Il lago formato dal fiume Sordo tracimato

di Chiara Fabrizi

Il fiume Sordo tracima anche in altri punti e il lago formatosi dopo il terremoto si allarga. E’ altissima la guardia intorno al corso d’acqua che in zona Villa di Serravalle (Norcia) ha allagato un campo coltivato di 7 mila metri quadrati scoperto sabato dalla Forestale che, dopo averlo sorvolato con un drone e compiuto i primi accertamenti, ha immediatamente allertato tutte le autorità.

Fiume Sordo sorvegliato speciale Lunedì mattina a compiere un sopralluogo è stata la protezione civile coi tecnici di Regione e Provincia, oltreché quelli del Genio militare. Qui è stato accertato come la portata del fiume Sordo risulti triplicata a seguito del terremoto del 30 ottobre, passando da mille litri al secondo a oltre tremila. L’imputato principale resta l’affluente tornato a scorrere dopo quaranta anni, ossia il torrente Torbidone di Norcia sparito dopo il sisma del 1979 e riaffiorato la mattina della terribile scossa di magnitudo 6,5. Ma l’alveo del Sordo così come gli argini non hanno retto e il fiume ha tracimato in più punti. L’allagamento più significativo è naturalmente visibile in zona Villa di Serravalle, ma dalla Forestale spiegano che ci sono problemi anche più a Nord e a più Sud, oltreché in prossimità di un paio di ponti.

Scavi per abbassare l’alveo Il fiume minaccia quindi i vicini campi coltivati e in prossimità delle Marcite anche un’abitazione lievemente danneggiata dal terremoto dove nei pressi è comunque alloggiata la famiglia proprietaria. L’intervento di messa in sicurezza del Sordo è quindi urgente, tanto che in azione potrebbe tornare il Genio militare, lo stesso che ha domato il Torbidone. L’ipotesi di lavoro in questo caso prevederebbe l’abbassamento dell’alveo del fiume attraverso attività di scavo, così da aumentare la capacità del corso d’acqua al momento gravemente insufficienti. Dal sopralluogo è anche emersa la necessità di avviare nel medio periodo la progettazione per il rifacimento degli argini del Sordo, per i quali occorrerà reperire sostanziose risorse.

Patto da 100 mila euro tra Regione e Anci Ieri mattina la giunta regionale ha poi formalmente deliberato il patto tra Anci Umbria (l’associazione dei Comuni) e la protezione civile regionale per le attività di supporto alla gestione dell’emergenza. Già, dall’indomani del sisma del 24 agosto, Anci ha coordinato la disponibilità di personale tecnico amministrativo arrivato nell’area epicentrale da altri Comuni. In questo senso l’atto varato dalla giunta regionale su proposta della presidente Catiuscia Marini prevede «l’erogazione del contributo di 100 mila euro in favore di Anci per proseguire almeno fino al prossimo 31 dicembre le attività verso il ripristino del normale funzionamento degli enti locali».

Conferenza episcopale umbra Oggi nell’Alta Valnerina distrutta dal terremoto è atteso il cardinale Gualtiero Bassetti e i vescovi Umbria che incontreranno le popolazioni colpite e prenderanno visionei dai danni provocati da tre mesi di sisma alle chiese del comprensorio, dall’abbazia di Sant’Eutizio alla basilica di San Benedetto. In particolare i vescovi pranzeranno nella tensostruttura di Ancarano che ospita l’intera comunità, poi alle 15.30 si sposteranno a Norcia nella tensostruttura sede del centro pastorale (pista di pattinaggio) dove il cardinale Bassetti officerà la celebrazione religiosa: «Quello che in questo momento sta più a cuore alla Chiesa – afferma il porporato – è lo stato d’animo delle persone avvolte da tanta angoscia e preoccupazione. La Chiesa è loro vicina con la preghiera e con gesti concreti di solidarietà messi in campo attraverso la rete della Caritas, italiana e regionale, con progetti socio-pastorali di prossimità di medio-lungo periodo rivolti a famiglie e comunità parrocchiali. La nostra, poi, è una presenza in una comunità ferita anche spiritualmente, che va aiutata a ritrovare la speranza nella ricostruzione del proprio tessuto ecclesiale e sociale. Dinanzi a gravi calamità naturali come il terremoto – conclude il presidente della Conferenza episcopale umbra – non possiamo, come uomini e come cristiani, lasciarci sopraffare dall’angoscia e dalla paura anche se sono comprensibili».

@chilodice

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