Villa maria luisa

di Marco Torricelli

Sulla vicenda di Villa Maria Luisa, la casa di riposo al centro delle indagini per i presunti maltrattamenti ai danni degli anziani ricoverati, il tribunale del riesame non si è ancora espresso, ma intanto, arriva una presa di posizione, forte, del sindacato Spi Cgil.

La richiesta «Quella struttura – dice Luigino Mengaroni, segretario del sindacato dei pensionati – deve essere chiusa. Immediatamente». Per Mengaroni, infatti, «in casi come questi non basta l’indignazione, non serve dire belle parole per una settimana o due, ma occorre passare ad azioni più concrete e decise». Ed ecco perché «noi riteniamo che vadano presi provvedimenti drastici, tali anche da fungere da monito e fare in modo che episodi del genere non si registrino». Ma non solo, perché il segretario dello Spi Cgil va oltre.

I controlli «Le notizie che abbiamo letto – dice Mengaroni – sono tali da farci chiedere quale sia stato il reale controllo che su quella struttura, ma sul tipo di verifiche che normalmente vengono effettuate in tutte quelle analoghe che, ricordo, lavorano in regime di convenzione, ma restano soggetti privati». Il sindacato, quindi, «chiede, e intende farlo con grande fermezza, che questi controlli siano intensificati, svolti con il massimo rigore e non limitati a quelli relativi alle norme igienico-sanitarie, ma che si vada oltre, a partire dalle verifiche relative alle concessioni delle licenze e dei permessi comunali». Senza dimenticare «la verifica del rispetto dei contratti di lavoro del personale».

Gli anziani Secondo il segretario dello Spi Cgil, la chiusura della struttura non rappresenterebbe certo un problema per gli anziani: «Si tratta di una ventina di persone e non credo che sarebbe un problema trovar loro una collocazione nelle altre strutture della zona. Dico, anzi, che per qualcuno di loro potrebbe trattarsi di una soluzione ideale, visto che lascerebbero un posto al quale non li legano certo ricordi piacevoli». Ma Mengaroni fa anche uno strappo, forte, alla sua posizione di sindacalista.

Il personale In quella casa di riposo «sono ancora in servizio persone che, seppur non coinvolte nelle indagini – dice il segretario dello Spi Cgil – e non accusate di aver commesso atti illeciti, quanto meno hanno assistito in silenzio a quanto avveniva ed io mi chiedo come ciò possa essere possibile. Quale fiducia possono avere i familiari degli anziani, in persone che hanno visto ciò che accadeva ai loro cari e hanno taciuto?».

Le denunce A questo proposito, un’indiscrezione che in queste ore prende consistenza è quella relativa alla volontà, da parte di almeno alcuni dei parenti degli anziani ricoverati a Villa Maria Luisa, di adire alle vie legali nei confronti dei titolari della struttura: una causa, magari collettiva, per richiedere che ai loro cari sia riconosciuto un indennizzo per le sofferenze che, se le accuse dovessero esser confermate, avrebbero dovuto patire.

Il ‘riesame’ Il tribunale deve pronunciarsi sulla richiesta; presentata dai legali della co-titolare dell’attività, Maria Luisa Massoli e dell’operatrice sanitaria, Franca Manciucca; che chiedono la rimozione degli arresti domiciliari. Per Sandro Vitali, nei confronti del quale è stato emesso un divieto di avvicinamento alla struttura, è molto probabile che si vada ad un rinvio, al 17 settembre, del pronunciamento. I due legali, Massimo Proietti, per Maria Luisa Massoli e Sandro Vitali, e Francesco Crisi  per Franca Manciucca, si dicono entrambi «fiduciosi». 

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.