di Marco Torricelli
Centoquaranta ne sono già arrivati e almeno altrettanti sono attesi entro la fine del mese di maggio. Il totale del numero dei detenuti nel carcere di Sabbione, a Terni, supererà così le 550 unità. Ma oltre al numero, a preoccupare chi ci lavora è la connotazione che il carcere sta assumendo.
Il vertice A spiegarlo, venerdì mattina, al sottosegretario Giampiero Bocci, al senatore Gianluca Rossi, al presidente della Provincia, Feliciano Poli e al sindaco, Leopoldo Di Girolamo, sono stati i rappresentanti sindacali del personale: «La popolazione carceraria – hanno denunciato – non sta solo aumentando a dismisura (gli operatori carcerari sono circa 200, perché una cinquantina, considerati in organico, sono di fatto distaccati presso altre realtà; ndr), ma si sta anche modificando nella composizione, con il calo di detenuti comuni e l’incremento, considerevole, di detenuti sottoposti a regimi specifici».
Nuovi arrivi I nuovi detenuti, infatti, «appartengono a categorie specifiche, come quelle che prevedono il regime del così detto ’41 bis’ e di ‘Alta sicurezza’, essendo persone riconosciute come organiche ad associazioni come la camorra o la ‘ndrangheta». E questo, hanno ricordato i sindacalisti, «presuppone l’innalzamento del livello di attenzione, non solo all’interno del carcere, ma anche all’esterno, per la frequente abitudine dei nuclei familiari dei detenuti di trasferirsi nelle zone limitrofe al luogo nel quale il loro parente è ristretto».
Bocci Il sottosegretario Giampiero Bocci, mentre gli venivano spiegate queste cose, ha preso accordi – via sms – con il prefetto Bellesini ed ha poi annunciato che «la prima cosa che si farà sarà una riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza, la settimana prossima, allargato alle delegazioni sindacali, mentre noi – ha detto rivolgendosi al senatore Gianluca Ross, prenderemo contatti con il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), al quale chiederemo che si metta subito mano ad un piano che porti ad una ridistribuzione dei detenuti, alleggerendo la situazione ternana».
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Visita in carcere Altra iniziativa annunciata da Giampiero Bocci è quella di «una visita al carcere ternano, che conto di fare al più presto (lo scorso anno di una visita analoga era stato protagonista lo stesso Rossi, insieme ad altri parlamentari del Pd; ndr) al fine di rendermi conto di persona di quale sia la situazione». Un particolare importante, ha messo in evidenza Bocci, è rappresentato dal fatto che «le amministrazioni locali hanno purtroppo poca voce in capitolo, e spesso non ce l’ha nemmeno il ministero, sulle decisioni che assume il Dap».
Il sindaco Fatto, questo, confermato dal sindaco: «Le nostre iniziative – ha detto Di Girolamo – devono essere calibrate in funzione delle scelte fatte altrove, ma il fatto che la ‘vivibilità’ della città, in relazione alle presenze giustamente segnalate dal personale carcerario, sia comunque elevata, ci incoraggia e ci dimostra che le misure adottate hanno dato risultati positivi». Ovvio, ha chiarito il sindaco, «che è indispensabile elevare il livello attenzione ed a questo proposito non possiamo che essere grati al senatore Gianluca Rossi che da tempo è impegnato in un’opera di sensibilizzazione in parlamento».
