di Ivano Porfiri
Ben 975 scosse di terremoto di magnitudo 3 o superiore in poco più di un anno circa, una media di tre al giorno, ma in realtà quasi tutte concentrate nei cinque mesi scarsi che vanno dal 24 agosto al 15 gennaio. Il grafico interattivo elaborato da Umbria24 su dati Ingv dal 1/1/2016 al 15/1/2017 vuole mettere in evidenza la distribuzione temporale e territoriale delle scosse significative della sequenza del Centro Italia, quelle cioè realmente percepite dalla popolazione.
Umbria colpita in piccola parte La mappa mostra come la gran parte degli eventi sia concentrato nell’angolo di territorio a cavallo tra Lazio, Marche, Abruzzo e Umbria, con la nostra regione colpita sì in modo duro, ma solo per una piccola parte corrispondente alla Valnerina, allo Spoletino, all’Orvietano e in un singolo caso alla zona di Gubbio. Ragione questa, tra l’altro, per ribadire la necessità che su eventi delicati come il terremoto si usi la maggior cura possibile nella divulgazione delle informazioni e dei dati. Ad esempio, associare la provincia a un epicentro talvolta molto lontano dal capoluogo, può creare danni di immagine non indifferenti per le ricadute sul turismo.
Decine di migliaia di scosse Tornando ai dati, se si scende di magnitudo sotto a 3, quindi includendo terremoti molto spesso non avvertiti dalla popolazione neppure nelle località vicine all’epicentro, le scosse salgono a decine di migliaia. Nel solo mese di novembre, ad esempio, gli eventi sono stati 12.293 con una media giornaliera di oltre 400 e a dicembre 10.663, con una media quotidiana di 320 eventi. Nei giorni immediatamente successivi al 30 ottobre (data della scossa di magnitudo 6.5), gli eventi sono stati oltre 500-600 al giorno.
Novembre da record Stando all’Ingv, il numero di terremoti localizzati nel mese di novembre 2016 rappresenta il più alto numero mai registrato in un mese dalla Rete sismica nazionale dalla sua nascita (inizio anni ’80) ad oggi. Nonostante ciò, rispetto ad ottobre, c’è un calo sensibile dei terremoti sia di magnitudo maggiore di 4 che di magnitudo maggiore di 3.
Calo di terremoti in dicembre Nel mese di dicembre, infine, la sismicità è stata molto simile al mese precedente con 10.600 terremoti in Italia, di cui circa 10.000 nell’area della sequenza dell’Italia centrale, localizzati soprattutto nell’area a nord nei pressi di Pieve Torina (provincia di Macerata) e anche a sud in Abruzzo tra Montereale e Capitignano in provincia dell’Aquila. A dicembre è ancora in diminuzione il numero di eventi della sequenza di magnitudo maggiore di 4 (solo uno avvenuto l’11 dicembre di magnitudo 4.3) e anche quelli di magnitudo compresa tra 3 e 4, scesi a circa una cinquantina.
