Autogestione del verde nei condomini

di Francesca Mancosu

Brillante. Folta. Complici le piogge delle ultime settimane, mai come in questi giorni la vegetazione che spunta in molti angoli della città appare ancora più lussureggiante. Portando ancora una volta alla ribalta delle cronache i ‘soliti’ problemi di gestione del verde pubblico che la affliggono ormai da tempo. Questa volta, dopo i lavoratori delle cooperative sociali e i sindacati  ad alzare la voce sono i cittadini, costretti a tagliare a proprie spese l’erba degli spazi di competenza comunale in diversi quartieri, da borgo Bovio a Gabelletta, passando per Villa Palma.

Verde ‘fai da te’ C’è chi organizza collette condominiali per pagarsi dei giardinieri. Chi, semplicemente, si è comprato un decespugliatore, rimboccato le maniche e, magari a turno con i propri vicini di casa, ha fatto da sé. Da via Campania a via Donatori di sangue, da via del Mulino a via dei Colli – tacendo delle zone che non ci sono state segnalate – sempre più spesso la gestione del verde ‘pubblico’ è affidata alla buona volontà dei cittadini.

L’amministratore A confermare la vastità del problema è un amministratore di condominio, attivo a cavallo della provincia di Terni e Roma: «Molti condomini, in alcuni casi da più di 10 anni, riferiscono di aver svolto tutte le pratiche previste per avviare le convenzioni che trasferiscono questa incombenza dai costruttori, primi proprietari delle aree, al Comune di Terni. In diversi casi, l’amministrazione non ne ha ancora preso possesso – perché significherebbe assumersi altre spese -, in altri, semplicemente, non salda il dovuto da anni. Io, ad esempio, dal 2010 devo ancora avere indietro i soldi anticipati per un condominio di via Rapisardi: circa 2mila euro a stagione».

Via Campania Tra le vicende più annose c’è quella dei condomini di via Campania e via Toscana – costruiti dai costruttori Baldelli, Cucchetto, Marcangeli e Vincioni nel 2004 – dove sono ancora in corso i lavori di adeguamento delle opere di urbanizzazione e dove, appunto, la cura del verde è in mano agli abitanti della zona. «Una problematica – ci dice ancora l’amministratore di condominio – di cui abbiamo esposto la gravità anche dal presidente uscente della circoscrizione Est e ora candidato sindaco Stefano Bolletta. Nel 2012, promise che si sarebbe interessato della vicenda, e che avrebbe fatto posare anche una sabbiera per i tanti cani della zona, ma da allora non si è mai mosso nulla. Abbiamo sollecitato anche i costruttori, ma senza esiti».

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«Comune pronto a gestire il verde» A dare una prima, parziale risposta alla querelle – in attesa di quella dei costruttori, tutti contattati telefonicamente da Umbria24 ma tutti ‘fuori ufficio’ – è stata la direzione urbanistica del Comune: «Nelle scorse settimane abbiamo effettuato tutti i collaudi delle opere di urbanizzazione previste nel quartiere e verificato che molte non sono ancora a norma. Ad eccezione del verde, che rispetta tutte le prescrizioni e che saremmo subito disposti a prenderci in carico. Abbiamo convocato i costruttori, più volte, per la firma della convenzione relativa, ma non abbiamo ricevuto risposta. Quando firmeranno, inizieremo la manutenzione».

Villa Palma Le speranze sembrano ormai perdute per gli abitanti di due residence di Villa Palma, che continuano la propria ‘autogestione’ dal 1982. «Per i primi anni, dal 1975 al 1982, appunto, se ne è occupato il costruttore Giancarlo Tonelli, poi l’area è passata in capo al Comune, sia per la manutenzione del verde sia per i camminamenti, le strade e i marciapiedi», ricorda uno dei condomini. «Ai tempi, l’amministrazione si impegnò a versarci circa 6 milioni di lire all’anno, ma quei soldi ci furono dati solo per 2-3 anni, ai tempi della giunta Ciaurro, e poi non più. Ora, abbiamo affidato la manutenzione a una ditta, che ci costa circa 15 mila euro annui, circa 250 euro a famiglia».

«Qui è tutto abbandonato» Il problema, come racconta ancora l’uomo, «si estende al parco di via dei Colli, che è una giungla, alla viabilità interna, alle fogne, che si chiudono non appena piove, e vengono liberate da noi visto che il Comune interviene solo dopo un paio di giorni. Per non parlare dei marciapiedi: all’epoca andammo dal prefetto e denunciammo l’allora sindaco Paolo Raffaelli perché non erano a norma. Dopo, hanno iniziato subito ad allargarli. Abbiamo anche chiamato l’Asm per chiederle di posare un palo della luce al bivio, visto che molti non lo vedono e ci sono svariati incidenti, ma per ora non abbiamo avuto risposta. Per fortuna, abbiamo tutti stipendi e pensioni sicure, e per ora, possiamo ancora provvedere da soli».

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