Le acciaierie di Terni

di M.To.

Mentre tutti aspettano le decisioni del consiglio di amministrazione di Outokumpu, che deve far sapere se intende accettare l’ultimativa proposta di Aperam, c’è chi, come il consigliere comunale Enrico Melasecche dice che «il tema della tutela della salute va inserito fra i costi del budget che i lussemburghesi dovranno mettere a carico dei finlandesi».

Gli impianti Secondo Melasecche «l’ennesima rivelazione, fin qui ignota, è relativa alla quantità di polveri siderurgiche diffuse nell’aria da decenni, dato familiare all’Arpa che, organo di emanazione regionale qual è, si è guardato bene dal comunicare con la debita attenzione». Ast, ricorda, «ha realizzato un impianto di captazione al forno 5 e sta finalmente concludendo le prove al forno 4. Da calcoli a spanne, sembra sottovalutati dal professor Briziarelli, luminare posto da sinistra a tutela della scientificità di ciò che andava detto, i dati sono raggelanti: a fronte di 170 tonnellate di acciaio fuso per ogni colata, con una frequenza di circa 10/12 colate al giorno come media annua, il primo impianto raccoglierebbe oggi circa 35 tonnellate al giorno di polveri e altrettante ne inizierebbe a captare il secondo».

I dati Secondo l’esponente dell’Udc, insomma, sarebbero «70mila chili circa di polveri, cancerogene, quotidianamente diffuse nell’aria per decenni. Dal 2000 a oggi sarebbero stati diffusi nell’aria circa 250 milioni di chili di polveri siderurgiche, senza contare quanto emesso dagli inceneritori Asm, Terni Ena/ACEA e Printer, il primo chiuso dalla magistratura». Una «montagna di polvere che è parte integrante di terreni agricoli, non solo a Prisciano, depositata ovunque, sui tetti, sollevata dal traffico delle strade, respirata e ingerita con i cibi».

La salute Melasecche, che annuncia un’interrogazione al sindaco, conclude: «Al di là della nostra salute, anche migliaia di bambini abitano a Terni e la nostra responsabilità morale impone di farli vivere in un ambiente protetto. Perché tacere? Perché non coniugare da subito, da ieri, sviluppo, lavoro e salute di tutti? Il dibattito va aperto immediatamente e il tema affrontato alla luce del sole con Aperam, invitando Ast a un confronto diretto nella commissione comunale delegata al tema».

M5S Su tema ambientale interviene anche il Movimento 5 Stelle, a proposito del rapporto di Legambiente: «Il rapporto, come spiegato da Mirko Laurenti responsabile del progetto, è stato sviluppato intorno a tre tipi di città, piccole, medie e grandi, comparando i capoluoghi di provincia attraverso 26 indicatori tematici delle aree urbane. Un ottimo metodo per analizzare la qualità della vita in città come Perugia ma inadeguato in una situazione particolare come quella ternana nella quale area urbana ed area industriale si compenetrano formando un corpo unico da circa un secolo e mezzo».

La polemica Secondo il Sindaco e il professor Briziarelli, dicono i ‘grillini’, «c’è solo da stare tranquilli, nessun allarme ambientale e nessuna emergenza sanitaria. In sintesi la colpa è sempre dei cittadini che si ostinano a non essere virtuosi senza che nessuno gli abbia mai spiegato come e senza metterli nella condizione di farlo»

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