La celebrazione in tenda per Sant'Eutizio

di C.F.

«Abbiamo un sogno: vedere quanto prima le impalcature intorno all’abbazia Sant’Eutizio». Non ci gira intorno il vescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, durante l’omelia per la festa del santo che, nella Valle Castoriana tra Norcia e Preci intorno al 500 dopo Cristo, avviò la primordiale forma di vita cenobitica, invitando gli eremiti presenti nel circondario a riunirsi e a vivere insieme.

«Sogniamo la messa in sicurezza di Sant’Eutizio» La celebrazione religiosa, presieduta dal vescovo Boccardo e concelebrata con molti parroci, tra cui quello di Sant’Eutizio don Luciano Avenati, si è svolta nel prato ai piedi del complesso monumentale, gravemente distrutto dai terremoti del 26 e 30 ottobre 2016. Le violente scosse hanno, infatti, provocato la frana di un costone di montagna, piombato con una valanga di terra e roccia sull’abbazia, principale tesoro della comunità di Preci, ma non solo: «Da soli non ce la facciamo – ha detto il presule – c’è bisogno con urgenza di una cordata per far rifiorire questo gioiello della fede, unendo le forze per avvicinarsi alla meta». Traguardo che, per ora, il vescovo Boccardo definisce «un sogno» anche solo per quanto riguarda la messa in sicurezza dell’abbazia.

La messa a due passi dalle macerie Davanti al sindaco di Preci, Pietro Bellini, e all’assessore regionale Giuseppe Chianella, il presule ha poi esortato a seguire l’esempio di Sant’Eutizio: «La nostra preoccupazione – ha proseguito – è giustamente la ricostruzione. Ma se pensiamo solo ai muri delle case, delle chiese e degli edifici è poca cosa. Sant’Eutizio, quando invitò gli eremiti presenti nel circondario a riunirsi a vivere insieme, ma prima pensò alla costruzione degli uomini e solo poi a quello dei muri, nello specifico dell’abbazia che porta il suo nome. Anche noi oggi siamo chiamati – ha evidenziato Boccardo – ad avere un progetto alto per le nostre comunità, a sognare. Certo, so che c’è delusione e frustrazione per i ritardi nella ricostruzione, ma non serve fare le liste dei lamenti, bensì occorre bisogna guardare avanti con forza e senza recriminazioni, perché – ha concluso – la cosa più urgente è ridare un senso alle nostre vite da ricercare nei gesti quotidiani e monotoni, rifondare le relazioni comunitarie su basi solide: solo così la ricostruzione dei muri sarà significativa».

VIDEO: POMPIERI TORNANO A SANT’EUTIZIO

Pompieri recuperano beni e oggetti sacri A impegnarsi per Sant’Eutizio è stato l’assessore regionale Chianella, che ha assicurato «l’impegno massimo della Regione per Sant’Eutizio. Io sono architetto – ha detto – e vedere l’abbazia in queste condizioni è una grande ferita. Condivido le parole del vescovo, per il quale è prioritario ricostruire le relazioni nelle comunità e poi i muri, ma le impalcature a Sant’Eutizio arriveranno presto». Intanto qui negli ultimi giorni sono tornati a lavorare i vigili del fuoco impegnati nelle operazioni di rimozione degli arredi religiosi presenti all’interno del complesso monastico, caro a San Benedetto e San Francesco.

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