Imprenditrici umbre con esperienze internazionali che mettono a disposizione le loro competenze per la ricostruzione post terremoto. Di questo si parla nella trasmissione «Testimonianze dall’Umbria» condotta da Mario Mariano in onda martedì su Tef Channel alle 21.30 (in replica il giovedì alle 18 e il sabato alle 20). Progetti di lungo respiro frutto di riflessioni e di esperienze passate che non hanno messo l’Umbria in sicurezza. «Occorre ripensare il concetto di ricostruzione tradizionale – dice Anna Amati, vicepresidente di Meta Group, azienda internazionale che opera nel settore dell’innovazione e dello sviluppo economico -, impensabile seguire modelli che non hanno retto, occorre pensare a uno smart village, salvaguardando così le aspettative della gente».
Angelantoni Gli ospiti hanno dato risposte concrete: «Il rilancio del turismo diventa prioritario dopo che ha fatto il giro del mondo la notizia che oltre alla Valnerina anche altre territori sono stati fortemente danneggiati – sostiene Federica Angelantoni, imprenditrice alla guida di un gruppo di aziende con oltre 500 dipendenti-. Assieme ad altre donne impegnate nella gestione di strutture ricettive stiamo elaborando un progetto per testimoniare che l’Umbria, in attesa della ricostruzione delle zone terremotate, ha tanti altri gioielli da mostrare».Testimonianze sono arrivate anche dalla Sicilia dove l’architetto Ida Giostra ha realizzato un sito archeologico ricostruendo virtualmente la città di Noto, distrutta secoli fa da un terremoto.
Solidarietà Toccanti le testimonianze del sindaco di Magione Giacomo Chiodini, che ospita 300 sfollati della Valnerina e di Patrizia Babini, vicepresidente Aned, associazione di pazienti dializzati e trapiantati che ha raccontato della catena di solidarietà che si è messa in moto per regalare ad un associato di Norcia una roulotte. «In meno di tre giorni – racconta – è stata raccolta la somma per l’acquisto del mezzo che ha permesso a una famiglia di trovare un minimo di confort e trasferire il mezzo dalla città d’acquisto, Verona, a Norcia». Nell’operazione «Rimbocchiamoci le maniche» un apporto è venuto anche da Gemma Bracco, consigliera della provincia di Perugia delle pari opportunità e da Jean Luc Bertoni, ideatori del premio Umbria in rosa: «È necessario – dicono – fare rete, unire le competenze, chiamare a raccolta le professionalità dell’Umbria e rafforzare lo spirito di imprenditori che vogliono mettersi a disposizione delle istituzioni per firmare un grande progetto di ricostruzione moderna».
