Ilaria e Lorenzo di fronte al campo di zafferano (foto Fabrizi)

di C.F.

Circa 72 milioni fino al 2018. È stata direttamente l’assessore regionale Fernanda Cecchini a quantificare lo sforzo del governo per il piano di rilancio del comparto agricolo umbro, ossia l’assunzione da parte dello Stato della quota regionale del cofinanziamento per il Programma di sviluppo rurale. Da Bruxelles, poi, si apprende che in aggiunta ai 42,7 miliardi già riconosciuti all’Italia per il settennato 2014-2020 arriveranno altri 1,6 miliardi per le quattro regioni del Centro Italia colpite dal sisma.

72 milioni per rilanciare il comparto agricolo  La quota destinata all’Umbria non è ancora nota, ma si sa che sarà inferiore a quella di Lazio e Marche, mentre è stabilito che gli aiuti andranno destinati al dissesto idrogeologico, all’occupazione giovanile ma soprattutto per l’alleviare l’emergenza economica delle imprese. A dettagliare gli interventi previsti per il comparto agricolo nell’ambito del decreto terremoto è stata mercoledì l’assessore Cecchini: «Il pacchetto di misure prevede un vero e proprio piano strategico di rilancio da 220 milioni di euro a carico dello Stato, finalizzate anche alla promozione e commercializzazione dei prodotti, che saranno messe a disposizione attraverso l’assunzione da parte del ministero per le Politiche agricole della quota regionale di cofinanziamento. Si tratta – ha sottolineato l’assessore – di una misura di straordinaria importanza che per l’Umbria si traduce in circa 72 milioni di euro di risorse. Una cifra decisamente consistente che ci mette nelle condizioni di poter operare efficacemente per la ripresa e lo sviluppo dell’attività agricola e zootecnica nei territori colpiti». Ergo: «Già nei prossimi giorni si inizierà a lavorare, con il coinvolgimento dei diversi soggetti interessati e la convocazione del ‘tavolo verde’, per dare attuazione alle indicazioni del governo nell’ambito di progetti ed azioni a valenza multiregionale».

«Mi sembra che governo sia partito bene» Mercoledì a Norcia, poi, si è riunita la Cisl umbra con la segretaria generale Annamaria Furlan: «Norcia è infatti un paese che è stato ricostruito a causa dei passati terremoti e che ha retto bene alle scosse del 24 agosto proprio perché le opere antisismiche realizzate nei modi dovuti con grande correttezza, trasparenza, legalità, sostegno al lavoro ed efficacia hanno consentito che non si sommasse un altro dramma alla tragedia che ha colpito l’Italia centrale. Ecco perché siamo convinti che per mettere in sicurezza tutto il territorio nazionale bisogna andare avanti con questo modello». Poi il commento alle misure approvate martedì dal governo: «Mi sembra che il si stia partendo bene, anche il decreto varato dal Consiglio dei ministri sembra voler valorizzare trasparenza, correttezza, responsabilità, partecipazione delle istituzioni e delle parti sociali. Dobbiamo andare avanti seguendo questa strada e creare, così, le condizioni perché un paese che è stato tanto volte afflitto da fenomeni sismici possa davvero essere messo in sicurezza». Furlan ha poi parlato delle priorità della prossima manovra finanziaria, ricordando come sia necessario «puntare su crescita e sviluppo, ossia l‘unico modo – ha detto la segretaria generale della Cisl – per creare lavoro nel nostro paese». Inevitabile un passaggio sul sostegno al welfare in vista della legge di bilancio: «Una parte di questo noi l’abbiamo realizzata attraverso un confronto opportuno ed importante sulla questione della previdenza e poi, ma non per ultimo, il rinnovo dei contratti e del contratto pubblico per tanti milioni di lavoratori che ancora aspettano, il cui sblocco è alla base di una vera riforma della Pubblica Amministrazione. Quindi crescita, sviluppo, welfare rinnovo contratti Pubblica Amministrazione devono essere i capi saldi che fanno cambiare marcia al paese».

@chilodice

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One reply on “Terremoto, 72 milioni per rilanciare il comparto agricolo umbro: «Subito tavolo verde»”

  1. Il governo è partito malissimo non bene.
    Basta vedere quello che fu fatto nel 1997, per accorgersi che tutto quello che viene sponsorizzato sono solo briciole.
    Grazie all’esperienza del 1997 che ha riguardato 2 delle 4 regioni interessate oggi dal sisma, bastava prendere lo stesso quadro normativo e apportare semplici correttivi (principalmente i soldi da erogare a metro quadrato di edificio e il cambio delle norme tecniche) per ripartire subito con gli interventi più “leggeri”.

    La tanto sponsorizzata “esperienza” della Regione Umbria non è stata minimamente presa in considerazione.

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