di Chiara Fabrizi
Previste altre 50 mila tonnellate di macerie pubbliche. Ma ora c’è da passare al pettine il nodo delle macerie private. A due anni dal terremoto più violento si tirano le fila sulla rimozione e gestione delle macerie prodotte dal sisma di cui si sta occupando la Valle Umbra Servizi, ora guidata dal neo presidente Lamberto Dolci.
Bilancio a due anni Nel sito di Misciano (Norcia) sono state finora stoccate 94 mila tonnellate di macerie a fronte delle 100 mila inizialmente stimate, ma ne arriveranno altre 50 mila circa. Di quelle già a Misciano circa 70 mila sono state trattate e circa 30 mila reimpiegate sulle strade. Ora, però, c’è il nodo delle macerie private che non sono assimilate a rifiuto solido urbano, mentre sono classificate come “speciali”.
Nodo private In questo senso, mercoledì in Regione si è tenuto un incontro per stabilire come procedere. «Ci sono imprenditori interessati – ha detto l’assessore comunale di Norcia Giuliano Boccanera – ma è chiaro che devono essere sottoposti all’intero iter autorizzativo e i tempi si allungano». Le macerie andrebbero tenute sul territorio «perché – spiega Boccanera – portarle altrove, tipo Camerino, significa far spendere cifre importanti ai cittadini: a carico del proprietario, infatti, c’è il costo di trasporto oltre l’undicesimo chilometro».
Serve modifica Alla prima uscita il presidente Dolci afferma: «Noi ci candidiamo a gestirle, come vedete a Misciano c’è disponibilità e un impianto pronto». Ma serve una modifica legislativa sulla classificazione delle macerie private, la cui quantificazione è allo stato impossibile, anche se il quantitativo si annuncia superiore a quello pubblico già trattato.
