di Massimo Colonna

Sarà il primo Ramadan nella nuova moschea di via Alterocca, zona viale Brin, quello che inizia giovedì per concludersi il prossimo 17 luglio. Periodo di riflessione e di preghiera per gli oltre duemila musulmani della provincia di Terni. Ma periodo anche di incertezze: proprio nel giorno d’inizio del Ramadan infatti la prefettura ha dato il via al nuovo ordine per le richieste di cittadinanza, da ora esclusivamente telematiche. Un cambiamento che, secondo i responsabili dell’associazione Namastè, crea confusione e problemi.

RAMADAN, 30 MILA IN UMBRIA: PARLA L’IMAM

La nuova moschea Nella sede di Namastè, l’associazione che da sempre si occupa di immigrati in città, il presidente Eddie Nebo giovedì ha convocato gli altri membri del gruppo, alcuni dei quali fanno parte anche della consulta comunale degli immigrati. Tra questi anche Maarouf Abderrahim, imam di Terni. «I musulmani in Umbria – spiega – sono circa il 10 per cento del totale degli stranieri. Di questi, oltre duemila si trovano nella provincia di Terni. Per loro abbiamo a disposizione una nuova moschea, che si trova in via Alterocca, una traversa di viale Brin. Un luogo di preghiera aperto a tutti coloro che vorranno partecipare». Il nuovo luogo di culto è il secondo del genere in città, dopo quello di via Vollusiano. «Alle nostre funzioni – prosegue l’imam – raggiungiamo anche le 150 persone. Per noi adesso inizia un periodo di preghiera e silenzio. In cui vogliamo anche far passare un messaggio di pace e di accoglienza verso il prossimo. Al di là di tutta la violenza che si vede spesso in tv quando si parla di Islam».

I problemi Il periodo di Ramadan non sarà facile però per i musulmani, a sentire il presidente di Namastè Nebo. «E’ appena stato attivato il servizio online della prefettura che disciplina le richieste di cittadinanza per gli stranieri. Le domande ora potranno essere presentate solo via web, con un duplice problema per gli immigrati. Non solo molti degli stranieri a Terni si sono rivolti a noi perché non ne erano a conoscenza, ma in tanti non riescono a collegarsi con i siti giusti o hanno difficoltà con la lingua».

Gli stranieri e la crisi Non solo questo. La crisi economica colpisce anche il mondo degli immigrati in città. «Diverse famiglie della nostra comunità – spiega Hossain Delwar, rappresentante del Bangladesh – hanno lasciato Terni perché hanno perso il lavoro. Per noi si tratta di un brutto colpo perché significa che non ci sono più le condizioni di accoglienza e di un piano di immigrazione soddisfacente». «Per tutti quei problemi che riguardano l’immigrazione – prosegue il presidente Nebo – chiediamo che la prefettura attivi quanto prima il Consiglio territoriale per l’immigrazione, in modo che si apra un canale di comunicazione utile sia per gli immigrati che per gli tessi ternani».

@tulhaidetto

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