di M.R.

‘Torneo triangolare’ o ‘reazione a catena’. Il titolo, della riorganizzazione della macchina amministrativa in quel di palazzo Spada, potrebbe essere uno di questi. Dipendenti, giunta e sindacati sembrano infatti giocare, a due a due, partite differenti ma gli sconfitti sino a questo momento sembrano i sindacati. La firma del sindaco al via libera per i nuovi staff degli assessori aveva determinato la rottura dei rappresentanti dei lavoratori col Comune, ora arriva lo ‘strappo’ dei dipendenti comunali proprio coi sindacati. La sessantina di posizioni organizzative di Palazzo, più semplicemente i vicedirigenti, si rivolgono infatti direttamente ai membri di giunta e chiedono la proroga degli incarichi che adesso ricoprono, fino alla definitiva riorganizzazione dell’ente.

Il caso degli staff Come è ormai noto, i membri della giunta possono dotarsi di un gruppo di persone che siano di supporto politico al proprio operato. Un valore aggiunto e senza costi per palazzo Spada, visto che ci sarebbe solo un cambiamento di mansioni per coloro che verranno scelti tra gli 820 dipendenti del Comune. Detta così sembra una cosa trasparente e percorribile senza  grosse conseguenze, ma per i sindacati però, c’è qualcosa di losco: dietro al via libera alla costituzione degli staff, concesso da Di Girolamo, ci sarebbe la pressione di qualche assessore; si tratterebbe di un vero e proprio regalo ai membri di giunta e sarebbe anche lesivo nei confronti dei servizi alla cittadinanza. «Una polemica surreale» aveva detto il primo cittadino a riguardo.

Vicedirigenti scrivono al sindaco Se non fosse già sufficiente la risposta del sindaco, ecco che arriva la missiva. Le posizioni organizzative del Comune hanno scritto al sindaco Di Girolamo e, smarcandosi dei sindacati, chiedono una proroga di due mesi dei propri incarichi attuali che, in attesa che si definisca il nuovo modello organizzativo, rischiano di rimanere vacanti per un po’. I dipendenti comunali, dunque, chiedono di poter continuare a lavorare anche in questa fase di transizione, come fatto sino a questo momento. Un modo, avrebbero specificato nella lettera, per tutelare il buon livello dei servizi alla cittadinanza con impegno e dedizione. Detta fuori dai denti, anche un modo per non restare in balìa della polemica sorta a riguardo. Nell’attesa che si delinei il nuovo modello organizzativo del Comune (che in teoria è lo strumento con cui anche le posizioni organizzative saranno inquadrate nuovamente e che eliminerebbe tutti i problemi),  Di Girolamo è dunque stretto ‘fra una calda e una fredda’: positivo e propositivo l’atteggiamento dei dipendenti comunali, scomodo e per niente piacevole il muro dei sindacati.