di Mar. Ros.

Vuole che San Valentino sia una festa non solo per la parrocchia di riferimento, non solo per Terni, ma per l’intera diocesi. Con questo spirito il vescovo padre Piemontese annuncia il programma religioso degli eventi del periodo. Il santo patrono della Conca, universalmente riconosciuto come protettore degli innamorati, quest’anno vista la concomitanza con il mercoledì delle Ceneri, sarà celebrato nel solenne pontificale domenica 11 febbraio e per l’occasione le reliquie saranno trasferite dalla basilica alla cattedrale.

San Valentino in cattedrale Il trasferimento dell’urna tanto osteggiato dai fedeli nel 2016, è previsto per sabato 10 febbraio; l’appuntamento è alle 20.30 in basilica da dove prenderà il via il pellegrinaggio del reliquario a bordo di un’autolettiga protetta. Il percorso si snoderà tra via Papa Zaccaria, via San Valentino, via Serrati, via Turati, Obelisco Lancia di luce, corso del Popolo, via dell’Annunziata, piazza Briccialdi, via del Vescovado, piazza Duomo fin dentro la cattedrale e seguirà la preghiera animata dai giovani. Al passaggio della processione Piemontese vorrebbe vedere i balconi illuminati: «Prego i fedeli di esporre un segno di devozione, che sia una luce, un cero, una bandiera, una coperta».

Solenne pontificale Domenica, nel calendario liturgico c’è la festa in onore del santo, che prenderà il via alle 9.30, con il raduno delle istituzioni regionali e locali, le autorità civili e militari, i sindaci dei Comuni della diocesi, con i gonfaloni, davanti a palazzo Spada. Alle 9.45 è previsto l’avvio del corteo verso la cattedrale, dove le istituzioni e le autorità saranno accolte dal vescovo Piemontese. Alle 10 al via il pontificale del vescovo, coi rappresentanti di tutte le parrocchie di Terni che offriranno un cero al Santo Patrono, mentre il sindaco Leopoldo Di Girolamo pronuncerà l’atto di affidamento della città al patrono. Al termine della messa prevista una processione per riaccompagnare l’urna di San Valentino in basilica.

Il vescovo padre Piemontese Il presule ci tiene particolarmente: «La processione vuole essere l’espressione della nostra fede e della nostra devozione per il nostro patrono San Valentino, occasione per invocare la sua benedizione per le nostre famiglie, i fidanzati, i malati, le istituzioni e la città tutta». Per favorire la partecipazione di sacerdoti, diaconi e fedeli al solenne pontificale in cattedrale, e alla successiva processione, dalle 9.30 alle 12 di domenica nelle chiese di Terni non saranno celebrate messe. Mercoledì 14 febbraio, mercoledì delle ceneri, nella basilica di San Valentino si terrà la celebrazione delle messe e la venerazione del Santo.

San Valentino Come sia riuscito a convincere i parrocchiani di San Valentino al trasferimento dell’urna però, al vescovo lo abbiamo chiesto, visto il clamore di due anni fa: «È stato semplice, è bastato il dialogo, Padre Bose aveva preparato già il terreno e il fatto che il pontificale sia stato anticipato all’11 credo abbia aiutato». Nel 2016 dopo le barricate attorno alle reliquie del santo, padre Piemontese parlò di «opera di burattinai». Si scopre oggi che si riferiva a chi all’epoca di fatti «diffuse delle menzogne che deviarono anche i più fedeli. Si disse che quell’urna non era mai stata spostata prima e non era vero; si disse che un trasferimento avrebbe rovinato il microclima dell’urna ed era falso; si parlò di intervento della Soprintendenza che casomai si sarebbe dovuta confrontare con me».

Terni e il suo patrono Curiosi i retroscena narrati dal vescovo, solo perché imbeccato dalle domande della stampa: «Due signori si presentarono in duomo con un foglio pieno di firme minacciando di inviare una lettera al papa ma io avevo già chiesto alla congregazione e avevo ottenuto il benestare, erano entusiasti il sindaco, l’allora prefetto Bellesini e il 99% dei membri del consiglio pastorale. Spiegai ai due fedeli che le loro resistenze allo spostamento del santo erano basate su motivazioni del tutto false. Non uscirono prima di aver ottenuto il mio perdono. Se dissi di voler pagare di tasca mia – sottolinea poi – non era per questione di sfida personale, ma per devozione».

«Opera di burattinai» Quella che, visti gli attacchi durissimi dei parrocchiani di San Valentino, sembrava essere nel 2016 quasi una sfida, in verità, nel cuore di Piemontese (che era pronto ad accollarsi le spese di tasca sua) era infatti un’azione mossa da ben tre ragioni: quella ecclesiale, quella comunitaria e quella civile. Per il presule il patrono non può non avere attinenza con la chiesa madre e celebrarlo nel centro città è un modo per avvicinare più fedeli, poi è un bene che scenda nel cuore di Terni perché figura che ha segnato il passato della città. «Il giorno successivo a quella serata in cui mi fu impedito di spostare il santo, un uomo è arrivato alla mia porta in lacrime, anch’egli per chiedere perdono».

@martarosati28

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