di Chiara Fabrizi
Si accelera per le prime cento casette di Norcia. Sono scattati gli interventi di urbanizzazione per la realizzazione dei due campi in cui al massimo entro la fine di gennaio la protezione civile regionale conta di collocare i primi 37 moduli, mentre i restanti 63 verranno installati nella zona industriale di Norcia.
Le prime cento casette In particolare si tratta delle cento casette ordinate dopo il sisma del 24 agosto quando a seguito delle verifiche di agibilità venne definito un fabbisogno di cento soluzioni abitative di emergenza (sae) tutte concentrate nel territorio comunale di Norcia. Gli interventi di urbanizzazione per le prime 37 casette sono stati affidati dalla Regione a due ditte che hanno spostato ruspe e mezzi da lavoro in un appezzamento di terreno di viale XX Settembre dove ne verranno collocate venti, mentre le altre diciassette saranno montate nella frazione di San Pellegrino, qui giovedì è anche stato fatto il primo basamento in cemento. Per il terzo e più consistente campo sae è stata affidata da un paio di giorni con una gara della Regione la progettazione delle urbanizzazioni per le quali vengono concessi ai tecnici fino a venti giorni di tempo. Una volta consegnato il progetto, la protezione civile indirà una seconda gara per l’esecuzione degli interventi, l’avvio è previsto al massimo per i primi giorni di gennaio.
Tra Norcia, Preci e Cascia ne serviranno 400 Ma il lavoro si muove su due binari, come due sono stati i terremoti che hanno colpito l’Umbria. Se per le casette richieste dopo il 24 agosto tempi e modalità si sono delineati, diverso è il discorso per la ben più distruttiva scossa del 30 ottobre. E infatti con oltre 25 mila sopralluoghi fin qui richiesti, di cui 14 mila nella zone epicentrale (Norcia, Preci, Cascia e Monteleone) al momento la questione sae resta nel perimetro delle stime. Per ordinare le casette infatti occorre disporre della scheda Aedes che risultano in alto mare anche in Alta Valnerina, in tutti i Comuni si è infatti proceduto con le verifiche fast compiute a tappeto ossia sull’intero patrimonio edilizio. In questo senso non è escluso che nelle prossime ore il commissario per la ricostruzione, Vasco Errani, possa rivedere con ordinanza il meccanismo che ha fin qui regolato i sopralluoghi tecnici. Le prime stime sul fabbisogno di casette dopo il terremoto di magnitudo 6,5 comunque circolano. Si apprende infatti dalla protezione civile regionale che potrebbero occorrere complessivamente tra le 390-400 casette, comprese le cento della prima tranche. Di queste circa 300 dovrebbero servire a Norcia, mentre le restanti verrebbero distribuite tra Cascia e Preci.
Campi container Intanto, però, c’è da superare l’inverno polare della montagna consegnando entro Natale i campi container, come più volte assicurato. Qui l’impressione è che l’impegno sarà mantenuto per i cinque prefabbricati da 48 posti ciascuno destinati all’area di viale XX Settembre in cui sta operando per le urbanizzazioni il Genio militare già da martedì, mentre per gli altri sei campi (Popoli, Ancarano, Savelli, San Pellegrino, Frascaro) in cui andranno collocati i restanti dieci container collettivi i lavori non sono iniziati e si attende la pubblicazione della gara con cui il Comune dovrà affidare l’esecuzione delle opere di urbanizzazione progettate. Gli uomini dell’Esercito realizzeranno anche le urbanizzazioni del campo di Popoli ma non prima di aver finito il lavoro in viale XX Settembre.
Stalle Terremoto e aziende agricole danneggiate al centro anche del tavolo verde convocato dall’assessore regionale, Fernanda Cecchini, che ha chiesto alle associazioni agricole massima collaborazione per gestire la delicata fase. Nei giorni scorsi è emerso che gli allevatori hanno complessivamente bisogno di circa cento stalle temporanee per superare l’inverno, quindici quelle ordinate dopo il 24 agosto: «In tempi brevi – ha ribadito l’assessore – contiamo di dare risposte adeguate a tutti ma in questa fase di transizione, in cui ci saranno ancora forti disagi, la collaborazione di chi è costantemente a contatto diretto con gli allevatori è indispensabile per alleviare il più possibile i disagi delle persone e dell bestiame continuando a lavorare per ripartire al più presto».
Beni culturali Oltre 900 segnalazioni per danni su beni culturali. Giovedì pomeriggio la presidente Marini ha convocato la riunione operativa col direttore regionale dei vigili del fuoco, Raffaele Ruggiero, e la soprintendente Marica Mercalli. Attualmente restano sei i cantieri aperti per la messa in sicurezza del patrimonio culturale: a Norcia basilica di San Benedetto, cattedrale di Santa Maria, chiesa di San Francesco, Porta Romana e chiesa di San Salvatore a Campi; a Preci abbazia di Sant’Eutizio: «Dobbiamo continuare nell’opera di messa in sicurezza di chiese, mura urbiche, palazzi storici e degli altri beni culturali – ha detto la presidente Marini – e per questo abbiamo definito insieme il cronoprogramma degli interventi e le competenze per quanto riguarda tutte le fasi di intervento e i vari aspetti da prendere in considerazione, compresa la sistemazione delle macerie, parte integrante del percorso finalizzato alla messa in sicurezza e alla ricostruzione, anche alla luce delle misure contenute in particolare nel secondo decreto legge per le zone terremotate».
@chilodice
