di M.T.
Basta con le gare al massimo ribasso negli appalti per la gestione del verde pubblico, dicono i sindacati Fai Cisl e Flai Cgil, che chiedono «un urgente incontro in Comune». Perché «le conseguenze di questo modo di indire gare, criticato ripetutamente dai sindacati, genera forme di precarizzazione spaventose e seri disagi economici per i lavoratori impiegati, che lamentano diverse mensilità arretrate».
La denuncia Più volte, ricorda Michele Racanella, della Flai Cgil, «abbiamo denunciato questa situazione che, derivante dal vecchio appalto ormai scaduto nel lontano 2011, si caratterizzava per un’aggiudicazione al massimo ribasso di circa il 43 per cento». E Simone Dezi, della Fai Cisl lamenta che «dei lavoratori impiegati nel settore, di cui la maggior parte svantaggiati, ne sono stati recuperati alcuni, ma altri sono stati costretti in una condizione di inattività».
Le scelte L’auspicio delle organizzazioni dei lavoratori «era che ci fosse stata una vera e propria presa di coscienza, da parte dell’amministrazione, sul verde pubblico e che conseguentemente si arrivasse ad un bando di gara che tenesse conto del dramma sociale». Ma la scelta è stata un’altra: «La stessa amministrazione – dice Dezi – – ha deciso di procedere con spezzatini dell’appalto, che guarda caso vengono aggiudicati, come per il taglio dell’erba, al massimo ribasso di circa il 54 per cento. A farne le spese sono stati ancora una volta i lavoratori impiegati, che si ritrovano oggi con diverse spettanze in arretrato e quelli non impiegati, rimasti fuori dall’appalto, ai quali non è stato assicurato un percorso lavorativo».
La richiesta Per Michele Racanella è indispensabile definire un bando del verde pubblico, nel Comune di Terni, «che tenga conto realmente di percorsi sociali veri che assicurino ai lavoratori un progetto di stabilizzazione e non impongano ad essi una condizione di precariato». Per arrivarci «deve essere istituito un modello di verifica dell’affidabilità dell’azienda aggiudicataria, che non si limiti al Durc, ma alla verifica puntuale del pagamento delle spettanze ed un percorso occupazionale stabile e dignitoso».
Le verifiche Per arrivare a questo risultato, dicono i due sindacalisti, «occorre soprattutto selezionare aziende serie, affermate negli anni, con un alto valore etico e morale. Partendo da quelle del territorio». Anche per questo Fai Cisl e Fai Cgil chiedono «che dalle parole si passi ai fatti e che la gara in questione tenga finalmente conto del regolamento – di alto valore sociale e recentemente approvato in giunta, per l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, di oggi e di ieri – proposto dall’assessore alle politiche sociali del Comune di Terni e recentemente approvato in Giunta».
