Fausto Elisei e Pietro Burrascano

di Francesca Torricelli

A circa un mese dall’inizio delle elezioni per il nuovo rettore dell’università di Perugia, i candidati si presentano al Polo ternano. In un momento «fondamentale per l’università di Perugia – spiega Pietro Burrascano, prorettore dell’università ternana – ci premeva che i candidati potessero esprimere i loro programmi». Si comincia con il professor Fausto Elisei».

L’identità Che sia un periodo di grandi difficoltà «lo sappiamo tutti – esordisce Elisei – ma a prescindere da quelle economiche, l’università negli ultimi anni, ha perso la sua identità. La produzione di conoscenze e la crescita degli studenti sono gli obiettivi primari, che però si sono persi nel tempo. Oggi si tende più a sostenere l’economia del paese, senza sostenere l’identità dell’università. A mio parere, questa è la prima cosa su cui dovremo concentrarci».

Il coinvolgimento Sarà fondamentale «aumentare il peso della didattica – continua il professore – andando direttamente nelle scuole, ma non una volta l’anno, bensì periodicamente e non aspettare che le scuole vengano da noi. Dovremmo mostrare i programmi, le attività di orientamento, tutto questo è fondamentale. Successivamente, gli studenti iscritti, andranno mantenuti, incrementando gli aiuti per sostenere gli esami, soprattutto nei primi mesi del primo anno accademico, il periodo più critico per un giovane studente».

La didattica I ragazzi «devono crescere – dice ancora Fausto Elisei – per questo avranno bisogno di una didattica efficiente e una grande qualità della ricerca. Bisognerà trovare le risorse per mettere i docenti nella condizione di avere uno staff che lo sostenga nella creazione di progetti. In modo che, più progetti si porteranno a termine, più fondi si otterranno, da riutilizzare per la produzione di nuovi progetti». Fondamentale sarà «svecchiare l’università, costruendo un progetto che semplifichi la burocrazia. Bisognerà avvicinare le distanze fra amministrazione, docenti e studenti. Se continueremo ad andare avanti con mille carte, non andremo da nessuna parte».

L’elezione Per quanto «mi riguarda – spiega Elisei – se dovessi essere eletto, sarà per me importante fare un lavoro di squadra. Dovrò scegliere dei delegati, non con filtri politici, ma per merito. Sarà importante giocare la carta della qualità. Con Terni dovremmo creare un tessuto comune con obiettivi comuni, per ottimizzare le risorse. Il Polo ternano ha una lunga storia, ha fatto crescere realtà importanti. Ci concentreremo sul mantenere quelle che è già esistente, da medicina che sembra proseguire nel verso giusto, economia, che tra alti e bassi ha trovato un equilibrio e ingegneria, sulla quale dovremmo ragionare per capire quali siano le problematiche».

L’attacco Dopo le ultime frasi del professore, la rivolta della platea. Enrico Cipiccia, presidente della Camera di commercio: «Professore siamo stanchi di sentire sempre e solo parole. Basta con le fasi di rodaggio, noi vogliamo capire se ingegneria a Terni può esserci oppure no, ma queste risposte le vogliamo ora. E se decideremo di mantenerla, vogliamo insegnanti preparati e con voglia di fare. Non gente che viene a Terni infastidita e che non vede l’ora di tornarsene a Perugia». Su questo sono «pienamente d’accordo con voi – interviene Fausto Elisei – dicevo solamente che, appunto, la prima cosa su cui dovremmo concentrarci, sarà  ingegneria». Insomma, non ha risposto e la gente non ha gradito. I prossimi candidati sono avvertiti.

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