urbino, ma maggiore responsabilizzazione di docenti e studenti. «In passato i casi erano meno frequenti perché la rete non c’era o era sguarnita – spiega Pieretti -. Il problema oggi è rilevante e pesante perché è impossibile controllare tutte le tesi». Allo studio ci sono diversi accorgimenti per tagliare alla radice le cattive abitudini. «Modificare le tesi triennali per farne esercizi di scrittura e ricerca propedeutici alla tesi vera e propria, magari incentrandole su un libro soltanto e spingendo a un’analisi precisa e puntuale», dice Pieretti che insiste poi nel «pretendere dai docenti un controllo più sistematico e organico introducendo nella loro valutazione il controllo sulle tesi» anche se «mi amareggia dire che qualche docente non è esente da comportamenti che fanno da cattivo esempio».

Consiglio di disciplina Ma la vera svolta per l’ateneo perugino dovrebbe arrivare con il nuovo statuto, di prossima approvazione. «Ci sarà un capitolo sui diritti e doveri degli studenti – afferma il prorettore -: verrà prevista l’istituzione di un consiglio di disciplina in grado di giudicare quegli studenti che si siano comportati in modo poco corretto e potranno anche essere allontanati dall’università».

A Firenze La facoltà di Scienze politiche dell’università di Firenze, invece, è stata la prima in Italia a dotarsi di un software antiplagio (Compilatio.net). Dall’ottobre del 2009 i docenti possono infatti contare su un sistema (Magister) che rintraccia automaticamente le parti copiate da internet e le segnala tramite un apposito rapporto. Non tutte le segnalazioni corrispondono a reato; sta al docente andare a controllare se si tratta di una citazione con la nota e le virgolette o se effettivamente c’è plagio. Dal primo giugno ad oggi, su 95 documenti caricati nel sistema, 35 sono risultati con più del 10% di similitudini (ovvero su un documento di 100 pagine, 10 pagine si trovano uguali su internet), con punte del 44% e del 5% come percentuale minima. «Il software antiplagio – spiega la professoressa Brunella Casalini, associato di Filosofia politica dell’ateneo fiorentino – è partito da due anni per il controllo sistematico di tutte le tesine triennali che gli studenti sono invitati a depositare». C’era infatti il sospetto di alcuni copia-incolla su internet. L’uso del software è previsto da parte di tutti i docenti che, tramite password, possono controllare le parti sospette. Il programma viene inoltre utilizzato a scopo di archivio e per la visione delle tesine da parte della commissione.

Il prorettore Antonio Pieretti

Il business delle tesi comprate Un altro fenomeno nel mirino è quello delle tesi fatte fare su commissione per le quali esiste un vero e proprio tariffario.  Mille euro o poco più per una tesi compilativa di lettere o scienze della comunicazione, prezzi assai più salati per facoltà come giurisprudenza o economia. Più raro trovare un aiuto per facoltà come ingegneria. I giornali locali di annunci sono ricchissimi di offerte di aiuto per la compilazione di tesi. Quasi sempre si tratta di ex studenti che, per arrotondare, ufficialmente offrono aiuto per affiancare il laureando.

Società specializzate Ma il business è tanto ricco che non interessa solo i privati. Ci sono società che, listino alla mano, offrono affiancamento al laureando ma anche altre (una particolarmente nota sul web) che non fanno mistero di una vera e propria offerta di tesi originali già pronte. Ciò che si vende è un pacchetto completo: dato un titolo, in una settimana viene preparato e spedito allo studente un indice, per poi passare alla stesura capitolo per capitolo, con tanto di correzioni apportate dal docente. Prezzo, si parte da 1.200 euro.

L’idea di Pieretti «Quello delle tesi comprate non è un fenomeno recente – spiega il prorettore Pieretti. Si può far fronte se il docente controlla il percorso che lo studente compie. Un’idea potrebbe essere far fare una prova scritta allo studente qualche giorno prima della discussione, controllando così il linguaggio e lo stile».

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