di F.T.
Non sarà un lavoro ‘sporco’, ma – anche questa volta – qualcuno deve pur farlo. E la responsabilità rischia di ricadere interamente sulle spalle dei vigili del fuoco, già gravati da emergenze e routine. Da giorni il centralino di Terni è intasato da decine di chiamate di cittadini ‘tormentati’ da calabroni e vespe. Un moltiplicarsi di segnalazioni e richieste (da cui abbiamo volutamente escluso le api, insetti protetti e su cui intervengono direttamente gli apicoltori) a cui gli uomini del 115 cercano sempre di dare una risposta. La situazione però rischia di diventare esplosiva: «Ci ritroviamo, come sempre, fra l’incudine e il martello – osserva uno di loro -. Con tutti questi interventi abbiamo anche finito il veleno, anche se dovrebbero consegnarcelo presto».
Le norme Dal 2012 le disinfestazioni non rientrano più nei ‘livelli essenziali di assistenza’, ovvero fra i servizi erogati dal sistema sanitario gratuitamente o dietro il pagamento di un ticket. La competenza delle Asl è stata limitata alle sole aree pubbliche, mentre per quelle private sono i cittadini a doversi attivare direttamente oppure attraverso ditte specializzate. Così molti chiamano il 115, certi di aver trovato la soluzione, anche se è proprio una circolare ministeriale (la 3403 del 3 giugno 2000) a sancire che i vigili del fuoco devono intervenire soltanto in situazioni di particolare rischio o nel caso in cui si renda necessario l’uso di mezzi e strumenti in dotazione al Corpo. «Ma noi non ci tiriamo indietro – spiega un vigile del fuoco -, per senso del dovere ma anche perché, in presenza di una segnalazione, la responsabilità ricade poi automaticamente sulle nostre spalle».
Il sindacato «In seguito ai tagli che hanno colpito la sanità – osserva Andrea Guiso dei Sindacati di base – gli interventi sui nidi di vespe e calabroni sono stati di fatto demandati ai vigili del fuoco. Ormai – riflette – veniamo chiamati in causa sistematicamente, ogni volta che c’è una ‘falla’ da turare». Decine di chiamate al giorno e quella che prima era un’eccezione, in poco tempo si è trasformata in routine. «La nostra disponibilità è come sempre massima – osserva il rappresentante sindacale – ma le attrezzature con cui ci troviamo ad operare sono spesso vecchie e in parte inadeguate». Fra le soluzioni possibili, quella già adottata al comando provinciale di Rieti: «In base ad un accordo sottoscritto con i comuni del territorio – spiega Andrea Guiso -, il servizio di disinfestazione viene svolto da due vigili del fuoco a bordo di una ‘campagnola’ attrezzata per interventi del genere. Il servizio, su richiesta dei cittadini, è gratuito per i casi previsti dalla circolare ministeriale e a pagamento, con un vero e proprio tariffario, in tutti le altre situazioni».
Anche per Enrico Rossini (Cisl) il problema è «organizzativo», perché «non basta la buona volontà e neanche la nostra propensione naturale a risolvere i problemi. Occorrono certezze – aggiunge – anche dal punto di vista operativo».
